Sclerosi multipla. La produzione stimolata di interferone allevia i sintomi

Sclerosi multipla. La produzione stimolata di interferone allevia i sintomi

Sclerosi multipla. La produzione stimolata di interferone allevia i sintomi
Su modello murino i primi risultati: stimolare la produzione di interferone grazie a particolari sequenze di Rna cancella debolezza e paralisi. La ricerca, pubblicata su Nature Neuroscience potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche.

Le malattie autoimmuni sono particolarmente difficili da combattere perché è proprio lo stesso sistema immunitario, che dovrebbe difenderci, ad accanirsi sull’organismo. Ma se fosse possibile eludere le stesse difese che hanno attaccato il corpo? Alcuni ricercatori dell’Università di Friburgo hanno provato a farlo, ottenendo risultati insperati su topi affetti da sclerosi multipla. Lo studio è stato pubblicato su Nature Neuroscience.
La sclerosi multipla si presenta come una patologia che colpisce il sistema nervoso: le difese immunitarie attaccano la mielina, guaina che riveste le fibre dei nervi e che serve a favorire la rapida conduzione elettrica degli impulsi nervosi, causando una difficoltà di trasmissione delle istruzioni dal sistema nervoso centrale alle altre parti del corpo.Questo comporta una debolezza muscolare, problemi alla vista, paralisi e, lentamente, la morte.
 
Per bloccare l’attacco del sistema di difese dell’organismo si usa di solito un farmaco dalle proprietà infiammatorie basato su una proteina chiamata interferone beta (INFb), che ha lo scopo di ridurre l’aggressività della risposta immunitaria. Tuttavia, circa l’80% di persone affette da sclerosi multipla che vengono trattate con iniezioni di interferone, sviluppano anticorpi che riducono l’efficacia della proteina.
Per questo l’idea dei ricercatori era quella di stimolare la produzione nell’organismo stesso di INFb, in modo da aggirare il problema. L’induzione della sintesi proteica è stata ottenuta iniettando particolari sequenze di Rna. In questo modo, i topi hanno mostrato un rapido miglioramento dei sintomi della sclerosi multipla. La ricerca potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche. “Abbiamo osservato che nelle successive 48 ore dall’iniezione, le cavie presentavano minore debolezza nella coda e le paralisi di questa appendice scomparivano”, ha spiegato Marco Prinz, coordinatore della ricerca. “Abbiamo osservato che l’incremento nella produzione di interferone rallentava lo sviluppo dei linfociti T, che sono considerati essere tra i principali responsabili dell’insorgenza della sclerosi multipla”.
 
Laura Berardi

14 Dicembre 2011

© Riproduzione riservata

L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché
L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché

Siamo ormai in piena stagione influenzale. La campagna annuale per la vaccinazione ha preso il via in tutto il Paese e attorno a noi iniziano a comparire i primi casi...

Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie
Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie

Il Governo prova a intervenire sulla governance della spesa farmaceutica, combinando un aumento delle risorse disponibili per gli acquisti diretti, un alleggerimento selettivo del payback per le aziende che investono...

Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”
Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”

"Finiamo il lavoro". È l'appello che il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivolto ai delegati riuniti a Ginevra per il nono incontro del gruppo intergovernativo...

Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”
Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

Il morbillo negli Stati Uniti ha già superato il doppio dei casi dell'intero 2025, e mancano ancora due mesi alla fine dell'anno. Al 29 ottobre i Cdc contano 4.852 contagi...