Tumore al seno. Congresso SIRM. Dalle nuove frontiere diagnostiche alla sostenibilità

Tumore al seno. Congresso SIRM. Dalle nuove frontiere diagnostiche alla sostenibilità

Tumore al seno. Congresso SIRM. Dalle nuove frontiere diagnostiche alla sostenibilità
Dalla mammografia 3D alle nuove tecniche di imaging, le possibilità di diagnosi precoce migliorano del 30%. Di questo ed altro gli esperti discuteranno, durante il 46° Congresso della Società Italiana di Radiologia Medica, da domani al 25 maggio a Firenze

Nel tumore alla mammella, come in molte altre malattie, la diagnosi precoce aumenta le possibilità di una guarigione completa: tali possibilità ormai superano il 90% dei casi in questo tumore, secondo una ricerca della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), ma è essenziale che la malattia sia diagnosticata in tempo. Ma come? Attraverso diversi strumenti preventivi e, oggi, mediante nuove metodiche diagnostiche, tra cui la tomosintesi mammaria, la palpazione elettronica e tecniche di imaging: di questo ed altro si parlerà durante il 46° Congresso della Società Italiana di Radiologia Medica, da domani 22 maggio al 25 maggio, a Firenze (Fortezza da Basso, Viale Filippo Strozzi, 1).
 
Al Congresso, presieduto dal Prof. Carlo Bartolozzi, Direttore del Dipartimento di Radiologia Diagnostica ed Interventistica dell'Università di Pisa, saranno presenti circa 5000 medici radiologi, 7000 partecipanti e oltre 100 aziende del settore. Un altro focus riguarderà l’innovazione, l’etica e la sostenibilità delle nuove tecniche diagnostiche radiologiche, basate sui raggi X, finalizzate alla creazione di un sistema di medicina personalizzata e ‘slow’, cioè che ripristini il giusto equilibrio tra la tecnologia e il rispetto della persona e dei suoi bisogni.

Uno degli obiettivi del Congresso è quello di fornire “una visione evoluta dell’operato del Radiologo, basata sui “needs” che il radiologo stesso saprà individuare nella relazione con il paziente”, ha dichiarato il Professor Carlo Bartolozzi, Presidente del Congresso. “Un approccio orientato, quindi, più all’efficacia che alla quantità degli esami effettuati”. A tal proposito, la scelta dei concetti chiave innovazione, etica e sostenibilità non è casuale: essi rappresentano i “tre cardini […] per raggiungere il miglior risultato in termini professionali”, ha sottolineato il Dottor Carlo Faletti, Presidente della SIRM.
 
Ecco alcune novità della diagnostica
Mentre la Mammografia Digitale tradizionale (FFDM-2D) fornisce immagini in due dimensioni, tomosintesi mammaria(DBT-3D), una mammografia digitale ad alta definizione, permette di ottenere immagini in tre dimensioni, cogliendo eventuali particolari che altrimenti sarebbero potuti sfuggire, riferiscono gli esperti, che illustrano che la dose è la stessa di quella di una mammografia tradizionale; invece la dose di un’indagine 2D+3D è doppia di quella di una singola indagine, ma questo limite può essere superato attraverso la possibilità di ottenere immagini 2D ricostruite da un’unica esposizione 3D.
 
“Oltre ad aumentare del 30% la possibilità di diagnosi precoce e assicurare un elevato livello di sensibilità”, spiega la Dott.ssa Stefania Montemezzi, Direttore U.O.C. di Radiologia d.O., Coordinatore Dipartimento Interaziendale di Radiologia, “aumenta anche la specificità e, rispetto alla Mammografia Digitale, permette un migliore riconoscimento di lesioni aggiuntive e focolai multipli”.
I tumori maligni possono presentare una rigidità fino a 10 volte superiore rispetto a quella dei tessuti circostanti. Per misurare questo paramentro, una metodica ad alta tecnologia è la palpazione elettronica (elastosonografia), che fornisce informazioni riguardo all’elasticità dei tessuti e consente di evidenziare alterazioni patologiche caratterizzate da ridotta elasticità, spiegano gli esperti.
 
Gli esami in numeri
“Secondo lo United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, nell’ultimo decennio il numero di esami radiologici è cresciuto del 10% l’anno. Nei paesi industrializzati ogni anno vengono eseguiti dai 200 ai 2.000 esami ogni 1.000 abitanti. In Italia, oltre 100 milioni di esami all’anno, di cui 40 milioni ambulatoriali. Sono circa 10.000 gli esami all’anno per medico radiologo: 60% radiologia tradizionale, 20% ecografia, 10% TCe 10% RM (OECD HealthStatistics)”, riferiscono gli esperti. La razionalizzazione e la riduzione della spesa sanitaria, mediante la limitazione degli sprechi e rendendo più efficaci i controlli, è uno dei presupposti di una radiologia medica sostenibile.
 
Viola Rita

Viola Rita

21 Maggio 2014

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