Obesi (ma non per colpa) e discriminati. La storia dell’ex nuotatrice Angela Ferracci e di Fabio Nunzio di Striscia

Obesi (ma non per colpa) e discriminati. La storia dell’ex nuotatrice Angela Ferracci e di Fabio Nunzio di Striscia

Obesi (ma non per colpa) e discriminati. La storia dell’ex nuotatrice Angela Ferracci e di Fabio Nunzio di Striscia
Non è soltanto la cattiva alimentazione a far ingrassare. La responsabilità in molti casi può risiedere nella modificazione della flora intestinale. È accaduto ad Angela Ferracci, il cui peso è passato da 54 a 165 chili. Anche Fabio di Nunzio, di Striscia la Notizia, lotta quotidianamente contro i chili di troppo. Ma questo problema si può combattere. Un simposio del CIDO per contrastare anche lo stigma

Ex atleta, campionessa di nuoto da ragazza, a 15 anni ha attraversato lo stretto di Messina. Poi gli studi non le hanno permesso di continuare con l’agonismo e lasciare lo sport è stata la sua rovina. Da un corpo esile, ma forte, i suoi 54 chili, a causa di un disordine alimentare, sono diventati in pochi anni 165. E da allora nella sua vita è calato il sipario. Dai 18 ai 32 anni, una vita passata nei centri di disturbi comportamentali, dove il cibo era considerato un veleno per il suo corpo. Ma Angela Ferracci ce l’ha fatta a perdere qualche decina di chili che oggi le permettono di guidare il Comitato italiano per i diritti delle persone affette da obesità e disturbi alimentari, CIDO, con l’obiettivo di eliminare lo stigma sociale e le discriminazioni che circondano le persone grasse.

Eccesso alimentare. Per questo obiettivo e per aiutare le persone grasse, il CIDO ha organizzato in questi giorni a Milano l’incontro fra esperti per discutere su un tema controverso: L’obesità non dipende soltanto dall’eccesso alimentare. Alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, infatti, l’obesità è una malattia che non dipende da sbagliati comportamenti alimentari o di stili di vita scorretti, che modificano la composizione della flora intestinale, il microbiota. E l’affermazione non è generica e ce lo spiega la dottoressa Amelia Brunani, endocrinologa a Piancavallo per l’Istituto Auxologico di Milano: “Esistono forme di obesità di origine genetica e alcune di queste, quelle che si riferiscono alla carenza di leptina, l’ormone della sazietà, possono essere trattate con l’assunzione della sostanza prodotta in laboratorio.  Ma anche fattori inquinanti possono influire sul peso modificando valori dell’insulina e del cortisolo, in particolare lo stress di tipo psicofisico. La stessa flora intestinale può essere causa di sovrappeso, perché l’alterazione dei microorganismi che popolano il tubo digerente può modificare l’assorbimento degli alimenti. In questo caso la nutraceutica  può intervenire positivamente aiutando a equilibrare in maniera fisiologica la composizione benefica della microflora intestinale e ristabilire così un corretto metabolismo”.  

La testimonianza. A discutere l’argomento sono i massimi esperti italiani e internazionali in occasione del secondo summit italiano su stigma sociale e discriminazione basati sul peso, organizzato a Milano l’11 dicembre scorso, da CIDO, sotto il patrocinio dell’Istituto Auxologico Italiano. Per rafforzare questo stigma, un ospite d’eccezione, Fabio di Nunzio, il buon Fabio di Striscia la notizia, autore del libro “Sotto il segno della bilancia”. Lui, nato sotto il segno della bilancia, porta con serenità i suoi 120 chili, ma racconta come nella vita quotidiana siano tanti gli ostacoli che gli si presentano davanti nel corso della vita. “Tutto è fatto per magri, dai lavandini, ai water sospesi che non reggono, alle porte spesso troppo strette. Il messaggio prevalente è che si è grassi perchè non ci si sa misurare con l’alimentazione e non si ha voglia di fare movimento”.

Gli studi e le ricerche. Per la dottoressa Barbara Aghina, responsabile della linea nutraceutica di Guna, le responsabilità della modificazione del microbiota intestinale vanno aldilà dei problemi dell’obesità, perchè possono essere anche implicati  nell’insorgenza o espressione di diverse sindromi neurologiche, depressione, autismo, Alzheimer, Parkinson e  malattie autoimmuni. “Alcuni recenti studi – spiega la dottoressa Aghina – dimostrano che i batteri possano addirittura influenzare  stati d'animo e comportamenti umani stimolando la produzione – a livello intestinale – di sostanze che raggiungono e condizionano il Sistema Nervoso Centrale”.

La medicina, in realtà, controlla e cura i grandi obesi, così come cura la patologia anoressica, ma sarebbe opportuno non arrivare a questa condizione, perche molte volte è prevenibile. Le case  farmaceutiche si stanno muovendo in questa direzione e l’organo principale preso in considerazione è l’apparato gastrointestinale, definito anche “secondo cervello”, un insieme di microorganismi (microbiota) presenti nel tubo digerente dell'uomo che hanno un ruolo fondamentale per la vita umana: secondo gli scienziati, che ormai lo definiscono un “superorganismo”, è composto da un numero di batteri pari a sei volte il totale delle cellule che compongono l'intero corpo umano e da almeno quattro milioni di tipi di batteri diversi, che vivono in stretto contatto “mutualistico” con la mucosa intestinale: i principali sono i Bifidobatteri, i Lattobacilli e gli Eubacterium, ma ve ne sono di numerose altre specie, e tutti insieme partecipano a funzioni per noi essenziali. Questi batteri hanno la capacità di favorire la bio-disponibilità di alcuni nutrienti e la metabolizzazione delle calorie, sintetizzare diverse vitamine, regolare l’espressione del sistema immunitario nella mucosa intestinale, sostenere la peristalsi intestinale, proteggere la mucosa intestinale – ed quindi l’intero organismo – da aggressioni di microrganismi patogeni, prevenendo così la comparsa di molte infezioni.

Fin da bambini. “La composizione del microbiota – aggiunge la dottoressa Aghina – è fortemente influenzata dall'alimentazione, già a partire dal tipo di allattamento, se al seno o artificiale, e dallo svezzamento e, in seguito, dalla condotta alimentare quotidiana. Fattori interni ed esterni possono determinare disbiosi ovvero alterazioni anche importanti del microbiota. Fra questi fattori vi sono squilibri dietetici, stress psico-fisici, stili di vita non equilibrati, uso incongruo di farmaci. Ma alimentazione e stili di vita corretti, integrati con una Nutraceutica specifica e mirata  garantiscono quindi la presenza di un microbiota fisiologico sano e funzionale per  mantenere in buona salute l’intero organismo umano. In particolare, la soluzione da noi consigliata, come del resto, è indicato da ricerche effettuate all’Istituto statale di nutrizione di Mosca con ampia casistica clinica riportata su importanti pubblicazioni internazionali, sul riequilibrio della flora intestinale, prevede un percorso contraddistinto da tre fasi: ripulire, riparare, ripopolare. Per ognuno di queste fasi esistono alcuni dispositivi medici e integratori adatti, specifici e documentati,  la cui azione è utile per ripristinare le tre funzioni nel pieno rispetto della fisiologia dell’organismo e dell’apparato intestinale”.

Per questo la corretta alimentazione fatta di fibre, dalla frutta alla verdura, e una diminuzione dei grassi e degli zuccheri, non può che far bene all’organismo e a chi vuole mantenere la linea.

Edoardo Stucchi

Edoardo Stucchi

18 Dicembre 2013

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