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Con il Covid è boom di nuovi posti letto, sia nel pubblico che nel privato. Salgono le assunzioni degli infermieri. Prosegue invece emorragia di mmg e pediatri. Sempre di più le strutture private

di Luciano Fassari

È questa la fotografia che emerge confrontando l’annuario del Ssn del 2020 redatto dal Ministero della Salute che ha analizzato l’impatto della pandemia sul Ssn con i dati dell’annuario del 2019. Aumenta di poco anche il numero dei medici dipendenti ma che ancora non sono al livello di 10 anni prima. Ancora non soddisfacente l’Assistenza domiciliare. In lieve aumento i farmacisti dipendenti del Ssn. In Pronto soccorso accessi ridotti del 30%. ANNUARIO 2020ANNUARIO 2019

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Sono aumentate le strutture ospedaliere (private) e i posti letto, in questo caso sia nel pubblico che nel privato. Ma sono cresciuti anche i medici (di poco) e gli infermieri dipendenti. Mentre è proseguita l’emorragia di medici di famiglia e pediatri con un’assistenza domiciliare integrata che sale ma ancora ad un livello basso rispetto agli altri Paesi Ue. È questa la fotografia che emerge confrontando l’annuario del Ssn del 2020 che ha analizzato l’impatto della pandemia sul Ssn con i dati dell’annuario del 2019.

Ospedali. Nel 2020 sono state aperti 12 ospedali (di cui 11 nel privato) per un totale di 1.004 ospedali rispetto ai 992 del 2019.
In aumento anche le strutture per l’assistenza specialistica ambulatoriale: erano 8.798 nel 2019 e sono salite a 8.803 nel 2020. Ancora più marcato l’aumento dell’assistenza Territoriale Residenziale che nel 2019 erano 7.683 e sono salite nel 2020 a 7.858. In controtendenza invece l’assistenza territoriale semi residenziale che invece vede crescere le strutture: erano 3.207 nel 2019 e sono 3.189 nel 2020. Piccola crescita anche per la Riabilitativa che da 1.141 strutture è passata 1.151. In lieve salita anche i numeri per l’altra assistenza territoriale.
  
In ogni caso si conferma sempre più un Ssn a trazione privata: il settore pubblico nel 2020 annovera nel suo complesso il 41,1% delle strutture totali contro il 46,4% di 10 anni prima.

In totale (vedi tabella qui sotto) le strutture sanitarie pubbliche sono 11.343 a fronte di 16.219 strutture private. Per quanto riguarda la natura delle strutture, sono in maggioranza le strutture pubbliche che erogano assistenza ospedaliera (51,4 %) e le strutture che erogano altra assistenza territoriale (86,9 %). Sono in maggioranza le strutture private accreditate che erogano assistenza territoriale residenziale (83,2%) e semiresidenziale (71,7%) e le strutture che erogano assistenza riabilitativa ex art.26 L. 833/78 (78,2%).

Più strutture con la pandemia ma anche più posti letto: nel 2020 tra pubblico e privato la dotazione di letti è cresciuta di 47.313 unità (di cui 39.796 nel pubblico e 7.517 nel privato) tra degenze ordinarie, day hospital e day surgery.

Comlessivamente i posti letto risultano quindi essere 207.187 nel pubblico e 50.790 nel privato. Un dato che in sostanza ha recuperato tutti i letti tagliati nei 10 anni precedenti.

In discesa invece il numero dei Consultori: (erano 2.277 nel 2019 contro i 2.250 del 2020). Sono cresciuti invece i Centri di Salute mentale (erano 1.671 nel 2019 e sono 1.679 nel 2020).
 
A crescere nel primo anno di pandemia è stato il personale sanitario: Rispetto all’anno 2019 il personale risulta aumentato di 13.610 unità pari al 2,3% per un totale di 617.466 unità. Numeri però ancora ben lontani dalle 646.236 unità del 2010.

Nello specifico nel 2020 sono stati assunti 776 medici in più (erano 102.316 nel 2019 e nel 2020 sono 103.092). Numeri anche in questo caso lontani dai 107.448 del 2010. Sono invece 8.257 in più gli infermieri (erano 256.429 nel 2019 e nel 2020 sono saliti a 264.686). In questo caso il livello degli infermieri è tornato ai livelli di 10 anni prima.

Prosegue invece anche con l’epidemia l’emorragia di medici di famiglia dai 42.428 che erano nel 2019 sono diventati 41.707 nel 2020 (in 10 anni se ne sono persi 4.171). In calo anche i pediatri (-123 in un anno per un totale nel 2020 di 7.285 unità). In frenata anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) che dagli 11.512 che erano nel 2019 sono diventati 11.404 nel 2020. Piccola crescita per i farmacisti: nel 2019 erano 2.810 contro i 2.852 del 2020.
 
Sul territorio in controtendenza è solo l’Assistenza domiciliare integrata (Adi): nel 2020 sono stati assistiti 1.081.387 pazienti contro i 1.047.223 pazienti del 2019. E in ogni caso il numero di assistiti è ancora molto inferiore a quello registrato nei principali Paesi dell’Ue, motivo per il quale anche nell’ultimo Pnrr è stato predisposto un finanziamento ad hoc per il potenziamento dell’Adi.
 
Pronto soccorso: nel 2020 molti meno accessi. Complice la pandemia si è registrato un netto calo degli accessi in Ps: nel 2020 sono stati 13.539.300 i pazienti che vi si sono recati contro i 20.324.937 dell’anno precedente.

Luciano Fassari



26 luglio 2022
© Riproduzione riservata


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