Varici. Laser endovascolare: ‘Costi inferiori rispetto allo stripping’. Intervista al Dottor De Angelis

Varici. Laser endovascolare: ‘Costi inferiori rispetto allo stripping’. Intervista al Dottor De Angelis

Varici. Laser endovascolare: ‘Costi inferiori rispetto allo stripping’. Intervista al Dottor De Angelis
Nella malattia venosa cronica, oltre a semplificare l’intervento e a ridurre il dolore, il laser endovascolare permette un abbattimento della spesa complessiva, considerando costi diretti, indiretti e aziendali. Senza contare poi il risparmio extraospedaliero del paziente, che torna prima al lavoro e non deve assumere particolari farmaci. A spiegarcelo è il Dottor Edoardo De Angelis

Il laser endovascolare consiste in una tecnica mini-invasiva per il trattamento della malattia venosa cronica: un intervento che, diversamente dallo stripping chirurgico, oblitera la safena senza asportarla e che, oltre ai vantaggi sanitari per il paziente, presenta nel suo complesso anche dei vantaggi economici, se comparato con le altre tecniche: ad affermarlo è il Dottor Edoardo De Angelis, Chirurgo Dirigente Medico di I livello della U.O.C. di Chirurgia dell’Ospedale ‘Pesenti Fenaroli’ di Alzano Lombardo (Bg), Azienda Ospedaliera Bolognini Seriate.
 
“Dobbiamo in primis fare alcune considerazioni: il maggior livello di consapevolezza degli utenti sui servizi e sulle prestazioni sanitarie, lo sviluppo delle tecnologie informatiche con l’esplosione di Internet (che ha aperto una nuova era dell'informazione biomedica) e infine la crisi economica dei sistemi sanitari, insieme alla crescitadella domanda e dei costi dell'assistenza sanitaria, ci inducono a considerare i nuovi concetti di Economy Based Medicine, cioè effettuare le scelte giuste”. Tramite un’analisi effettuata con l'Unità Operativa di Programmazione e Controllo che si occupa di tenere la Contabilità Analitica, mediante la rilevazione dei costi e dei ricavi delle singole Unità Operative (reparti e servizi), il Dottor De Angelis ha analizzato il percorso del paziente dall’ingresso in ospedale alla sua uscita dopo il trattamento endovascolare. “Ne è emerso un dato molto interessante: i costi dell'intervento laser sono inferiori rispetto alla chirurgia tradizionale”, illustra l’esperto. “Il costo di un intervento con laser endovascolare nella nostra Azienda Ospedaliera è inferiore rispetto all’intervento chirurgico di stripping: un’analisi effettuata dall’Unità Operativa della gestione dei costi aziendali ha rilevato, tenendo conto dei costi diretti, indiretti e legati all’azienda, un risparmio del 30% per il paziente trattato col laser rispetto allo stripping. In questa stima del nostro ospedale, si tiene conto dei costi netti, dei materiali, della sala operatoria e del personale occupato: per l’intervento chirurgico è necessaria la presenza di un anestesista, una nurse di anestesia, due chirurghi, uno strumentista e un assistente di sala, mentre nel caso del laser endovascolare non servono l’anestesista e la nurse ed è richiesta la presenza di un solo chirurgo ed uno strumentista. Senza contare, poi, che la durata dell’intervento col laser è inferiore rispetto allo stripping: in mani esperte, infatti, il tempo tecnico puro è di mezz’ora per singolo paziente, rispetto ad un’ora dell’intervento chirurgico tradizionale che è aggravato dai tempi anestesiologici. Pertanto nello stesso lasso di tempo, è possibile praticare più procedure endovascolari rispetto alla chirurgia tradizionale. Dopo l’intervento laser, i pazienti non occupano nessun posto letto, non necessitano quindi di assistenza infermieristica, ma rimangono mediamente due ore in una stanza con poltrone simili a quelle per emotrasfusione e tornano a casa in giornata, nel primo pomeriggio.”.
 
A sottolineare gli aspetti economici è anche lo studio del Regno Unito effettuato dal NICE (National Institute for Health and Care Excellence), organismo pubblico inglese, come ricorda De Angelis. Proprio il NICE, nelle linee guida del 2013* raccomanda, come prima scelta, di intervenire sulla grande safena con un 'trattamento endotermico'.
 
La spesa complessiva dell’intervento varia a seconda del costo della fibra ottica: “in particolare, garantendo un certo numero di interventi ogni anno, i costi possono essere abbattuti”, ha sottolineato De Angelis. “garantendo un trend in ascesa di procedure endovascolari, è possibile nel tempo abbattere i costi relativi al kit monopaziente.”.
Tornando ai costi, il focus della nostra intervista, “l’analisi della nostra Azienda Ospedaliera, inoltre, che già rileva un abbattimento dei costi, non ha tenuto conto degli aspetti socio-economici legati al risparmio extraospedaliero del paziente, che non ha bisogno di assumere farmaci particolari, se non eccezionalmente un antidolorifico comune e l’eparina nei primi giorni dopo l’intervento, e riprende a lavorare molto prima rispetto al paziente operato con lo stripping. Per alcune persone sottoposte al laser endovascolare, infatti, il dolore post-operatorio è quasi nullo o praticamente nullo: dal 2011, su quasi 400 casi trattati col laser nella nostra azienda ospedaliera, nessuno si è lamentato di un dolore particolarmente significativo intra o post-operatorio”.
 
Procedendo con questa metodica, “sicuramente anche in Italia, in un futuro ormai prossimo, potranno essere deospedalizzati i pazienti affetti da malattia varicosa e trattati nell'office del medico, cosa che in qualche isolata realtà nazionale si sta già verificando e che in alcuni paesi europei e in USA, è già la prassi normale”, continua De Angelis. “La termocclusione laser venosa  è stata proposta come alternativa al trattamento classico della incontinenza safenica, rappresentato dalla safenectomia o stripping safenico, o di altre vene varicose che non presentano controindicazioni a tale terapia. La metodica descritta, assolutamente innovativa, ha radicalmente cambiato il trattamento della malattia varicosa”.
 
Ma come avviene l’intervento col laser endovascolare? “La vena safena viene ‘punta’ (senza tagli o traumatismi legati allo stripping tradizionale), tramite una tecnica percutanea ecoguidata, viene incannulata con una fibra laser e si effettua un’anestesia locale anziché spinale. Il laser a diodi, attraverso il calore, bersaglia l’acqua contenuta nel sangue e nella parete della vena: le fibre di collagene della safena si retraggono (shrinkage), le pareti interne si toccano e il sangue non passa più. La vena malata viene così esclusa dal circolo. Il tutto sostituisce l’asportazione della vena prevista dallo stripping”, ha spiegato l’esperto. “Nonostante i vantaggi illustrati, il rapporto tra chirurgia tradizionale e laser endovascolare è tuttora di quasi 9 a 1. I motivi? Una ancora scarsa attenzione a questa strategia innovativa, talvolta una ridotta volontà politica di impegnarsi su questo fronte e un basso numero di chirurghi che si dedicano specialmente alla flebologia. Tuttavia, ci sono diversi Centri specializzati: ad esempio proprio il nostro Ospedale raccoglie un bacino enorme di pazienti sul territorio locale, dato che è l’unico ospedale pubblico, nel raggio di parecchi chilometri, ad impiegare il laser endovascolare. Qui, l’intervento laser ambulatoriale con un’impegnativa rossa prevede che il paziente paghi un ticket, come se facesse una semplice ecografia. In regime ambulatoriale, insomma, oltre alle potenzialità della tecnica, non bisogna dimenticare il vantaggio economico per le strutture ospedaliere e quindi per la spesa pubblica”, conclude il dottor De Angelis.
 
*National Institute for Health and Care Excellence,Varicose veins in the legs. The diagnosis and management of varicoseveins, NICE clinical guideline 168 guidance.nice.org.uk/cg168

08 Aprile 2014

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