Svelato il ruolo centrale del metabolismo nel funzionamento dei linfociti T umani

Svelato il ruolo centrale del metabolismo nel funzionamento dei linfociti T umani

Svelato il ruolo centrale del metabolismo nel funzionamento dei linfociti T umani
Il meccanismo molecolare è stato chiarito da una ricerca condotta dal gruppo di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università di Napoli “Federico II” in collaborazione con il Laboratorio di Proteomica dell’ITB-CNR e il Laboratorio di Immunologia dello IEOS-CNR. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Immunity.

Il meccanismo molecolare che controlla la funzionalità dei linfociti T dell’uomo è stato chiarito da una ricerca scientifica condotta dal gruppo di Giuseppe Matarese del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università di Napoli “Federico II” in collaborazione con il Laboratorio di Proteomica dell’ITB-CNR e il Laboratorio di Immunologia dello IEOS-CNR. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Immunity.
 
I linfociti T umani sono delle cellule “sentinella” deputate alla protezione dell’organismo dalle infezioni. Così come tali cellule ci proteggono dall’ambiente esterno, esse possono anche, se malfunzionanti, attaccare strutture proprie e causare malattie autoimmunitarie, come la sclerosi multipla, il diabete giovanile e l’artrite reumatoide. In questo contesto esistono diversi sottogruppi di linfociti T con funzioni differenti ed opposte. Per esempio, alcuni hanno una funzione propriamente di protezione (detti T convenzionali, Tconv) ed altri hanno funzioni di controllo dell’infiammazione (detti T regolatori, Treg). Il meccanismo di funzionamento intimo di questi differenti stipiti cellulari è stato oggetto di numerosissimi studi che però fino ad oggi non hanno rivelato a pieno il perché delle loro differenze funzionali.

Combinando i risultati di proteomica e metabolomica in questo studio si è finalmente svelato come il metabolismo degli zuccheri e quello lipidico in cellule Treg e Tconv umane, in un’alternanza dinamica nell’organismo in toto o in coltura, sia in grado di controllare le loro capacità di crescita e le loro funzioni specifiche. Grazie a tali evidenze si è compreso come il metabolismo cambi in funzione dello stato di crescita e che non sempre le condizioni di coltura in vitro rispecchino quanto accade nell’organismo. Il nostro approccio di studio – proteomica clinica combinata alla Systems Biology ed analisi di metabolica funzionale – a nostra conoscenza mai utilizzato precedentemente, dovrebbe aiutare ad identificare nuove metodologie per condizionare tali linfociti per terapie cellulari di malattie immunologiche ed autoimmunitarie come la sclerosi multipla.

Il lavoro, che vede coinvolti tra gli altri Claudio Procaccini, Fortunata Carbone, Veronica De Rosa e Mario Galgani (dell’Istituto per l’Endocrinologia e Oncologia Sperimentale (IEOS) del CNR di Napoli) e Pierluigi Mauri (dell’Istituto di Tecnologie Biomediche (ITB) del CNR di Milano), è stato finanziato principalmente dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), dall’European Research Council (ERC) e dalla European Foundation for the Study of Diabetes (EFSD).

17 Febbraio 2016

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