Morte cardiaca improvvisa. Messa a punto una tecnica per guarire dalla Sindrome di Brugada

Morte cardiaca improvvisa. Messa a punto una tecnica per guarire dalla Sindrome di Brugada

Morte cardiaca improvvisa. Messa a punto una tecnica per guarire dalla Sindrome di Brugada
Si può guarire dalla Sindrome di Brugada, una malattia genetica che può portare a morte improvvisa. Un gruppo di ricercatori italiani e spagnoli guidati da Carlo Pappone e da Josep Brugada, scopritore della Sindrome, ha messo a punto una tecnica che consente di eliminare completamente la patologia.

È stato presentato oggi, all’interno dell’inaugurazione delle nuove sale dell’Elettrofisiologia dell’Irccs Policlinico San Donato, alla presenza del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, uno studio che rivoluziona il trattamento della Sindrome di Brugada. Ne dà notizia lo stesso Irccs milanese, sottolineando che, "sebbene l'incidenza e la prevalenza della Sindrome di Brugada nella popolazione generale sia bassa, essa è responsabile di circa il 15-20% delle morti improvvise nei pazienti di età inferiore ai 40 anni". 


 


"Fino ad oggi prosegue la nota dell'Irccs San Donato – nei pazienti in cui la sindrome fosse stata identificata, l’unica terapia possibile e palliativa era l’impianto del defibrillatore. Moltissimi pazienti tuttavia ancora muoiono, perché spesso la prima manifestazione clinica della sindrome è l’arresto cardiaco".
 
La novità è che un gruppo di ricercatori italiani e spagnoli, guidati da Carlo Pappone e da Josep Brugada, ha messo a punto una tecnica che secondo i ricercatori consente di eliminare completamente la malattia. Il loro lavoro, pubblicato sul Circulation EP, ha dimostrato che 14 pazienti, sottoposti all’ablazione di una regione particolare del ventricolo destro, guarivano definitivamente senza mostrare più alcun segno elettrocardiografico o clinico della malattia. Si trattava di pazienti ad altissimo rischio di morte improvvisa, già sottoposti all’impianto di un defibrillatore: dopo 6 mesi – speigano dal San Donato – tutti i 14 pazienti non sono più affetti dalla sindrome di Brugada. I ricercatori ipotizzano di poter espiantare il defibrillatore dopo un intero anno senza segni elettrocardiografici e sintomi della patologia, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti.

Lo studio è stato ideato e realizzato dapprima presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ra) – ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research – e concluso presso l’Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico Policlinico San Donato di Milano, dalle stesse équipe che nel corso dello studio si sono trasferite.
 
Carlo Pappone, responsabile dell’unità di Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia dell’Irccs Policlinico San Donato commenta così il risultato: “Questa notizia sarà molto importante per tutti quei pazienti che, consapevoli di avere la Sindrome di Brugada, vivono nel terrore delle conseguenze della loro malattia. Altri tentativi di eliminarne i sintomi e in particolare le aritmie, erano stati eseguiti nel passato con buona percentuale di successo, ma non avevano come obiettivo l’eliminazione completa della malattia. Questo è il primo studio al mondo in cui una malattia genetica può scomparire applicando una particolare corrente elettrica (radiofrequenza) attraverso un sondino che raggiunge la superficie del ventricolo destro”.

22 Settembre 2015

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