Perdere peso? Se ti stressi diventa impossibile

Perdere peso? Se ti stressi diventa impossibile

Perdere peso? Se ti stressi diventa impossibile
Chi decide di perdere peso, deve sapere che il sabotatore numero uno dei buoni propositi è lo stress, che va dunque combattuto. Lo dimostra uno studio appena pubblicato su Neuron da alcuni ricercatori dell’Università di Zurigo, che attraverso la risonanza magnetica funzionale hanno scoperto come fa lo stress a indebolire la forza di volontà e a far fallire le diete

Il modo migliore per affrontare una dieta? Rilassarsi e scacciare tensioni e nervosismo. Lo stress, secondo i risultati di una ricerca appena pubblicata su Neuron, può far crollare auto-controllo e motivazione a seguire la dieta, andando ad alterare una serie di connessioni funzionali, all’interno dei circuiti decisionali del cervello. Lo stress insomma non aiuta a seguire una dieta. Anzi, mette decisamente i bastoni tra le ruote ai buoni propositi.
 
Fino ad oggi tuttavia non erano chiari i meccanismi neuronali, attraverso i quali lo stress va ad indebolire l’autocontrollo e la motivazione a indirizzare le proprie scelte verso cibi sani e a basso contenuto di calorie, ingredienti fondamentali per seguire una dieta.
 
Per cercare di colmare questa lacuna, i ricercatori dell’Università di Zurigo hanno coinvolto nel loro studio 51 volontari maschi, mettendoli di fronte a dilemmi di auto-controllo, circa la scelta di cibi ‘consolatori’ o di cibi ‘sani’, dopo essere stati sottoposti ad uno stress (immersione delle mani in acqua gelata per tre minuti, mentre un ricercatore li riprendeva) o senza esposizione allo stress (il gruppo di controllo immergeva le mani in acqua a temperatura ambiente per tre minuti). Il ‘cold stress’, sebbene possa sembrare banale, produce un livello di stress assimilabile a quello di una litigata sul posto di lavoro o con il coniuge, o al rimanere imbottigliati nel traffico quando si è già in ritardo per un appuntamento.
 
Per scavare nelle pieghe dei loro pensieri e scoprire i meccanismi perversi utilizzati dallo stress per fiaccare la forza di volontà, i partecipanti allo studio sono stati sottoposti  ad un test. A tutti, sia quelli sottoposti al cold stress, sia ai controlli, venivano proposte dallo schermo di un computer due immagini di cibi (patatine, biscotti, mele o kiwi), invitandoli a scegliere quello che ritenevano più salutare. In seguito il computer presentava una scelta di due cibi e ne sceglieva uno in maniera random, proponendo al volontario di mangiarlo. I partecipanti allo studio potevano accettare la proposta o scartarla, scegliendo l’altra opzione e sapendo che al termine del test sarebbe stato chiesto loro di mangiare davvero il cibo selezionato. Mentre erano impegnati nella scelta dei cibi proposti dal test, tutti i soggetti arruolati nello studio sono stati sottoposti ad una risonanza magnetica funzionale, per decifrare il substrato neuronale e i circuiti cerebrali attivati per operare queste scelte.
 
Il risultato del test è stato che lo stress, oltre  ridurre l’autocontrollo, porta ad indirizzare le scelte alimentari verso i cibi dal sapore-‘ricompensa’. In questo studio infatti, i soggetti sottoposti al cold stress avevano il 24% in più di possibilità di ‘capitolare’ di fronte ai cibi allettanti e saporiti (patatine, biscotti), rispetto alle persone non stressate.
 
Il substrato neuronale alla base di tutto ciò, evidenziato dalla RMN funzionale, è un aumento della connettività funzionale tra la corteccia prefrontale ventro-mediale, l’amigdala e le regioni striatali,che sono quelle  deputate a decodificare i sapori.
Lo stress è risultato inoltre associato ad una ridotta connettività tra la corteccia prefrontale ventro-mediale e le regioni corticali prefrontali dorso-laterali, implicate nel successo dell’autocontrollo.
 
Il cortisolo, ormone dello stress per antonomasia, esaltava l’attività di quella parte del cervello implicata nel processamento dei sapori e rinforzava le connessioni tra quell’area e le parti del cervello deputate a gestire i giudizi e le attività decisionali. Insomma è come se una regione del cervello urlasse con un megafono ‘sapore-sapore-sapore’, facendo arrivare forte e chiaro il messaggio alle zone implicate nel prendere delle decisioni, come quella di optare per la scelta dei cibi più saporiti, rispetto alla frutta. Allo stesso tempo, lo stress mette a tacere le regioni ‘grillo parlante’, quelle che dovrebbero aiutare a mantenere i buoni propositi per centrare un obiettivo di lungo termine, come appunto la dieta.
 
“Essere in grado di regolare e controllare le proprie scelte, implica un complesso dialogo tra diverse parti del cervello – spiega Todd Hare, Laboratory for Social and Neural Systems Research, Department of Economics, Università di Zurigo e autore senior dello studio. L’autocontrollo non risiede cioè in un’unica regione del cervello, in grado di accendersi e spegnersi come un interruttore. Perché la forza di volontà e l’autocontrollo abbiano la meglio è necessario che si attivino all’unisono e in maniera sincrona una serie di regioni cerebrali. Lo stress interferisce andando a distruggere questa sincronia.”
 
Studi condotti in passato avevano già dimostrato che lo stress porta la gente a mangiare cibi a più elevato contenuto calorico; fatto questo che potrebbe in parte spiegare l’epidemia di obesità, che travolge il mondo occidentale, sempre più esposto allo stress.
 
I risultati dello studio pubblicato su Neuron suggeriscono adesso che lo stress può compromettere le decisioni guidate dall’autocontrollo, sia aumentando il ‘canto delle sirene’, cioè la desiderabilità dei ‘cibi-ricompensa’, sia facendo capitolare la determinazione e l’autocontrollo necessari per attenersi ad un regime dietetico.
Il consiglio degli esperti dunque indirizzato a quanti vogliano intraprendere una dieta è di ridurre il carico di stress, prima di iniziare. Per evitare un flop tanto prevedibile, quanto frustrante.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

12 Agosto 2015

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