Cure Palliative. Regioni procedono a velocità diverse. Percorso per garantire un diritto fondamentale a tutti i cittadini ancora in salita

Cure Palliative. Regioni procedono a velocità diverse. Percorso per garantire un diritto fondamentale a tutti i cittadini ancora in salita

Cure Palliative. Regioni procedono a velocità diverse. Percorso per garantire un diritto fondamentale a tutti i cittadini ancora in salita
Solo alcune Regioni presentano piani completi e reti operative, mentre altre sono in forte ritardo o inadempienti. La copertura dell’assistenza domiciliare e pediatrica resta parziale. L’obiettivo nazionale del 90% di copertura è quindi ancora lontano. I dati del Rapporto Agenas sui Piani regionali di potenziamento delle cure palliative 2024.

Un’Italia a più velocità nella pianificazione e attuazione delle cure palliative.

A distanza di un anno dall’obbligo introdotto dalla legge di Bilancio 2023, che impone a Regioni e Province Autonome la presentazione annuale di un piano di potenziamento delle cure palliative con l’obiettivo di garantire entro il 2028 la copertura al 90% della popolazione, il percorso è ancora irregolare e disomogeneo.
Nel 2024, cinque Regioni – Calabria, Campania, Piemonte, Sicilia e Valle d’Aosta – non hanno trasmesso il piano richiesto. Calabria e Campania inoltre risultano inadempienti anche per l’anno precedente. Più virtuose al contrario, regioni come Liguria, Toscana, Trento e Bolzano e Veneto che hanno piani completi ed esaustivi in tutte le componenti previste.

Nella maggioranza dei casi, in ogni modo, i piani risultano lacunosi in almeno una o più sezioni fondamentali: interventi e azioni di miglioramento, costi dettagliati, strumenti di monitoraggio, o la descrizione dell’esistente. In molte Regioni, il cronoprogramma è assente o generico, e le risorse Pnrr non sono esplicitamente ripartite.

È quanto emerge dall’analisi condotta da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sui Piani regionali di potenziamento delle cure palliative per il 2024 che fornisce un’analisi dettagliata su base regionale, evidenziando punti di forza e debolezza e offrendo indicazioni correttive.

Le Regioni che hanno risposto e quelle inadempienti Nel 2024, tutte le Regioni e Province Autonome hanno presentato un piano di potenziamento tranne Calabria, Campania, Piemonte, Sicilia e Valle d’Aosta. Calabria e Campania risultano inadempienti anche per il 2023. Una mancanza che sbarra la strada all’accesso ai finanziamenti integrativi del Ssn previsti dalla legge.

Tra le Regioni più virtuose spiccano le Provincie di Trento e Bolzano, la Toscana e Liguria. Regioni che presentano secondo Agenas piani completi ed esaustivi in tutte le aree analizzate. Al contrario, regioni come Puglia, Sardegna, Marche, Umbria e Molise (che mostra sforzi nel raggiungere gli obiettivi) risultano chi più chi meno, focalizzate solo su aspetti parziali, come ad esempio l’istituzione della rete, mancando di una visione organica e attuativa.

I principali indicatori nazionali: una copertura ancora frammentata Dall’analisi emerge che molte Regioni sono ancora distanti dal pieno rispetto degli standard previsti dal DM 77/2022 e dalla legge di Bilancio 2023. Le criticità più diffuse riguardano: assenza o incompletezza della rete pediatrica; mancata definizione dei costi; carenze nei sistemi informativi e di monitoraggio e scarsa integrazione con cure primarie e medicina generale.

In generale, per quanto riguarda lo stato di avanzamento dei piani la pianificazione, l’identificazione dei bisogni è soddisfatta nel 50% dei casi, poco più del 30% ha una buona definizione delle risorse. Le altre voci, come analisi delle criticità, costi e interventi ed azioni di miglioramento non superano l’asticella del 20%

Vediamo la sintesi Regione per Regione

Abruzzo

  • Piano in bozza; soddisfatti riferimenti normativi, obiettivi e analisi dell’esistente.
  • Da migliorare: azioni di potenziamento, analisi dei costi, strumenti di monitoraggio.
  • Valutazione: buono nel complesso, ma carente il cronoprogramma.

Basilicata

  • Dettagliati obiettivi e riferimenti normativi. Criticità: rete locale non accreditata.
  • Manca equipe ospedaliera dedicata, costi rimandati a documento SICP.
  • Valutazione: bene nel complesso.

Calabria

  • Piano non trasmesso anche nel 2023.
  • Valutazione: inadempiente.

Campania

  • Piano non trasmesso anche nel 2023.
  • Valutazione: inadempiente.

Emilia-Romagna

  • Piano completo su analisi e monitoraggio; da migliorare l’analisi dei costi e finanziamenti da fondi Pnrr.
  • Da definire cronoprogramma e sistema informativo comune.
  • Valutazione: buono nel complesso.

Friuli Venezia Giulia

  • Soddisfatte gran parte delle sezioni, da implementare e definire interventi ed azioni di miglioramento su costi e monitoraggio.
  • Manca dettaglio su équipe ospedaliera.
  • Valutazione: bene nel complesso, migliorare aspetti gestionali e la descrizione del fabbisogno di personale.

Lazio

  • Piano dettagliato e ben strutturato; da approfondire percorso integrato e costi.
  • Costi rimandati ad altro documento.
  • Valutazione: bene nel complesso.

Liguria

  • Dettagliate tutte le macroaree; unica carenza: mancanza di comunicazione ai cittadini.
  • Valutazione: Piano completo ed esaustivo

Lombardia

  • Piano incluso nel PO SSR, difficile estrapolare la parte sulle cure palliative.
  • Mancano dati su analisi dei costi e finanziamenti dai fondi Pnrr; soddisfatta gran parte delle aree.
  • Valutazione: Il piano non è esclusivamente dedicato e rende l’analisi complicata.

Marche

  • Piano riferito al 2023; molte sezioni non aggiornate.
  • Da implementare: analisi dell’esistente e azioni migliorative.
  • Valutazione: diversi obiettivi da raggiungere.

Molise

  • Buona impostazione, ma necessarie azioni più dettagliate.
  • Valutazione: sforzo positivo, ma ancora molto da fare.

Provincia Autonoma di Bolzano

  • Dettagliate tutte le macroaree.
  • Valutazione: Piano completo ed esaustivo.

Provincia Autonoma di Trento

  • Piano dettagliato; mancano però indicazioni su UCP-DOM e i costi per la formazione.
  • Valutazione: Piano completo ed esaustivo.

Piemonte

  • Piano non trasmesso.

Puglia

  • Mancano: riferimenti normativi, obiettivi, azioni, finanziamenti e monitoraggio.
  • Valutazione: focus solo su istituzione della rete.

Sardegna

  • Piano basato su documenti non dedicati alla realtà territoriale.
  • Valutazione: Piano da strutturare con azioni specifiche mirate sul territorio

Sicilia

  • Piano non trasmesso.

Toscana

  • Tutte le aree soddisfatte.
  • Valutazione: Piano completo ed esaustivo.

Umbria

  • Buona struttura generale, ma senza approfondimenti.
  • Da migliorare: governance, ruoli e allocazione risorse.
  • Valutazione: Piano presente ma le macroaree previste mancano di approfondimenti

Valle d’Aosta

  • Piano più focalizzato sulla struttura organizzativa che su attuazione e ruoli.
  • Mancano: obiettivi, dettaglio dei costi, azioni migliorative.
  • Valutazione: il Piano è incentrato sull’organizzazione, poco operativo.

Veneto

  • Piano ben articolato; da implementare azioni migliorative e informazione ai cittadini.
  • Costi da dettagliare.
  • Valutazione: Piano completo ed esaustivo
Ester Maragò

27 Giugno 2025

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