Amianto. In arrivo proposta europea per proteggere i lavoratori

Amianto. In arrivo proposta europea per proteggere i lavoratori

Amianto. In arrivo proposta europea per proteggere i lavoratori
Tale proposta fa parte del piano europeo di lotta contro il cancro. Occorre sicuramente rivedere anche la legge 257/92 definendo i criteri per il finanziamento delle imprese interessate alla riconversione produttiva e per i benefici previdenziali a favore dei lavoratori occupati nella produzione dell’amianto. Previste disposizioni specifiche per il controllo delle imprese impegnate nelle attività di lavorazione, manutenzione, bonifica e smaltimento dell’amianto.

I danni da amianto continuano a spaventare non solo il nostro Paese ma l’intera Europa tanto che i ministri dell’Occupazione dell’Unione hanno definito la loro posizione su una proposta volta a rafforzare la legislazione europea che protegge i lavoratori dai rischi derivanti da questo killer. La posizione del Consiglio dell’UE è che gli attuali livelli di esposizione dovrebbero essere ridotti e che il conteggio delle fibre di amianto dovrebbe essere effettuato sulla base di un metodo più moderno.

Tale proposta, è stato evidenziato qualche giorno fa dai ricercatori dell’Osservatorio sulle Malattie Occupazionali e Ambientali, OSMOA, dell’Università degli Studi di Salerno, fa parte del piano europeo di lotta contro il cancro. Occorre sicuramente rivedere anche la legge 257/92, ha sottolineato l’Osmoa, normativa che regolamenta in Italia il processo di dismissione dell’amianto, definendo i criteri per il finanziamento delle imprese interessate alla riconversione produttiva e per i benefici previdenziali a favore dei lavoratori occupati nella produzione dell’amianto.

La norma non si limita a prescrivere la cessazione dell’impiego dell’amianto ma cerca di prendere in esame la complessa tematica di questo materiale nella sua interezza, mettendo in evidenza alcuni problemi considerati particolarmente rilevanti ai fini della tutela della salute pubblica, connessi alla presenza nell’ambiente di prodotti di amianto liberamente commercializzati ed installati in precedenza.

Sono previste, a tal fine, disposizioni specifiche per il controllo delle imprese impegnate nelle attività di lavorazione, manutenzione, bonifica e smaltimento dell’amianto; che annualmente devono inviare una relazione tecnica alle regioni e alle ASL secondo il modello stabilito dalla Circolare del Ministero dell’Industria n. 124976 del 17.2.93, nonché l’emanazione di disciplinari tecnici per gli interventi di bonifica. Viene introdotto l’obbligo per coloro che operano nello smaltimento e nella rimozione dell’amianto di iscriversi a una speciale sezione dell’albo delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti. E’ individuata l’esigenza di rivedere i criteri di classificazione dei rifiuti in base alle caratteristiche di friabilità e densità.

Tutte le tipologie di amianto sono cancerogene per l’uomo e causano il mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe e dell’ovaio, sottolinea l’Osservatorio. Oltre a queste patologie neoplastiche, l’esposizione ad amianto causa asbestosi.

Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha evidenziato, in occasione del trentennale della legge 257 di qualche mese fa, che il carico sanitario in Italia stimato ammonta a circa 4.400 decessi/anno dovuti all’esposizione ad amianto nel periodo 2010-2016: 3.860 uomini e 550 donne. Di questi, 1.515 sono persone decedute per mesotelioma maligno (più dell’80% dei mesoteliomi è causata dall’amianto), 58 per asbestosi (malattia polmonare causata da inalazione di fibre di amianto), 2.830 per tumore polmonare e 16 per tumore ovarico.

L’ISS ha anche analizzato i dati sulla mortalità precoce (prima dei 50 anni) per mesotelioma: nel periodo 2003-2016 in Italia sono stati registrati circa 500 decessi. Si tratta verosimilmente di persone che da bambini hanno vissuto in aree italiane contaminate da amianto e/o che sono stati esposti indirettamente a fibre di amianto in ambito domestico a causa delle attività professionali dei genitori o connessa ad attività ricreative. Questi casi rappresentano il 2,5% del totale dei decessi per mesotelioma nello stesso periodo.

Gli Stati membri dell’UE devono limitare drasticamente l’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto, anche le operazioni di rimozione, e a tal proposito hanno deciso di utilizzare un metodo più moderno e sensibile per il conteggio delle fibre di amianto, ossia la microscopia elettronica (EM). Gli Stati membri disporrebbero di sette anni per conformarsi ai nuovi requisiti metodologici, al fine di concedere tempo sufficiente per una transizione efficace dall’attuale metodo di misurazione, microscopia a contrasto di fase (PCM), al nuovo metodo EM.

Domenico Della Porta
Presidente Osservatorio Nazionale Malattie Occupazionali e Ambientali Università degli Studi di Salerno

Domenico Della Porta

06 Febbraio 2023

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