Staminali cordonali. Risultati positivi su bambina affetta da paralisi cerebrale

Staminali cordonali. Risultati positivi su bambina affetta da paralisi cerebrale

Staminali cordonali. Risultati positivi su bambina affetta da paralisi cerebrale
Ad un anno dal trapianto autologo la piccola di 5 anni parla, si muove e interagisce. "Gli esami registrano uno sviluppo cognitivo totale. Migliorate anche le condizioni distoniche", ha spiegato Irene Martini di SmartBank che ha crioconservato le cellule cordonali della bimba e le ha rese disponibili per il trial clinico americano della Duke University.

È ancora presto per parlare di un successo, ma le condizioni della bimba di 5 anni affetta da paralisi cerebrale fin dalla nascita stanno notevolmente migliorando dopo i due trapianti di cellule staminali autologhe cordonali. "Il referto dell’ultima risonanza magnetica cui è stata sottoposta la piccola parla di un 'quadro normo-conforme'", ha annunciato Irene Martini direttore scientifico di SmartBank, biobanca alla quale i genitori della bambina si sono rivolti per la conservazione autologa delle staminali cordonali della figlia.
 
"L’esame ha riscontrato un’evidenza pressoché nulla nelle aree della corteccia cerebrale precedentemente molto alterate. Il corpo calloso sottile evidenziato a febbraio 2010 ha recuperato dimensioni definite normo-conformi. A distanza di un anno dal primo trapianto e sette mesi dal secondo, la bambina sta reagendo in modo molto positivo: oggi la bambina ha avuto uno sviluppo cognitivo totale ed è in grado di parlare. C’è stato anche un netto miglioramento delle condizioni distoniche. Risultati che fanno ben sperare – ha spiegato Martini – soprattutto la famiglia, ma anche la comunità scientifica".

La bambina, prima italiana ad essere sottoposta ad un trapianto di staminali autologhe cordonali, è stata inserita all’inizio dello scorso anno nel protocollo scientifico coordinato dalla pediatra Joanne Kurtzberg al Medical Center della Duke University (Durham, North Carolina – USA). "Un trial clinico controllato dalla Fda che si basa proprio sull’utilizzo delle staminali autologhe e che è condotto a livello mondiale su 60 bambini affetti da paralisi cerebrale che avevano a disposizione le cellule staminali del loro cordone ombelicale – ha raccontato Martini -. I primi segnali avuti in seguito al primo trapianto erano positivi. Vista però l’abbondanza di cellule cordonali a disposizione della piccola che avevamo conservato come SmartBank al laboratorio Biovault dell’Università di Plymouth, la scelta è stata quella di sottoporre la bambina ad una seconda infusione di cellule nello scorso mese di dicembre".

Oggi i risultati sono sorprendenti: la piccola, che aveva una limitata mobilità, faticava ad esprimersi e aveva una scarsa reattività alle sollecitazioni, adesso interagisce, si muove, parla. Un miracolo? "Sono persona di scienza e guardo con estrema attenzione a questi risultati che indicano una strada di speranza per molti altri bambini", ha risposto la direttrice di SmartBank. Sono infatti 17 milioni le persone nel mondo che vivono con una paralisi cerebrale, patologia dovuta a una lesione (ipossia, stroke) del sistema nervoso centrale, avvenuta in epoca prenatale, perinatale o postnatale, che porta al mancato o alterato sviluppo di alcune funzioni, con conseguente invalidità permanente nelle aree sensoriali, cognitive e soprattutto del movimento. "Questo disturbo devastante è la più comune disabilità nell’età infantile: il 25,4% dei bambini ha una grave disabilità; la metà muore prima dei 18 anni; 1 su 4 ha l’epilessia, 1 su 3 non può camminare, 1 su 4 non può invece parlare, mentre 1 su 10 è cieco – ha osservato Martini -. La ricerca scientifica sta tracciando una strada: lo sviluppo di una nuova terapia a base di sangue cordonale per uso allogenico e di ormone eritropoietina. Questa trattamento con l’aggiunta di immunosoppressori sta mostrando effetti benefici per il trattamento della paralisi infantile cerebrale".

Irene Martini presenterà i risultati finora raggiunti dal trial clinico sulla bambina italiana alla seconda edizione della Biotech Week in programma dal 6 al 12 ottobre, all’interno dei convegni organizzati al Policlinico Gemelli di Roma. 

21 Luglio 2014

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