Trastuzumab. I benefici superano gli effetti indesiderati

Trastuzumab. I benefici superano gli effetti indesiderati

Trastuzumab. I benefici superano gli effetti indesiderati
L’anticorpo monoclonale che ha rivoluzionato il trattamento di una delle forme più aggressive di tumore del seno, quello HER2-positivo, può dare effetti indesiderati a livello cardiaco, soprattutto se associato a regimi di chemioterapici con antracicline. Ma i benefici sulla sopravvivenza restano tali da surclassare i rischi. Lo dimostra una revisione della Cochrane Library

Tutte le terapie efficaci, è noto, hanno anche il risvolto della medaglia, cioè gli effetti collaterali. E un giudizio di efficacia su una terapia non può dunque prescindere da un bilancio che tenga conto anche degli effetti indesiderati. A questa regola non è immune una delle terapie più innovative ed efficaci introdotte dall’inizio di questo secolo, il trastuzumab, anticorpo monoclonale umanizzato diretto contro il recettore HER2, iperespresso nel 20% circa dei tumori della mammella, ma anche in alcune forme di tumore dello stomaco e polmonari. Il farmaco, che ha rivoluzionato la prognosi dei tumori della mammella HER2 positivi, passati così dall’essere una delle forme più aggressive, ad una delle più curabili, non è privo di effetti collaterali. Tra i più temuti ci sono quelli di tossicità cardiaca. Questo argomento è stato oggetto di una revisione sistematica condotta dalla Cochrane Library che, in analogia a quanto presentato una settimana fa al congresso ASCO di Chicago, ha concluso che, restano comunque molto più numerose le donne che beneficiano di questa terapia, rispetto a quelle nelle quali il trastuzumab provoca un danno.

L’analisi condotta dalla Cochrane ha preso in considerazione le pazienti con tumore della mammella HER2 positivo, in fase avanzata; in particolare sono stati esaminati i dati provenienti da sette studi clinici condotti su 1.497 donne, che sono state trattate con trastuzumab in associazione ad altri farmaci, in prima linea (prima della progressione del tumore) o alla progressione. La sopravvivenza senza progressione (PFS), nelle donne trattate con l’anticorpo monoclonale è risultata aumentata da 2 a 11 mesi e anche la sopravvivenza a due anni è risultata più elevata. Il trastuzumab risultava inoltre particolarmente efficace quando utilizzato come trattamento di prima linea o in associazione ai taxani.

"Questa review – commenta il dottor Lorenzo Moja, Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute presso l' Università degli Studi di Milano e tra gli autori della revisione – suggerisce che, nelle donne con tumore della mammella in stadio avanzato HER2-positive, il trastuzumab permette di allungare significativamente la speranza di vita. Le pazienti trattate con trastuzumab sono sopravvissute più a lungo e il loro tumore è progredito meno rapidamente." Con le terapie standard, risultano ancora vive a due anni 300 donne su 1000, mentre aggiungendo il trastuzumab in terapia sopravvivono a due anni 373 donne su mille. Tra tutte queste, sviluppano problemi cardiaci 10 donne trattate con la terapia standard e 35 di quelle trattate con trastuzumab, che per questo devono interrompere la terapia. E una volta interrotto il trattamento, gli effetti collaterali cardiaci in genere regrediscono. A particolare rischio di effetti indesiderati a carico del cuore sono le donne trattate con l’associazione trastuzumab-antracicline. I benefici della terapia comunque sorpassano di gran lunga i sui effetti indesiderati.

Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

13 Giugno 2014

© Riproduzione riservata

Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”
Medicina tradizionale. Oms: “Serve più ricerca per capire cosa è sicuro, efficace e appropriato”

Miliardi di persone nel mondo utilizzano la medicina tradizionale, complementare e integrativa come parte del proprio percorso di cura. Eppure meno dell’1% dei finanziamenti globali per la ricerca sanitaria è...

Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II
Mpox. Ecdc: nell’Ue/See stabile la circolazione del clade I, mentre continua a diminuire il clade II

Il numero complessivo di casi di mpox di clade I segnalati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo resta relativamente stabile, nonostante l’aumento delle notifiche osservato durante i mesi estivi....

Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”
Tumori pediatrici, Settembre d’Oro: “L’obiettivo è arrivare al 100% delle guarigioni e garantire qualità di vita dopo le cure”

Circa 2.500 nuove diagnosi ogni anno, un tasso di guarigione che oggi raggiunge l’80% e una sfida ancora aperta per quei bambini e adolescenti che non riescono a superare la...

Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”
Obesità infantile. Iss: oltre 7 adolescenti su 10 restano obesi anche da adulti. “Intervenire precocemente”

L’obesità infantile non è una condizione transitoria, ma una patologia cronica che spesso accompagna bambini e adolescenti fino all’età adulta, incrementando sensibilmente il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, patologie tumorali...