Stamina. “Nessuna traccia di cellule staminali. Ma si rischia Hiv e Mucca Pazza”. Le rivelazioni choc di Nas ed esperti ministeriali

Stamina. “Nessuna traccia di cellule staminali. Ma si rischia Hiv e Mucca Pazza”. Le rivelazioni choc di Nas ed esperti ministeriali

Stamina. “Nessuna traccia di cellule staminali. Ma si rischia Hiv e Mucca Pazza”. Le rivelazioni choc di Nas ed esperti ministeriali
Sulla Stampa di oggi Paolo Russo rende noti alcuni passaggi dei verbali dei Nas e degli esperti  istituzionali, nonché del parere del Comitato di ministeriale, chiamati ad esaminare il metodo Vannoni. E nascono nuovi dubbi e nuovi allarmi sulla pericolosità del trattamento, che andrebbero dalla possibilità di contrarre malattie infettive a quelle di micro embolie polmonari e cerebrali.

Non dovrebbe nemmeno chiamarsi “Stamina” dal momento che di cellule staminali, nelle misteriose infusioni usate da Vannoni per curare la Sla e altre malattie neurodegenerative, ce ne sarebbero sì e no tracce. Ma il problema del contestato metodo non è tutto qui. L’allarme riguarda, tra le altre cose, il rischio per chi si sottopone al trattamento di contrarre l’Hiv e il morbo della “mucca pazza”.

A denunciarlo sono gli stessi i verbali dei Nas e degli organismi scientifici istituzionali, oltre che il parere del Comitato di esperti del ministero della Salute, sulla base dei quali si è deciso lo stop alla sperimentazione del metodo. Documenti finora top secret ma oggi pubblicati, nero su bianco, dal quotidiano La Stampa.

I riferimenti sono chiari: verbale del 16 ottobre 2012, dopo la chiusura dei laboratori degli Spedali civili di Brescia, dove si coltivavano le cellule per Stamina. Intorno al tavolo gli stati maggiori dei Nas, della stessa Agenzia del farmaco, dell’Istituto superiore di sanità e del centro nazionale trapianti. Luca Pani, presidente dell’Aifa, afferma che l’analisi condotta “farebbe supporre l’uso di siero fetale bovino nei terreni di coltura”. “Dubbio fugato dagli esperti del comitato – spiega Paolo Russo sulla Stampa -, che nel parere svelano come sia la stessa documentazione presentata da Stamina a confermare l’uso di siero bovino per la coltura delle cellule. Cosa che in sé non sarebbe vietata anche se sconsigliata”. Purché, sottolinea il comitato. “per ridurre i rischi di natura infettiva… il siero fetale bovino provenga da animali allevati e sacrificati in Paesi privi di Bse”, il tutto mediante certificazione europea. “Nessuna di queste informazioni è presente nei documenti pervenuti”, si legge però nel parere.
 
Ma i pericoli non finiscono qui. “Il terreno di coltura contiene antibiotici”, e questa, secondo il comitato, è una pratica “non giustificata” e a rischio di tossicità. Ci sarebbero inoltre detriti di tessuti potrebbe provocare micro embolie polmonari e cerebrali. Del resto, spiega Paolo Russo sulla Stampa, “un altro verbale rivela che in un campione prelevato a Brescia il 30% delle cellule sarebbe stato contaminato” e “in un altro campione la contaminazione sarebbe invece ‘bassissima’, ma in entrambi si rileva l’assenza di un marcatore che generalmente rileva la presenza di cellule staminali mesenchimali”.
 
Ecco, allora, sorgere il dubbio, tra i Nas e gli esperti, su cosa venga realmente somministrato ai pazienti. Nel consenso informato fatto firmare ai pazienti, rivela un altro verbale, “sorprendentemente si dichiara che le cellule somministrate possono essere leucociti del sangue, di solito mescolati ad altre componenti minori… oppure cellule più purificate quali le cellule mesenchimali estratte dal midollo osseo”. Per gli esperti, la “popolazione (cellulare) che si ottiene non è purificata, non è omogenea, non è una popolazione di cellule staminali”. Qualunque cosa sia, secondo gli esperti, riporta la Stampa, "non c’è nulla che dimostri la trasformazione di cellule del midollo in cellule neuronali in grado di riparare i danni delle malattie neuro degenerative". Nella domanda di brevetto si afferma che la trasformazione avverrebbe dopo solo un’ora di coltura in acido retinoico. All’Iss, rivela un verbale, ci hanno provato per 2 ore e poi per 24. Ma il miracolo della trasformazione cellulare non è avvenuto.

19 Dicembre 2013

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