Speciale diabete EASD/5. Negli Usa un caso ‘record’ di diabete di tipo 2 in una bimba di appena 3 anni. Colpa dell’alimentazione

Speciale diabete EASD/5. Negli Usa un caso ‘record’ di diabete di tipo 2 in una bimba di appena 3 anni. Colpa dell’alimentazione

Speciale diabete EASD/5. Negli Usa un caso ‘record’ di diabete di tipo 2 in una bimba di appena 3 anni. Colpa dell’alimentazione
La bimba presentava sempre sete e urinava molto di frequente. I genitori l’avevano portata presso l’ambulatorio dell’obesità (pesa 35 chili). Ma i medici, appena sentiti i sintomi, l’hanno sottoposta ad una serie di test che hanno portato ad escludere cause di obesità secondaria e diabete di tipo 1. Poi la scoperta: era affetta da diabete di tipo 2, senza familiarità diabetica

L’incredibile e triste segnalazione viene da un ambulatorio texano e riguarda una bambina di origini latine che, all’età di appena 3 anni, pesa già 35 Kg e ha sviluppato una forma di diabete tipica dell’adulto. Un programma di educazione alimentare (per i genitori) e di attività fisica per la bimba, insieme a un po’ di metformina liquida hanno prodotto una discreta perdita di peso e guarito la piccola dal suo diabete troppo da grande
 
Dopo tanti allarmi sull’età di comparsa del diabete di tipo 2, che si va abbassando sempre più, in barba all’eponimo ‘diabete dell’adulto’, al congresso dell’EASD di quest’anno un diabetologo americano ha presentato il caso.
 
E’ un record e certo non in positivo, il diabete di tipo 2 ad un’età così acerba. La causa di questo tsunami metabolico va certamente ricercata nell’obesità, della quale la bimba è affetta e che spesso affonda le sue radici nell’ignoranza. La piccola, che ha entrambi i genitori obesi, pesa 35 Kg  e nelle curve di crescita, sia per il peso che per l’altezza, si colloca in una zona condivisa solo dal 5% dei bimbi della sua età. Una bimba quasi ‘fuori scala’ insomma.
 
I medici texani si sono visti arrivare in ospedale questa bimba che presentava sempre sete e urinava molto di frequente. I genitori l’avevano portata presso l’ambulatorio dell’obesità, ma i medici appena sentiti i sintomi, l’hanno sottoposta ad una serie di test che hanno portato ad escludere cause di obesità secondaria e diabete di tipo 1 e a scoprire invece che la bimba era affetta da diabete di tipo 2.
 
La piccola paziente era nata a termine con un peso normale, intorno ai 3,2 Kg; in famiglia non c’era familiarità diabetica. La causa del suo diabete, anziché all’interno dei suoi cromosomi è stata dunque rintracciata tra le pentole e i fornelli di casa sua.
 
A quel punto i medici hanno somministrato alla bimba una formulazione liquida di metformina, mentre ai suoi genitori è toccata una sonora lavata di testa e un corso di (ri)educazione alimentare, con un focus particolare sulle porzioni e sull’apporto calorico. E’ stato potenziato anche il livello di attività fisica della bimba. In questo modo la piccola è andata progressivamente perdendo peso, fino a riposizionarsi intorno al 75° percentile delle curve di crescita; la posologia della metformina è stata ridotta del 50% ogni mese e la glicemia è tornata nei ranghi. La terapia farmacologica è stata del tutto interrotta quando l’emoglobina glicata è scesa sotto il 5,3%.
 
“La guarigione del diabete di tipo 2 nei bambini – commenta l’endocrinologo curante della piccola, il dottor Michael Yafi, Endocrinologia Pediatrica, University of Texas, Houston (USA) è possibile grazie ad uno screening precoce dei bambini obesi, alla diagnosi precoce e ad una terapia appropriata, associata a modifiche dello stile di vita. L’incidenza di diabete di tipo 2 è aumentata in maniera drammatica nel mondo, anche nei bambini, a causa dell’epidemia di obesità. I medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che anche dei bambini piccolissimi e obesi possono presentare diabete di tipo 2, nonostante il tipo di diabete più frequente a quest’età continui ad essere quello di tipo 1”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

17 Settembre 2015

© Riproduzione riservata

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni
Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

I farmaci innovativi sono riconosciuti come una grande opportunità clinica. Ma tra la possibilità teorica di prescriverli e l’accesso reale del paziente continua a esserci un passaggio critico: la burocrazia....

Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale
Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale

Trent’anni fa nasceva a Londra un’agenzia che oggi, in silenzio, accompagna la salute di 450 milioni di europei e di innumerevoli animali. Nel 2025 l’Ema festeggia il suo trentesimo compleanno...

Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi
Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi

L’emorragia post-partum continua a rappresentare una delle emergenze ostetriche più gravi a livello mondiale. Secondo una nuova serie di articoli pubblicata su The Lancet, questa complicanza colpisce ogni anno circa...

Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”
Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”

Il valproato, farmaco ampiamente utilizzato contro l'epilessia e il disturbo bipolare, finisce ancora una volta al centro dell'attenzione del regolatorio europeo. Ma questa volta il verdetto è di segno diverso...