Resistenza agli antibiotici. Sin: “A rischio anche i neonati. Meno farmaci, più strategie di prevenzione”

Resistenza agli antibiotici. Sin: “A rischio anche i neonati. Meno farmaci, più strategie di prevenzione”

Resistenza agli antibiotici. Sin: “A rischio anche i neonati. Meno farmaci, più strategie di prevenzione”
Nel 2050, la resistenza agli antibiotici, secondo le previsioni, sarà la causa della morte di 10 milioni di persone, nel mondo, ogni anno. Nel 2015, per lo stesso motivo, hanno perso la vita 700 mila individui. Un pericolo che non risparmia nemmeno i bambini, tanto che la Sin, la Società Italiana di Neonatologia, durante il suo XXIII Congresso Nazionale, è intervenuta sul tema, chiedendo che fin da ora si lavori per invertire questa tendenza. La Sin: “Valutare attentamente la prescrizione degli antibiotici. Puntare sulle strategie preventive che riducono il rischio infettivo”.

Mancano nuovi antibiotici in grado di combattere la crescente minaccia della resistenza antimicrobica. Una carenza che rende le infezioni antibiotico-resistenti la più grande minaccia per la salute. A scattare la fotografia è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso i risultati di una recente analisi.
 
Nel mondo, ogni anno, 700 mila persone perdono la vita a causa di microrganismi multiresistenti (Hampton 2015). Una cifra che, secondo le previsioni, è destinata ad aumentare: si stima che dal 2050 i decessi saranno 10 milioni all’anno, superando anche quelli per neoplasie, che sono circa 8 milioni ogni 12 mesi (fonte: The Review on Antimicrobial Resistance, J.O’Neill; Hampton 2015).
 
Un pericolo enorme per l’umanità che non risparmia nessuno, nemmeno i bambini. Anticipando, più di un anno fa, l’allarme lanciato dall’Oms nei giorni scorsi, la Sin, la Società Italiana di Neonatologia, infatti aveva sottolineato come “la sempre più frequente presenza di microrganismi multiresistenti fosse un pericolo estremamente grave per i piccoli pazienti, che deve essere affrontato su due fronti: l’impegno delle case farmaceutiche nell’attività di ricerca e il rafforzamento della prevenzione, soprattutto attraverso un uso responsabile degli antibiotici”.
 
La stessa Società descrive “l’Italia tra i Paesi più a rischio, perché è tra quelli dove c’è un eccessivo uso di antibiotici con conseguente aumento di batteri multiresistenti. La scelta di prescrivere o non prescrivere gli antibiotici da parte del pediatra – ha sottolineato la Sin – può essere a volte molto difficile. In generale si può dire che se da un lato è vero che è necessario ed urgente ridurre l’uso inappropriato di antibiotici, e l’ideale sarebbe poter sempre iniziare un trattamento antibiotico sulla base di esami colturali, a volte, quando i dati clinici e di laboratorio lo richiedono, deve essere messa in atto una terapia empirica”.
 
“È necessario innanzitutto che l’utilizzo degli antibiotici venga attentamente valutato in modo da evitare una eccessiva prescrizione e un uso, a volte, non corretto con conseguente aumento di microrganismi multiresistenti. – afferma la Società Italiana di Neonatologia. Specialmente negli ospedali dovrebbero essere attuate tutte le strategie preventive per ridurre il rischio infettivo con particolare attenzione al lavaggio delle mani e all’utilizzo di programmi di Antibiotic Stewardship”.
 
“Tali superbatteri – ha detto la Sin –  come sono stati battezzati, possono diffondersi molto rapidamente da ospedale a ospedale e diventano resistenti agli antibiotici in tempi brevi. Su 4 milioni di decessi in epoca neonatale che avvengono ogni anno nel mondo, circa 1,4-1,5 milioni sono causati da patologie infettive spesso causate da microrganismi multiresistenti. Tra questi sono sempre più frequenti le segnalazioni di casi di tubercolosi da Mycobacterium tubercolosis resistente ai farmaci finora utilizzati e questo tipo di tubercolosi provoca 250.000 decessi ogni anno nel mondo. In Italia, i casi di TBC sono 3.769 (dati 2015); nello stesso anno i casi registrati di Tubercolosi resistente ai farmaci sono stati 81. (dati Ministero della Salute e ISS)”.

Per far fronte al problema delle antibiotico-resistenze, per la Sin “occorre innanzitutto il riconoscimento dello stesso da parte degli organi di controllo e dei governi. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha già confermato questa emergenza come una priorità di sanità pubblica, inserendola nel piano nazionale della prevenzione 2014-2018. In secondo luogo bisogna avviare partnership tra pubblico e privato per la scoperta di nuovi antibiotici. Terzo aspetto – ha concluco –  è la prevenzione delle infezioni con misure igieniche adeguate e l’utilizzo di programmi di Antibiotic Stewardship”.

27 Settembre 2017

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