Nel 2050 nel mondo ci saranno 132 milioni di persone con disturbi mentali. L’Oms rilancia il suo piano d’azione antidemenza

Nel 2050 nel mondo ci saranno 132 milioni di persone con disturbi mentali. L’Oms rilancia il suo piano d’azione antidemenza

Nel 2050 nel mondo ci saranno 132 milioni di persone con disturbi mentali. L’Oms rilancia il suo piano d’azione antidemenza
E il problema è particoalrmente grave tra gli anziani tra i quali i disturbi mentali e neurologici rappresentano il 6,6% della loro disabilità totale. Oggi si stimano 50 milioni di persone in tutto il mondo  con demenza. Ma si prevede che il numero totale aumenterà a 75 milioni nel 2030 e 132 milioni nel 2050. PIANO DEMENZA OMS 2017-2025 - PIANO D'AZIONE SALUTE MENTALE 2013-2020 - DEMENZA, PRIORITA' PER LA SALUTE PUBBLICA . 

Tra il 2015 e il 2050, la proporzione della popolazione mondiale oltre i 60 anni raddoppierà quasi dal 12% al 22% e, considerando che oltre il 20% degli over 60 soffre di disturbi mentali, che i disturbi mentali e neurologici tra gli anziani rappresentano il 6,6% della disabilità totale (DALY) per questa fascia di età e che i disturbi nelle persone anziane rappresentano il 17,4% degli anni vissuti con disabilità (YLD), c’è di che preoccuparsi.
 
E infatti per l’Oms la salute mentale resta una delle emergenze prioritarie per gli scenari della sanità nei prossimi anni. I disturbi mentali e neurologici più comuni nella terza età sono la demenza e la depressione, che colpiscono rispettivamente il 5% e il 7% della popolazione più anziana del mondo. I disturbi d'ansia colpiscono il 3,8% della popolazione anziana, i problemi di consumo di sostanze colpiscono quasi l'1% e circa un quarto dei decessi per autolesionismo sono tra le persone di 60 anni o più. I problemi di abuso di sostanze tra le persone anziane sono spesso trascurati o erroneamente diagnosticati.
 
Al di là dell’età, in ogni caso, si stima che siano 50 milioni le persone in tutto il mondo che vivano con demenza e che quasi il 60% di questi viva in paesi a basso e medio reddito. Un numero destinato ad aumentare fino a 75 milioni di persone con demenza nel 2030 e addirittura a 132 milioni nel 2050 (controllare perché i dati sui grafici sono diversi).
 
Eppure anche di fronte a questi  dati i problemi di salute mentale sono sotto-identificati dagli operatori sanitari e dai pazienti stessi, e lo stigma che circonda queste condizioni rende le persone riluttanti a cercare aiuto.
 
La depressione può causare grande sofferenza e porta a compromettere il funzionamento nella vita quotidiana. La depressione unipolare si verifica nel 7% della popolazione generale anziana e rappresenta il 5,7% degli YLD tra coloro che hanno più di 60 anni. La depressione è sotto diagnosticata e sottoposta a trattamento insufficiente nelle strutture di assistenza primaria. I sintomi sono spesso trascurati e non trattati perché coincidono con altri problemi riscontrati dagli adulti più anziani.
 
Per questo l’Oms torna a parlare ancora una volta del tema e rilancia il suo piano d’azione contro le demenze sintetizzabile in quattro obiettivi principali:
· rafforzare una leadership e una governance efficaci per la salute mentale;

· fornire servizi completi, integrati e reattivi per la salute mentale e l'assistenza sociale in contesti basati sulla comunità;
· attuare strategie di promozione e prevenzione nella salute mentale; 
· rafforzare i sistemi informativi, le prove e la ricerca per la salute mentale.
 
 
Secondo l’Oms, poi, è molto importante preparare gli operatori sanitari e le società per soddisfare i bisogni specifici delle popolazioni più anziane, tra cui:
· formazione per i professionisti della salute nel fornire assistenza agli anziani;
· prevenire e gestire malattie croniche associate all'età, inclusi disturbi mentali, neurologici e di uso di sostanze;
· progettare politiche sostenibili a lungo termine e cure palliative; e
· sviluppo di servizi e impostazioni adatti all'età.

 

04 Dicembre 2017

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