Vaccini. Società Omeopatia: “Sono una valida arma contro malattie ma non sono innocui e i danni sono sottostimati”

Vaccini. Società Omeopatia: “Sono una valida arma contro malattie ma non sono innocui e i danni sono sottostimati”

Vaccini. Società Omeopatia: “Sono una valida arma contro malattie ma non sono innocui e i danni sono sottostimati”
Per il presidente Siomi, Simonetta Bernardini le vaccinazioni sono “una valida arma contro malattie che possono essere debellate”. Tuttavia “occorre fare alcune precisazioni nell’interesse dell’indipendenza dalle logiche industriali che non ci riguardano, nel rispetto dei cittadini e della loro corretta informazione e nel rifiuto di ideologie e di desueti paternalismi in medicina”.

Sì alle vaccinazioni ma con alcune precisazioni. “La Società italiana di omeopatia e medicina integrata (Siomi) è favorevole alle vaccinazioni ritenute una valida arma contro malattie che possono essere debellate. Tuttavia occorre fare alcune precisazioni nell’interesse dell’indipendenza dalle logiche industriali che non ci riguardano, nel rispetto dei cittadini e della loro corretta informazione e nel rifiuto di ideologie e di desueti paternalismi in medicina”. È quanto evidenzia in una nota il presidente Simonetta Bernardini che rimarca quattro punti essenziali:
 
– “Non è vero che i vaccini sono innocui; essi possono avere effetti collaterali anche gravi che devono essere illustrati chiaramente ai cittadini prima della vaccinazione consegnando loro il foglietto di istruzioni affinché essi possano dare un reale consenso informato alla vaccinazione di se stessi o dei loro figli”;
 
– i danni prodotti dalle vaccinazioni sono sottostimati a causa di una irragionevole e pericolosa tendenza di alcuni medici a negare i danni correlabili con la vaccinazione. Tale tendenza, che è lesiva del rapporto di fiducia indispensabile in medicina, allontana il cittadino dal medico vaccinatore e dai vaccini;
 
–  l’interesse della collettività non può annullare l’interesse del singolo individuo. E’ necessario rispettare la salute del singolo evitando pratiche di dubbia ispirazione medica come vaccinare bambini non in perfette condizioni di salute privilegiando le esigenze del calendario piuttosto che quelle richieste dalla situazione clinica del singolo individuo;
 
– occorre instaurare una relazione chiara con il cittadino rinunciando a comportamenti paternalistici che non sono più accettabili in Medicina”.
 
“Infine – conclude la nota – , auspichiamo che la recente attenzione riservata alle vaccinazioni serva a rivedere la politica aziendale delle Aziende produttrici e quella sanitaria dei medici i quali, entrambi, si sono del tutto disinteressati della perdita dei vaccini monocomponente. La situazione attuale che passa sotto silenzio è tale per cui, essendo stati tolti dal commercio da anni i vaccini monocomponente, una persona che abbia già contratto e risolto una malattia infettiva (es: rosolia o paroti) deve rivaccinarsi anche per quella malattia per potersi vaccinare, ad esempio, per il morbillo. Tale costrizione, che ha come unica giustificazione logiche commerciali, allontana i cittadini dalle vaccinazioni”.

26 Ottobre 2015

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