Video registrati in sala operatoria. Cinque regole a tutela di paziente e operatori

Video registrati in sala operatoria. Cinque regole a tutela di paziente e operatori

Video registrati in sala operatoria. Cinque regole a tutela di paziente e operatori
Sempre più spesso i medici registrano gli interventi chirurgici. I video devono essere trattati però come qualsiasi dato sensibile. Lo raccomandano i medici della Icahn School of Medicine di New York.

(Reuters Health) – Consenso da parte del paziente e dell’équipe medica, protezione dei dati e chiarezza sulla finalità dei video. Sono le raccomandazioni etiche proposte da Celia Divino e i suoi colleghi della Icahn School of Medicine del Mount Sinai a New York, autori di un articolo – apparso nell’ultimo numero della rivista Annals of Surgeon – sui video registrati durante gli interventi chirurgici.
 
Le cinque regole-chiave
Come gli stessi medici ed anestesisti rilevano, l’uso di registrazioni video in sala operatoria è un fenomeno in crescita. Da qui la necessità di emanare raccomandazioni etiche per proteggere i pazienti. Secondo Divino e i suoi collaboratori, per assicurare che le linee guida legali siano correttamente seguite e che i video vengano realizzati in modo etico, i punti chiave sono i seguenti:
• La realizzazione del video/audio dovrebbe avere uno scopo chiaro e preciso
• I pazienti coinvolti nella registrazione dovrebbero essere informati e dare il loro consenso
• I pazienti e lo staff medico dovrebbero avere la possibilità di rinunciare ad essere filmati
• Ogni modifica/editing della registrazione dovrebbe essere dichiarata
• Ogni registrazione dovrebbe essere protetta come si fa con i dati sensibili delle cartelle cliniche

“Sebbene continueranno ad esserci contestazioni etiche sulle registrazioni effettuate in sala operatorie – hanno concluso gli autori – queste linee guida dovrebbero riuscire a favorire l’uso delle nuove tecnologie, senza interferire con la necessità delle registrazioni, che hanno sempre più importanza a livello medico”. Insieme all’articolo sulle raccomandazioni etiche, la stessa rivista pubblica poi un esempio dell’uso di una registrazione video durante un intervento chirurgico. Tyler Grenda e i suoi colleghi dell’Università del Michigan hanno descritto l’uso del video in sala operatoria per migliorare le tecniche chirurgiche.

L’esperienza del Michigan Bariatric Surgical Collaborative
Il Michigan Bariatric Surgical Collaborative ha lanciato un programma che utilizza i video per studiare i dettagli delle tecniche chirurgiche usate nella gastrectomia laparoscopica. I chirurghi caricano le registrazioni in un programma online e gli specialisti che si occupano della revisione valutano l’operazione chirurgica attraverso strumenti standardizzati. Questo metodo dovrebbe aiutare a identificare la tecnica migliore. Sarà infatti possibile capire le differenze tra le tecniche utilizzate, in relazione ai risultati ottenuti sia a breve che a lungo temine.
 
Gli aspetti eticamente controversi
La registrazione di video come quello descritto nell’articolo potrebbe anche essere usata per fare pratica e per migliorare la qualità degli interventi. “L’analisi dei video – hanno scritto gli autori – può essere un modo diverso per migliorare la performance degli interventi e ottimizzare le tecniche. Ma c’è una controversia quando i video vengono fatti per migliorare le tecniche. In queste occasioni, infatti, i pazienti dovrebbero essere messi nella condizione di rifiutare le registrazioni, perché si tratterebbe, di fatto, di essere usati nella ricerca”. Secondo Alexander Langerman, della Vanderbilt University di Nashville (Tennessee), che ha usato una GoPro per registrare operazioni di chirurgia plastica, “data la rapida crescita di questa pratica e i potenziali incidenti che possono accadere durante un intervento, bisogna rispettare la privacy sia dei pazienti che del personale sanitario. Per questo sarà difficile per gli organi di governo sviluppare delle regole standard sull’uso etico delle registrazioni eseguite in sala operatoria. I video registrati promettono di far fare grandi passi avanti alla medicina, ma la società si aspetta trasparenza in questa pratica. Noi medici dovremmo stare attenti a come si svilupperà questo argomento, per assicurare al tempo stesso la privacy ai pazienti e proteggere i nostri colleghi medici negli eventuali processi a loro carico”.“Molti ospedali includono la possibilità di essere filmati per scopi formativi nei moduli di consenso informato. – ha detto Gary Sutkin, della Facoltà di Medicina dell’Università di Pittsburgh, in Pennsylvania – Questo è importante per il paziente, che può anche rifiutarsi di farsi filmare. Noi, per esempio, non riprendiamo mai il volto del paziente, ma è anche importante non pronunciarne il nome durante le riprese. Inoltre, come i pazienti possono rifiutarsi di essere ripresi, anche il personale sanitario dovrebbe essere messo nella stessa condizione”.
 
Fonte: Annals of Surgeon 2016
 
Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

10 Febbraio 2016

© Riproduzione riservata

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