Ricerca e sperimentazioni. Gli oncologi del Goirc: “No ai veti di un singolo comitato etico”

Ricerca e sperimentazioni. Gli oncologi del Goirc: “No ai veti di un singolo comitato etico”

Ricerca e sperimentazioni. Gli oncologi del Goirc: “No ai veti di un singolo comitato etico”
L'appello nel corso del meeting annuale dell'associzione fondata nel 1982 e che oggi conta 32 centri affiliati del centro nord e della Sardegna. "Le decisioni prese a livello del singolo comitato etico devono essere trasferibili e omogenee su tutto il territorio nazionale: solo così potremo applicare velocemente in più centri i protocolli di ricerca sul cancro". 

Un appello degli oncologi del Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica (GOIRC) per snellire e parificare le procedure. La richiesta nel meeting annuale di Firenze su ricerca oncologica per il paziente con il paziente. Il Gruppo è stato fondato nel 1982 e conta 32 centri affiliati su territorio nazionale. Per glii Oncologi: “Le decisioni prese a livello del singolo comitato etico devono essere trasferibili e omogenee su tutto il territorio nazionale: solo così potremo applicare velocemente in più centri i protocolli di ricerca sul cancro. Lanciamo un appello ai legislatori per snellire queste procedure, preservando ovviamente gli aspetti morali, altrimenti non reggeremo più la concorrenza degli altri Paesi, perdendo anche ingenti finanziamenti comunitari”.
 
“Il comitato etico di un singolo centro non può bloccare tutta la sperimentazione perché segue regole diverse dagli altri: abbiamo bisogno di decisioni omogenee. A rischio anche gli studi indipendenti, fondamentali per la sostenibilità del Servizio Sanitario”, ha sottolineato il Professor Francesco Di Costanzo, Direttore dell’Oncologia Medica del ‘Careggi’ di Firenze e Membro del Direttivo Nazionale GOIRC. “Malgrado la pesante situazione economica e legislativa della Penisola, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha registrato nel 2012 quasi 700 studi condotti in Italia. Uno su tre riguardava il campo oncologico. Purtroppo, nel nostro Paese l’importanza di gruppi come il GOIRC non è ancora pienamente compresa, mentre all’estero sì. Per un semplice motivo: collaborare in rete permette di coagulare i ricercatori, diminuendo anche il carico di lavoro e lo spreco di risorse. Da noi, i team di ricerca oncologica sono stati lasciati in uno stato di abbandono quasi totale: senza mezzi e praticamente scollegati dalle strutture sanitarie, verso cui andrebbero trasferite le innovazioni prodotte. Serve un deciso cambio di passo”.
 
“Siamo stati la prima esperienza di gruppo cooperativo in ambito oncologico, ma se continueremo su questa strada rischiamo di rimanere anche l’unico”, ha aggiunto il Professor Rodolfo Passalacqua, Presidente GOIRC. “Dobbiamo far capire all’opinione pubblica e alle Istituzioni che la ricerca indipendente garantisce risparmi e sostenibilità a tutto il sistema. Ma reperire fondi diventa sempre più difficile e la colpa non è da attribuire soltanto alla scarsità di risorse. Ad esempio, a livello europeo possiamo contare ancora numerosi bandi di finanziamento, che raramente vengono però assegnanti all’Italia. E non dobbiamo stupirci: al giorno d’oggi solo chi sviluppa progetti di ampio respiro riesce a essere competitivo, accede alle sovvenzioni e raggiunge risultati concreti”.
 
Durante il Convegno, tra i vari dibattiti si è parlato delle ‘Novità più rilevanti nella ricerca oncologica’, ‘ricadute positive della ricerca per il SSN e per il paziente’, ‘la comunicazione dei trial ai pazienti e consenso informato: dalla firma alla condivisione’, ‘empowerment dei cittadini nella ricerca’ e di ‘nuove forme di partecipazione del paziente’.
Infatti, i malati rivestono un ruolo centrale negli studi clinici, come sottolineano gli Oncologi. “Si tratta di persone che vanno informate e capite: sono risorse necessarie ma spesso si tende ancora a escluderle dal processo decisionale ed esplicativo”, conclude Di Costanzo. “Purtroppo, fino ad ora quasi nessuno si è interessato fino in fondo di loro. Eppure i pazienti sono centrali nel nostro lavoro e lo saranno sempre più, visti i continui successi nella battaglia contro il cancro. Ci occupiamo anche di tossicità dei farmaci e qualità della vita, aspetti che riguardano oggi oltre due milioni di italiani: le persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore”.
 
Viola Rita

Viola Rita

16 Febbraio 2014

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