Papa Francesco agli scienziati: “C’è necessità di purificarsi dalle tossine che avvelenano la ragione”

Papa Francesco agli scienziati: “C’è necessità di purificarsi dalle tossine che avvelenano la ragione”

Papa Francesco agli scienziati: “C’è necessità di purificarsi dalle tossine che avvelenano la ragione”
Le parole del Pontefice al Congresso della Società Europea di Cardiologia. “L’apertura alla grazia di Dio, fatta tramite la fede, non ferisce la mente, anzi la spinge ad andare avanti, a una conoscenza della verità più ampia e utile per l’umanità”. Chiesto “uno sguardo di particolare intensità ai più poveri, ai più disagiati ed emarginati". “Dobbiamo lottare perché non ci siano ‘scartati’ nella vita umana e nella pienezza della vita umana”, ha detto il Papa.

C’era grande attesa per la visita di Papa Francesco al Congresso Europeo di Cardiologia appena concluso a Roma. Ieri il grande appuntamento con il Pontefice, che ha rivolto parole di ringraziamento ai cardiologi per l’impegno quotidiano con cui assistono i malati, ma anche un forte richiamo alla scienza a guardare l’uomo nella sua totalità affinché “non ci siano ‘scartati’ nella vita umana e nella pienezza della vita umana”.
 
“Voi vi occupate della cura del cuore. E quanta simbologia si nasconde in questa parola e quante attese vengono riposte in questo organo umano! Tra le vostre mani passa il centro pulsante del corpo umano, pertanto la vostra responsabilità è grande!”, ha detto il Papa all’assemblea dei cardiologi provenienti da tutto il mondo. “L’apertura alla grazia di Dio, fatta tramite la fede, non ferisce la mente, anzi la spinge ad andare avanti, a una conoscenza della verità più ampia e utile per l’umanità”, ha proseguito il Pontefice.

“Sappiamo, tuttavia – ha aggiunto -, che anche lo scienziato nella sua scoperta non è mai neutrale. Egli porta con sé la sua storia, il suo modo di essere e di pensare. Per ognuno esiste la necessità di avere una sorta di purificazione che, mentre allontana le tossine che avvelenano la ragione nella sua ricerca di verità e di certezza, induce a guardare con maggior intensità all’essenza delle cose. Non possiamo negare, infatti, che la conoscenza, anche la più precisa e scientifica, ha bisogno di progredire facendo le domande e trovando le risposte sull’origine, il senso e la finalità della realtà, uomo incluso”.

Per Papa Francesco, “tuttavia, le sole scienze, naturali e fisiche, non bastano per comprendere il mistero che ogni persona contiene in sé. Se si guarda all’uomo nella sua totalità – permettetemi di insistere su questo tema – si può avere uno sguardo di particolare intensità ai più poveri, ai più disagiati ed emarginati perché anche a loro giunga la vostra cura, come anche l’assistenza e l’attenzione delle strutture sanitarie pubbliche e private. Dobbiamo lottare perché non ci siano ‘scartati’ in questa cultura dello scarto che viene proposta. Scartati “nella vita umana e nella pienezza della vita umana”.
 

Ecco il testo del messaggio integrale del Pontefice all’assemblea del Congresso ESC.

"Gentili Signori e Signore, buongiorno!
Ho accolto con piacere l’invito della Presidenza della Società Europea di Cardiologia ad essere qui con voi, in occasione di questo Congresso mondiale che vede raccolti cardiologi da diversi Paesi. Un ringraziamento particolare al Professor Fausto Pinto per le parole di benvenuto. Nella persona del Presidente intendo ringraziare tutti voi per l’impegno scientifico di queste giornate di studio e di confronto – è tanto importante confrontarsi – ma soprattutto per la dedizione nei confronti di tanti malati. E’ una sfida confrontarsi con ogni malato.

Voi vi occupate della cura del cuore. E quanta simbologia si nasconde in questa parola e quante attese vengono riposte in questo organo umano! Tra le vostre mani passa il centro pulsante del corpo umano, pertanto la vostra responsabilità è grande! Sono certo che trovandovi di fronte a questo libro della vita, che porta in sé ancora tante pagine da scoprire, voi vi accostate con trepidazione e senso di timore.

Il Magistero della Chiesa ha sempre affermato l’importanza della ricerca scientifica per la vita e la salute delle persone. Anche oggi la Chiesa non solo vi accompagna in questo cammino così arduo, ma se ne fa promotrice e intende sostenervi, perché comprende che quanto è dedicato all’effettivo bene della persona è pur sempre un’azione che proviene da Dio. La natura in tutta la sua complessità, e anche la mente umana, sono creature di Dio. Lo studioso può e deve investigarle, sapendo che lo sviluppo delle scienze filosofiche ed empiriche e delle competenze pratiche che servono il più debole e malato è un servizio importante che si inscrive nel progetto divino. L’apertura alla grazia di Dio, fatta tramite la fede, non ferisce la mente, anzi la spinge ad andare avanti, a una conoscenza della verità più ampia e utile per l’umanità.

Sappiamo, tuttavia, che anche lo scienziato nella sua scoperta non è mai neutrale. Egli porta con sé la sua storia, il suo modo di essere e di pensare. Per ognuno esiste la necessità di avere una sorta di purificazione che, mentre allontana le tossine che avvelenano la ragione nella sua ricerca di verità e di certezza, induce a guardare con maggior intensità all’essenza delle cose. Non possiamo negare, infatti, che la conoscenza, anche la più precisa e scientifica, ha bisogno di progredire facendo le domande e trovando le risposte sull’origine, il senso e la finalità della realtà, uomo incluso. Tuttavia, le sole scienze, naturali e fisiche, non bastano per comprendere il mistero che ogni persona contiene in sé. Se si guarda all’uomo nella sua totalità – permettetemi di insistere su questo tema – si può avere uno sguardo di particolare intensità ai più poveri, ai più disagiati ed emarginati perché anche a loro giunga la vostra cura, come anche l’assistenza e l’attenzione delle strutture sanitarie pubbliche e private. Dobbiamo lottare perché non ci siano “scartati” in questa cultura dello scarto che viene proposta.

Con la vostra preziosa attività voi contribuite a guarire il corpo malato e, al tempo stesso, avete la possibilità di verificare che ci sono leggi impresse nella stessa natura che nessuno può manomettere ma solo “scoprire, usare e ordinare” perché la vita corrisponda sempre più alle intenzioni del Creatore (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 36). Per questo è importante che l’uomo di scienza, mentre si misura con il grande mistero dell’esistenza umana, non si lasci vincere dalla tentazione di soffocare la verità (cfr Rm 1,18).

Vi rinnovo il mio apprezzamento per il vostro lavoro – anch’io sono stato nelle mani di alcuni di voi – e chiedo al Signore di benedire la ricerca e la cura medica, in modo che a tutti possa giungere il sollievo dal dolore, una maggior qualità della vita e un accresciuto senso di speranza, e quella lotta di tutti i giorni perché non ci siano “scartati” nella vita umana e nella pienezza della vita umana. Grazie tante".

01 Settembre 2016

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