Perdita dell’udito associata a cambiamenti nella microstruttura di alcune aree cerebrali

Perdita dell’udito associata a cambiamenti nella microstruttura di alcune aree cerebrali

Perdita dell’udito associata a cambiamenti nella microstruttura di alcune aree cerebrali
Uno studio USA ha rilevato un’associazione tra le perdita dell’udito e cambiamenti che si verificano a livello della microstruttura delle aree uditive del lobo temporale e delle aree della corteccia frontale coinvolte nell’elaborazione della parola e del linguaggio. Lo studio è stato pubblicato dal Journal of Alzheimer’s Disease.

La perdita dell’udito è associata a sottili cambiamenti che si verificano in diverse aree del cervello e che possono aumentare il rischio di demenza. È quanto emerge da uno studio pubblicato dal Journal of Alzheimer’s Disease e condotto da ricercatori dell’Università della California di San Diego e del Kaiser Permanente Washington Health Research Institute.

Il team di ricerca ha coinvolto 130 partecipanti, che sono stati sottoposti a test della soglia uditiva in visite cliniche di ricerca tra il 2003 e il 2005, e a scansioni di risonanza magnetica tra il 2014 e il 2016, circa dieci anni dopo.

Gli esami hanno evidenziato, in presenza di casi di ipoacusia, cambiamenti a livello della microstruttura delle aree uditive del lobo temporale e delle aree della corteccia frontale coinvolte nell’elaborazione della parola e del linguaggio, nonché delle aree coinvolte nella funzione esecutiva. La causa di questi cambiamenti – ipotizzano gli autori – sarebbe da ricondurre alla deprivazione sensoriale e al conseguente maggiore affaticamento del cervello per comprendere i suoni.

“Questi risultati suggeriscono che la compromissione dell’udito può portare a cambiamenti nelle aree cerebrali legate all’elaborazione dei suoni, così come nelle aree del cervello che sono legate all’attenzione – osserva Linda K. McEvoy, ricercatrice principale dello studio – Lo sforzo extra prodotto nel tentativo di comprendere i suoni può dare vita a cambiamenti nel cervello che portano ad un aumento del rischio di demenza”.

“I risultati dello studio sottolineano l’importanza di proteggere l’udito evitando l’esposizione prolungata a suoni forti, indossando protezioni quando necessario e riducendo l’uso di farmaci ototossici”, conclude la coautrice Emilie Reas.

Fonte: Journal of Alzheimer’s Disease 2023

22 Novembre 2023

© Riproduzione riservata

Sperimentazioni cliniche, l’Italia tiene ma cambia volto: cresce la ricerca internazionale, rallenta il no profit. Oncologia sempre al primo posto
Sperimentazioni cliniche, l’Italia tiene ma cambia volto: cresce la ricerca internazionale, rallenta il no profit. Oncologia sempre al primo posto

L’Italia supera il primo anno di piena applicazione del Regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche senza perdere terreno, ma il sistema cambia profondamente pelle. È quanto emerge dal 22° Rapporto Nazionale...

Alzheimer, Eli Lilly Italia: iniziative per garantire l’accesso a donanemab in attesa della rimborsabilità del SSN
Alzheimer, Eli Lilly Italia: iniziative per garantire l’accesso a donanemab in attesa della rimborsabilità del SSN

Garantire ai pazienti italiani con malattia di Alzheimer l'accesso alle opzioni terapeutiche approvate, proseguendo nel dialogo con le istituzioni per il riconoscimento della rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale...

Dazi sui farmaci. Trump annuncia tariffe dal 100% al 200% sui generici dal 2028
Dazi sui farmaci. Trump annuncia tariffe dal 100% al 200% sui generici dal 2028

“A partire dal primo agosto 2026, tutti i farmaci generici introdotti negli Stati Uniti continueranno ad avere un dazio pari allo zero per cento per un periodo di 2 anni,...

Obesità adolescenti. Arriva la prima Linea Guida sulla gestione terapeutica
Obesità adolescenti. Arriva la prima Linea Guida sulla gestione terapeutica

L’eccesso ponderale negli adolescenti è sempre stato associato alla sola questione di alimentazione e attività fisica. In realtà si tratta di una condizione complessa: entrano in gioco genetica, ambiente, metabolismo,...