Rosacea. In Italia oltre 3 milioni le persone colpite. I consiglio degli esperti al Congresso SIDeMaST

Rosacea. In Italia oltre 3 milioni le persone colpite. I consiglio degli esperti al Congresso SIDeMaST

Rosacea. In Italia oltre 3 milioni le persone colpite. I consiglio degli esperti al Congresso SIDeMaST
La malattia è sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi. Con l’intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche più efficaci.

Molti la confondono con la couperose, ma il nome corretto è rosacea, una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le aree centrali del viso, come le guance il naso e le palpebre. Si presenta con rossore, eritema persistente, pustole, capillari superficiali, pelle del viso secca. Per le sue caratteristiche, per l’andamento cronico degenerativo e per le significative implicazioni psicologiche è bene non sottovalutarla. In Italia sono 3.200.000 le persone colpite da rosacea, circa il 7-8% della popolazione adulta. La malattia è sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi.

Le cause della rosacea non sono ancora completamente chiare, si sa che l’infiammazione è alla base di questa patologia e diversi trattamenti possono migliorare la condizione clinica dei pazienti. Con l’intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche più efficaci, presentate in occasione del 90° Congresso Nazionale SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea sono state redatte con il patrocinio di SIDeMaST e ADOI, Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, e con il contributo incondizionato di Galderma.

L'arrossamento del viso associato alla rosacea condiziona a livello emotivo (88% dei casi), sociale (77%), lavorativo (78%) e nel comportamento relazionale (72%) come ha dimostrato una recente indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, condotta dall’istituto di ricerca Face Value per conto di Galderma in occasione della campagna di sensibilizzazione sulla mallattia “Act On Red”.

“La maggior parte delle persone è convinta che il rossore sia una caratteristica naturale della propria pelle. Al contrario, la rosacea è una malattia e in quanto tale va diagnosticata e curata – afferma Giampiero Girolomoni – Presidente SIDeMaST, Dipartimento di Medicina, Sezione di Dermatologia, Università di Verona – La rosacea acquisisce la dignità di malattia solo nella sua manifestazione più conclamata quando papule, pustole e ispessimento della pelle hanno già aggravato le condizioni del paziente, mentre il semplice rossore viene ignorato. Invece di risolvere il problema alla radice, le persone affette da rosacea cercano di camuffare l’infiammazione cutanea con l’impiego di cosmetici che, contenendo alcool o profumo, peggiorano la condizione della pelle aumentandone l’infiammazione e l’irritazione; la rosacea è una malattia e come tale va trattata. Oggi esistono tanti rimedi che possono migliorare questa condizione ma, se non curata la rosacea si aggrava e dalle forme più lievi si passa a quelle più gravi”.

“In Italia, secondo le stime più realistiche, sono 3.200.000 le persone malate: circa il 7-8% della popolazione adulta. Nonostante l’elevata incidenza, la rosacea è spesso non riconosciuta e sottostimata. Solo una persona su 10 riceve una diagnosi ufficiale. Si tratta infatti di una malattia complessa, che si può presentare con una varietà di manifestazioni cliniche differenti e spesso comuni ad altre patologie – dichiara Giuseppe Monfrecola – Sezione di Dermatologia, Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II. Al suo stadio iniziale è infatti spesso confusa con la couperose. L’arrossamento della cute causa un profondo stress emotivo in chi ne è affetto, prosegue Monfrecola. Una recente indagine sulla percezione globale dell’arrossamento del viso associate a rosacea ha dimostrato come questa condizione influenza in maniera negativa la sfera emotiva e sociale dell’individuo. Ne è risultato che la persona con rosacea è fortemente condizionata a livello emotivo: prova imbarazzo per il giudizio altrui (58%), sul luogo di lavoro si sente imbarazzato nei rapporti con i propri colleghi (32%), ha una minore sicurezza nell’affrontare colloqui di lavoro (27%). Nei rapporti sociali prova imbarazzo per il giudizio di famigliari o amici (23%), è a disagio nel fare nuovi incontri (33%) ed è imbarazzata per il giudizio del proprio compagno/a (25%)”.

“Negli ultimi anni la ricerca dermatologica ha condotto ad una migliore comprensione dei meccanismi correlati alle manifestazioni cliniche della rosacea, conclude Giuseppe Micali – Sezione di Dermatologia e Venereologia, Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche, Università di Catania. Ciò ha anche consentito l’elaborazione e l’introduzione sul mercato di nuovi e validi trattamenti che, se utilizzati in tempo e in maniera appropriata, sono in grado di tenere sotto controllo segni e sintomi della malattia. La ricerca scientifica ha prodotto risultati interessanti per il trattamento della rosacea in tutte le sue manifestazioni. Oltre ai farmaci già disponibili, tra cui la brimonidina tartrato, una nuova prospettiva terapeutica potrebbe arrivare dall’ivermectina, la molecola che in fase di studio ha mostrato ottimi risultati. Per questo motivo è indispensabile che il paziente, a fronte di sintomi riconducibili alla rosacea, si rechi tempestivamente dal dermatologo di fiducia”.
 

23 Aprile 2015

© Riproduzione riservata

Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”
Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”

Gli Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno compiuto progressi nei negoziati sull'allegato PABS (Pathogen Access and Benefit Sharing), una componente centrale dell'Accordo pandemico, concordando sulla necessità di proseguire le...

Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale
Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Lipfendra (enlicitide) , il primo inibitore orale di PCSK9 per la riduzione del colesterolo LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo", negli adulti...

Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani
Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani

L’organizzazione dei percorsi, la qualità della diagnostica e l’accesso alle innovazioni terapeutiche rappresentano oggi alcune delle principali sfide nella gestione dei tumori dell’Upper GI, e in particolare del carcinoma gastrico...

Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast
Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast

La Commissione europea ha autorizzato nerandomilast per il trattamento degli adulti con fibrosi polmonare idiopatica e fibrosi polmonare progressiva. La nuova terapia orale, sviluppata da Boehringer Ingelheim, deve essere assunta...