Neuropsicologia. Da ricercatori italiani nuova tecnica per preservare funzioni cognitive e motorie durante rimozione di tumori cerebrali

Neuropsicologia. Da ricercatori italiani nuova tecnica per preservare funzioni cognitive e motorie durante rimozione di tumori cerebrali

Neuropsicologia. Da ricercatori italiani nuova tecnica per preservare funzioni cognitive e motorie durante rimozione di tumori cerebrali
La nuova metodica basata sulla rotazione continua di una vasta gamma di test cognitivi in tempo reale, è stata ideata da un gruppo di ricerca dell’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento e dell’Unità di neurochirurgia dell’Ao Santa Maria della Misericordia di Udine. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Neurosurgery

Una rotazione continua di una vasta gamma di test cognitivi in tempo reale in grado di fornire al chirurgo un migliore feedback sullo status cognitivo del paziente durante la rimozione del tumore ed eseguire così, nel corso dell’intervento chirurgico, scelte strategiche per ridurre il rischio di problemi cognitivi postoperatori.
 
È questa la nuova metodica, la real-time neuropsychological testing, ideata da un gruppo di lavoro dell’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento e dell’Unità di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine che ha analizzato in tempo reale alcune funzioni cognitive durante gli interventi di rimozione chirurgica di tumori al cervello. Lo studio “Brain mapping: a novel intraoperative neuropsychological approach” è stato appena pubblicato sulla rivista Journal of Neurosurgery.
 
Quando un evento viene elaborato istantaneamente, viene definito un evento in tempo reale, il che significa che sta avvenendo “live”. Questo concetto può riferirsi a mezzi di comunicazione, a sistemi di controllo informatico e di recente è stato utilizzato anche nelle neuroscienze, come negli studi in tempo reale in risonanza magnetica funzionale.
 
In alcuni tumori cerebrali, maggiore sarà l’asportazione migliore sarà la prognosi. Si tratta dei cosiddetti gliomi a basso grado, che generalmente infiltrano aree cerebrali funzionalmente importanti. Per questo tipo di patologia, in assenza di un feedback appropriato sulla funzionalità cognitiva dell’area interessata, il chirurgo è meno incline ad eseguire una resezione estesa del tessuto tumorale. Lo standard, finora, è stato di testare la funzionalità cognitiva solamente mediante l’uso di una stimolazione elettrica della corteccia e della sostanza bianca (Direct Electrical Stimulation). Questa tecnica però presentava dei limiti, in quanto nel post-operatorio si osservavano spesso decrementi cognitivi.
 
Il team, costituito da neurochirurghi, neuropsicologi e ricercatori delle due strutture friulane (Miran Skrap, Dario Marin, Tamara Ius, Franco Fabbro e Barbara Tomasino), ha quindi sviluppato la nuova metodica, la real-time neuropsychological testing, basata sulla rotazione continua di una vasta gamma di test cognitivi in tempo reale, da eseguire durante la rimozione del tumore, in modo da fornire al chirurgo un migliore feedback sullo status cognitivo del paziente. Questa tecnica consente la segnalazione precoce di eventuali deficit, cosicché il chirurgo può fare delle scelte strategiche per ridurre il rischio di problemi cognitivi postoperatori.
 
La neuropsicologia in real-time è stata applicata a 92 pazienti operati in awake surgery, cioè a pazienti tenuti svegli e collaboranti durante l’intervento. Durante la resezione chirurgica, il neuropsicologo somministrava loro una serie di test cognitivi a rotazione. Non appena il paziente presentava un decremento, il neurochirurgo veniva immediatamente informato e adottava la sua strategia chirurgica. Questo feedback molto articolato e immediato ha consentito di registrare in tempo reale i punteggi di accuratezza nelle prestazioni cognitive per diverse abilità, tra le quali le principali erano quelle inerenti al linguaggio.

I risultati hanno inoltre mostrato che la metodica è affidabile: sei mesi dopo l’intervento, i pazienti hanno infatti ottenuto alti valori di performance ai test cognitivi di controllo. Quest’accuratezza non è invece possibile con l’approccio standard di stimolazione elettrica. Anche sotto il profilo chirurgico questo tipo di metodica intraoperatoria, in aggiunta alla tecnologia più moderna, ha consentito un risultato migliore, permettendo una resezione tumorale media del 95%.
 
“Questo metodo – spiegano i ricercatori – non è mai stato applicato prima e rinnova l’uso della neuropsicologia classica in neurochirurgia alla luce di una visione più dinamica. Oltre al miglioramento del dato clinico, permette infatti di monitorare e registrare continuamente in tempo reale i cambiamenti cerebrali di tipo cognitivo”.

09 Febbraio 2016

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