Scompenso cardiaco: la prognosi può essere ‘maligna’ come quella dei tumori più comuni

Scompenso cardiaco: la prognosi può essere ‘maligna’ come quella dei tumori più comuni

Scompenso cardiaco: la prognosi può essere ‘maligna’ come quella dei tumori più comuni
Condizione spesso sottovalutata nella sua gravità, lo scompenso cardiaco si presenta sempre più come una priorità di salute pubblica. Uno studio scozzese appena pubblicato dimostra che la prognosi di questa condizione è spesso più ‘maligna’ di quella di molti comuni tumori. Durante il mese di maggio, iniziative in tutta Europa per le Giornate Europee dello Scompenso Cardiaco. In Italia, iniziative focalizzate sull’attività fisica in 42 centri, coordinati dall’AUSL di Piacenza.

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Uno studio pubblicato su European Journal of Heart Failure dimostra che, nonostante gli indubbi progressi fatti nel trattamento delle patologie cardiovascolari, i tassi di sopravvivenza per i soggetti affetti da scompenso cardiaco continuano ad essere peggiori di quelli di molti tumori.

 

Il lavoro ha preso in esame oltre 56 mila pazienti scozzesi assistiti in un contesto di cure primarie ed ha totalizzato quasi 148 mila anni-persona di follow up. Nei maschi, lo scompenso cardiaco è gravato di una mortalità peggiore di quella del tumore di prostata e vescica, ma chi ne è affetto presenta una sopravvivenza migliore rispetto ai pazienti con cancro del colon o del polmone.

 

Nelle donne con scompenso cardiaco la sopravvivenza è peggiore rispetto a quelle con cancro della mammella e del colon; migliore rispetto a quelle affette da cancro del polmone e dell’ovaio.

 

“Il nostro studio – commenta il dottor Mamas Mamas, primo autore del lavoro – dimostra che nonostante i progressi nel trattamento dello scompenso cardiaco, resi possibili dall’introduzione di nuovi farmaci e device, i tassi di mortalità nei pazienti affetti da questa condizione rimangono significativi e questo rappresenta un importante problema di salute pubblica. Lo scompenso cardiaco rimane ‘maligno’  come molti dei tumori più comuni”.

 

La ricerca appena pubblicata sottolinea ancora una volta l’importanza di fare awareness e formazione sullo scompenso cardiaco. In Italia lo scompenso interessa circa 1 milione di cittadini e rappresenta la seconda causa di ricovero dopo il parto. Nel mese di maggio si svolgerà la Campagna informativa dedicata allo scompenso cardiaco che fa parte delle iniziative dello European Heart Failure Awareness Day, campagna europea promossa dal 2010 dalla Heart Failure Association (HFA) della Società Europea dello Scompenso Cardiaco (ESC) e sostenuta dalla Federazione Italiana di Cardiologia. Giunta in Italia alla sua quarta edizione, questa campagna mira a sensibilizzare la popolazione allo scompenso cardiaco; il focus di quest’anno è sull’attività fisica (titolo della campagna 2017 è ‘Muoviti per il tuo cuore’) che, svolta con regolarità, rappresenta un importante strumento di prevenzione .

 

“Mediante una prevenzione efficace spiega il dottor Massimo Piepoli, Membro del Board di HFA e Responsabile Unità Operativa Scompenso e Cardiomiopatie, Ospedale di Piacenza – saremmo in grado di prevenire l’80% delle patologie cardiovascolari e il 40% dei tumori . Anche per i pazienti già colpiti da malattie cardiovascolari e scompenso cardiaco, l’attività fisica è raccomandabile, al pari delle terapie mediche e chirurgiche più efficaci, come mezzo di cura e di riabilitazione che permette di recuperare una qualità di vita soddisfacente e di migliorare la sopravvivenza. Oltre alla prevenzione, la diagnosi tempestiva e il controllo dei fattori di rischio permettono di rallentare il decorso della patologia. Le nuove terapie farmacologiche possono inoltre migliorare la durata e la qualità della vita dei nostri  pazienti”.

 

“La nostra Federazione, che rappresenta a livello europeo e nei rapporti con le istituzioni la cardiologia italiana – afferma il professor Francesco Fedele, Presidente Federazione Italiana di Cardiologia –  ha come priorità la responsabilità di ribadire l’unitarietà culturale e la dignità della specialità cardiologica al fine di promuovere da un lato la ricerca internazionale e dall’altro il miglioramento dei percorsi di cura e l’attribuzione di sempre maggiori risorse per la lotta alla sindrome dello scompenso cardiaco che è la reale epidemia del nostro secolo”.

 

Informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito www.iltuocuore.com e sulla pagine Facebook www.facebook.com/scompensocardiaco.







 

Maria Rita Montebelli
 


 

Maria Rita Montebelli

10 Maggio 2017

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