Tabagismo e riduzione del danno. Pacifici (Iss): “Sigarette? Otto anni di stasi delle vendite”

Tabagismo e riduzione del danno. Pacifici (Iss): “Sigarette? Otto anni di stasi delle vendite”

Tabagismo e riduzione del danno. Pacifici (Iss): “Sigarette? Otto anni di stasi delle vendite”
A fare il quadro della situazione sulla diffusione del tabacco in Italia è il Direttore dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'Istituto Superiore di Sanità Dr.ssa Roberta Pacifici, in un incontro a Roma durante il quale si è discusso di stili di vita, comportamenti preventivi e riduzione del danno.

In Italia, per anni si è registrata una diminuzione costante delle vendite di sigarette, un trend che, circa 8 anni fa, ha subito una battuta d'arresto che ha portato ad una fase di stagnazione: “La stasi si riscontra in tutte le fasce d'età e questo significa che abbiamo tanti fumatori che iniziano a fumare, quanti fumatori smettono o muoiono”, spiega il Direttore OssFAD Roberta Pacifici, durante un incontro dedicato al tema della salute, tenutosi a Roma.
 
Una quota di popolazione sarebbe così rimasta “impantanata” in un pot-pourri di tabacco, catrame e fumo, dal quale sembrerebbe essere difficile uscire. In Italia ci sono ancora 11,7 milioni di fumatori, ovvero il 22,3% della popolazione over 15. Il vizio è sempre più donna: prendendo in considerazione le due fasce d'età, 15-24 e 45-65, “per la prima volta la prevalenza di fumatrici è superiore a quella dei fumatori – afferma Pacifici – Oltre il 70% inizia a fumare tra 15 e 20 anni, ed è dunque questa l'età di iniziazione prevalente, mentre il 12,2% dei fumatori accende la prima sigaretta sotto i 15 anni. Si inizia a fumare per emulazione e si smette in media a 40 anni, in genere o per una presa di coscienza sui danni fumo-correlati o per motivi di salute”.
 
Pittogrammi, messaggi forti sul rischio e numeri verdi sui pacchetti di sigarette, ma anche divieti sempre più diffusi e centri dove operatori sanitari specializzati aiutano i pazienti in maniera “personalizzata” a sconfiggere la dipendenza: le strategie messe in campo dallo Stato per mettere il fumo all'angolo sono numerose e si sono dimostrate efficaci.
 
“Non è cambiato solo l'atteggiamento dei fumatori ma anche di chi subisce il fumo passivo – spiega Pacifici – Dai dati ricavati da una nostra indagine, se nel 2006 il 45% degli intervistati dichiarava di lasciare fumare in casa i propri ospiti, oggi solo il 13% lo fa. Non ci si vergogna più di dire agli ospiti che 'in casa non si fuma'. E questa prevalenza è in crescita, come lo è il rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici, e anche nei luoghi di lavoro che ha raggiunto il 93% nel 2016”.
 
Ma nonostante tutto questo e le innumerevoli iniziative promosse dal SSN, esiste una quota di popolazione che, sebbene consapevole dei rischi arrecati dal fumo di sigaretta, è restia a dare l'addio alle 'bionde'. “Per questa categoria di fumatori una valida strategia potrebbe essere puntare sulla riduzione del danno”, afferma Umberto Tirelli, Direttore Divisione di Oncologia medica, Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO), Istituto Nazionale Tumori.
 
Sul mercato, tra i “device” disponibili come “alternative” alle sigarette meno dannose per la salute, ci sono le e-Cig e i riscaldatori di tabacco che sono in grado di ridurre la formazione delle sostanze dannose o potenzialmente dannose (Hphc) prodottesostanze dannose, rispetto al fumo di sigaretta.
 
Si parla quindi di “riduzione del danno” perché una componente potenzialmente dannosa è presente anche in questi prodotti, come i metalli pesanti nelle e-Cig e una quota infinitamente ridotta – rispetto alle sigarette – di sostanze cancerogene nei riscaldatori di tabacco. Tuttavia, “per una persona che non riesce a smettere in nessun modo, come mi è capitato spesso di vedere nella mia esperienza, con queste alternative i danni per la salute possono essere ridotti di molto”, spiega Tirelli.
 
Sui riscaldatori di tabacco che sfruttano la cosiddetta tecnologia "heat not burn", sono stati pubblicati numerosi studi in vitro, in vivo, pre-clinici e clinici, i cui risultati sono stati presentati alla Food and Drug Administration americana con lo scopo di far approvare il device negli Stati Uniti come “Modified Risk Tobacco Product”.

04 Ottobre 2017

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