La FDA ha approvato un farmaco a base di rebisufligene etisparvovec-hopf, prima terapia destinata ai pazienti pediatrici con mucopolisaccaridosi di tipo IIIA, MPS IIIA, conosciuta anche come sindrome di Sanfilippo di tipo A.
La MPS IIIA è una malattia rara ereditaria che danneggia progressivamente il cervello e il sistema nervoso. I bambini colpiti possono perdere nel tempo capacità cognitive, linguistiche e altre abilità dello sviluppo. Fino a oggi, negli Stati Uniti, non esisteva una terapia approvata dalla FDA progettata per modificare il decorso di base della malattia: il trattamento era limitato alla gestione dei sintomi.
Una terapia genica somministrata una sola volta
Si tratta di una terapia genica somministrata una sola volta per via endovenosa, quindi direttamente in vena. Il trattamento utilizza un virus modificato e non infettivo, un virus adeno-associato di sierotipo 9, AAV9, per veicolare nelle cellule del paziente una copia funzionante del gene SGSH.
Questo consente alle cellule dell’organismo di produrre sulfamidasi, l’enzima mancante o carente nella MPS IIIA. L’obiettivo è permettere la corretta degradazione dell’eparan solfato nei lisosomi, riducendone l’accumulo dannoso nell’organismo e nel cervello.
FDA: “Un momento storico per bambini e famiglie”
“L’approvazione segna un momento storico per i bambini e le famiglie che convivono con la MPS IIIA, una malattia che finora non aveva alcun trattamento approvato in grado di modificarne il decorso devastante”, ha dichiarato Kyle Diamantas, commissario ad interim della FDA.
Diamantas ha sottolineato il potenziale della terapia genica per malattie rare come la sindrome di Sanfilippo A e il ruolo dell’agenzia nel rendere disponibili trattamenti sicuri ed efficaci per pazienti con bisogni clinici urgenti e non soddisfatti.
Karim Mikhail, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research, ha definito l’approvazione “un passo avanti significativo” per i bambini e le famiglie, ma anche per il futuro della terapia genica nelle malattie rare e devastanti.
Lo studio clinico
Sicurezza ed efficacia della terapia sono state valutate in uno studio clinico multicentrico, in aperto, a singolo braccio, condotto in pazienti pediatrici con MPS IIIA. Lo studio ha misurato le variazioni medie dei punteggi cognitivi nei bambini tra 2 e 5 anni. I pazienti trattati con Fayuvi hanno mantenuto o migliorato la funzione cognitiva rispetto a una coorte storica di controllo non trattata.
Secondo la FDA, questo risultato rappresenta una divergenza clinicamente significativa rispetto al decorso naturale atteso della malattia, caratterizzato da plateau e successivo declino durante una finestra critica dello sviluppo.
“Un traguardo scientifico significativo”
“Raggiungere un beneficio neuroevolutivo significativo attraverso una singola somministrazione endovenosa rappresenta un importante traguardo scientifico”, ha affermato Megha Kaushal, vicedirettrice ad interim dell’Office of Therapeutic Products.
Kaushal ha sottolineato che l’approvazione dimostra come la somministrazione sistemica mediata da AAV9 possa raggiungere il sistema nervoso centrale a livelli terapeuticamente rilevanti nei pazienti pediatrici.
Reazioni avverse e avvertenze di sicurezza
La sicurezza di Fayuvi è stata valutata in pazienti pediatrici che hanno ricevuto una singola infusione endovenosa negli studi clinici. Le reazioni avverse più comuni, riportate in oltre il 5% dei pazienti, includono aumento degli enzimi epatici, in particolare AST, nausea e vomito, febbre, riduzione dell’appetito, diminuzione dei globuli bianchi e delle piastrine e aumento dell’amilasi.
Tra le principali avvertenze di sicurezza vi è il rischio di microangiopatia trombotica, TMA. Come per altre terapie geniche basate su AAV, viene inoltre indicato un potenziale rischio a lungo termine che il materiale genetico inserito possa integrarsi nel genoma e contribuire allo sviluppo di tumori.
Somministrazione in ambiente sanitario
La terapia deve essere somministrata in un contesto sanitario attrezzato per gestire eventuali reazioni all’infusione. Tutti i pazienti ricevono un trattamento con corticosteroidi a partire dal giorno precedente l’infusione e per almeno otto settimane dopo la somministrazione.
Il farmaco ha ottenuto dalla FDA le designazioni di Orphan Drug, Fast Track e Breakthrough Therapy. L’approvazione è stata concessa a Ultragenyx Pharmaceutical.