Prostata. Disturbi urinari e sessuali:  la sindrome metabolica potrebbe essere collegata

Prostata. Disturbi urinari e sessuali:  la sindrome metabolica potrebbe essere collegata

Prostata. Disturbi urinari e sessuali:  la sindrome metabolica potrebbe essere collegata
In base ad alcuni studi scientifici, riferisce Eli Lilly Italia, questa sindrome ha un’influenza sull’ingrossamento della prostata e sui sintomi che ne derivano. E i disturbi urinari hanno un legame con la disfunzione erettile. Un punto sulla situazione e i consigli alimentari

Ingrossamento della prostata, sintomi urinari e conseguentemente anche disturbi sessuali sembrano essere legati alla sindrome metabolica, che comprende condizioni come il diabete di tipo 2 (quello dell’età avanzata), l’aumento del grasso al girovita, l’ipertensione, l’aumento del colesterolo e dei trigliceridi, la riduzione del testosterone. In base ad alcuni recenti studi in letteratura scientifica, riportati dalla società farmaceutica Ely Lilly Italia, questa sindrome sembra avere un’influenza sull’iperplasia prostatica benigna, che consiste appunto nell’ingrossamento della prostata e dei sintomi urinari negli uomini sopra ai 50 anni. Ely Lilly, che riferisce questi dati, è un’affiliata dell’americana Eli Lilly and Company.

Tale iperplasia, in pratica, consiste in un aumento di volume della ghiandola prostatica, con sintomi che vanno dalla necessità di urinare più spesso, a volte con urgenza, al bisogno di alzarsi di notte per urinare, fino alla riduzione del getto delle urine. Ma non è tutto: spesso tali disturbi insorgono in uomini che soffrono di problemi sessuali: proprio recentemente, infatti, è stato confermato il collegamento fra disfunzione erettile e i fastidiosi sintomi urinari conseguenti all’iperplasia prostatica benigna, ossia all’ingrossamento della prostata.
Nel complesso, ad avere questi problemi sono sette milioni di italiani, e ben il 70% di chi soffre di disfunzione erettile presenta anche i sintomi urinari dell’iperplasia prostatica.


 


“L’infiammazione cronica potrebbe rappresentare, quindi, l’anello di congiunzione tra l’ipertrofia prostatica benigna e la sindrome metabolica e per questo una corretta alimentazione diventa fondamentale”, ha commentato Furio Pirozzi Farina,Professore Associato di Urologia e Direttore U.O. Dip. di Urologia Andrologica dell’AOU di Sassari. La riduzione del grasso del giro vita – mediante un apporto calorico controllato con riduzione degli zuccheri, dei grassi totali, degli acidi grassi saturi e polinsaturi e del colesterolo – può determinare un rapido miglioramento dei disturbi urinari collegati all’ingrossamento della prostata e della funzione sessuale.


 


Proprio alla luce di questi numeri, è significativo che tadalafil – afferma Eli Lilly Italia – farmaco già molto noto per la disfunzione erettile, sia ora indicato anche per la il trattamento dei sintomi urinari derivanti dall’ingrossamento della prostata, grazie alla sua capacità di essere efficace nel migliorare con una sola dose  giornaliera entrambi i disturbi al tempo stesso. Tadalafil è l’unica terapia oggi disponibile per curare sia la disfunzione erettile che i sintomi urinari dell’iperplasia prostatica.

“L’alimentazione ideale da consigliare a chi soffre di iperplasia prostatica benigna e sindrome metabolica dovrebbe associare cibi che non favoriscono l’infiammazione cronica ad alimenti a ridotto contenuto di grassi e zuccheri, capaci,  quindi, di ridurre soprattutto l’aumento adiposo del giro vita e la glicemia. La giusta dieta deve prevedere un equilibrato apporto di acidi grassi polinsaturi: gli omega-3, presenti nei grassi animali e, particolare, in quelli di pesce (pesce azzurro, olio di pesce, crostacei) riducendo in maniera equilibrata gli omega-6, maggiormente presenti nei grassi vegetali” aggiungePirozzi Farina.

Come sottolineano gli esperti, dunque, semaforo rosso quindi per le carni, fresche e conservate, i salumi e gli insaccati, le uova, le patatine fritte, i dolci, le bevande zuccherate, le farine raffinate ed i formaggi grassi, tutti alimenti ricchi di omega-6 e in grado quindi di favorire la produzione di sostanze ad effetto infiammatorio.
Semaforo verde, invece, per gli alimenti ricchi di omega-3 che riducono la risposta infiammatoria e in particolare la crema di riso integrale, il pesce (ricco di omega-3), l’olio extravergine di oliva, l’olio di riso; tra le verdure: carote, zucca, zucchine anche cucinate in creme, oltre a cavolo, finocchio, cicoria, rape e radici in genere. E per quanto riguarda la frutta, sembrerebbero salutari le mele o le pere cotte non zuccherate.
 
Viola Rita

Viola Rita

30 Gennaio 2014

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