Poliomielite. Scoperto un ceppo di virus resistente al vaccino

Poliomielite. Scoperto un ceppo di virus resistente al vaccino

Poliomielite. Scoperto un ceppo di virus resistente al vaccino
Debellata per più del 99%, la poliomielite si è manifestata in una recente epidemia violenta nella Repubblica del Congo. Un gruppo* internazionale di ricercatori ha identificato una nuova famiglia del virus resistente: la proteina che costituisce la struttura del virus mostrava due nuove mutazioni. Celebrato da poco il 100° anniversario della nascita di Jonas Salk, l’inventore del primo vaccino

Negli ultimi decenni, la vaccinazione ha contributo a ridurre i casi di poliomielite, diminuiti piùdel 99% nel corso di questi decenni. Tuttavia, la malattia non è ancora stata debellata del tutto, soprattutto in alcune zone, e un gruppo internazionale di ricercatori ha identificato il virus responsabile di una recente seria epidemia in Africa. Lo studio*, condotto dall’Institut de Recherche pour le Développement (IRD), in Francia, insieme ad altri Istituti, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
 
Nel 2010, si è verificata una forte epidemia di poliomielite nella Repubblica del Congo, nella quale ben il 47% dei casi è andato incontro a decesso. Altre epidemie sono occorse in Tajikistan nel 2010 e in Cina nel 2011. I ricercatori hanno sequenziato il genoma del virus, individuando due nuove mutazioni, finora sconosciute, della proteina che costituisce la struttura (capside)  del virus, che forma una sorta di ossatura protettiva contro agenti esterni. A causa di queste variazioni, gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario degli individui vaccinati diventano meno ‘efficaci’, dato che spesso non riescono a riconoscere la famiglia virale. Secondo i ricercatori, infatti, circa il 15-30% delle persone che hanno contratto la malattia nel 2010 in Congo non ha ricevuto protezione dal sistema immunitario.

Di fatto, si tratta di ceppi che possono circolare in natura: i ricercatori temono che altre varianti del virus ‘più forti’ possano emergere tra le popolazioni rese immuni dal vaccino, nel momento in cui la campagna globale per l'eradicazione della poliomielite stia per entrare nella sua fase finale. Si tratta di famiglie virali piuttosto rare, tuttavia il caso dell’epidemia nella Repubblica del Congo rappresenta un esempio di attenzione, soprattutto per le aree territoriali dove, pur essendo stati eliminati i ceppi più comuni, la copertura vaccinale risulta insufficiente. Così, i ricercatori chiedono un migliore monitoraggio clinico e ambientale per riuscire a debellare completamente la poliomielite.
 
La poliomielite è una malattia infettiva dovuta ad un virus (poliovirus), che può comportare paralisi degli arti e che può avere un esito mortale. L’infezione si trasmette soprattutto per via orale. Diffusa principalmente nel secolo scorso, essa è stata debellata nella quasi totalità dei casi, soprattutto nel mondo occidentale. Il primo vaccino contro la poliomielite, nel 1955, si deve a Jonas Edward Salk, medico e ricercatore statunitense negli anni americani in cui la poliomielite, identificata nel 1908, ha mietuto numerose vittime (circa 58mila casi e 3mila decessi). Pochi giorni fa, il 28 ottobre scorso, Google ha celebrato la ricorrenza del 100° anniversario della nascita del medico attraverso un doodle: “grazie dottor Salk!” è l’esclamazione dei bambini in festa rappresentati nell’immagine di Google, dedicata all'inventore del vaccino che ha contribuito ad aiutare numerosi bambini.
 
Viola Rita
 
*J. F. Drexler et al., Robustness against serum neutralization of a poliovirus type 1 from a lethal epidemic of poliomyelitis in the Republic of Congo in 2010. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2014; 111 (35): 12889 DOI: 10.1073/pnas.1323502111

Viola Rita

12 Novembre 2014

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