Coronavirus. Le proposte del Terzo settore per emergenza e Fase 2

Coronavirus. Le proposte del Terzo settore per emergenza e Fase 2

Coronavirus. Le proposte del Terzo settore per emergenza e Fase 2
Istituzione di fondi, sblocco immediato del Dpcm che rivede la disciplina del 5 per mille e potenziamento del fondo di non autosufficienza. Queste alcune delle richieste al Governo presentate da 9 Associazioni per la messa in sicurezza del sistema sociale italiano nella fase di emergenza sanitaria e per la ripartenza: “A rischio il prezioso capitale sociale indispensabile per il nostro paese”

“Il Terzo settore, pilastro portante della comunità, necessita di forme concrete e urgenti di sostegno per consentire ai volontari e agli operatori, in questa fase emergenziale e dopo, di operare in sicurezza e garantire la sopravvivenza di quel privato sociale che tutto il mondo ammira”.
Così nove Associazioni del terzo settore che hanno presentato al Governo un documento di interventi urgenti per dare respiro economico agli enti, alle associazioni e alle organizzazioni del Terzo settore attraverso una gestione intelligente delle risorse, e garantire quindi la sopravvivenza del privato sociale che rappresenta una componente fondamentale del tessuto sociale ed economico dell’Italia
 
Un’istanza maturata nel corso di una videoconferenza con il Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali Stanislao Di Piazza e Sergio Amadori Presidente dell’Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma insieme a Luca De Fraia, Delegato Segretario Generale ActionAid, Niccolò Contucci Dg Airc, Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, Francesco Vacca Presidente Aisl, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, , Alessandro Bertani Vicepresidente Emergency, Angelo Ricci Presidente Fiagop, Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica, Carlo Fornario Responsabile Istituzionale Telethon e Annalisa Scopinaro, Presidente Uniamo, Federazione Italiana Malattie Rare, Un incontro al quale ha partecipato anche Tonino Aceti portavoce della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche.
 
“A nome di tutte le Associazioni che insieme hanno deciso di interpellare il Governo sulle istanze prioritarie riguardanti il Terzo settore – ha detto Sergio Amadori, Presidente Nazionale Ail – ringrazio sentitamente Stanislao Di Piazza, per la sensibilità e disponibilità dimostrate nell’ascoltare e condividere le nostre richieste. Auspichiamo attraverso il suo supporto di ottenere al più presto gli aiuti necessari”.
Il Terzo settore è importante non soltanto per la coesione e l’inclusione ma anche sul piano economico; depauperare questo capitale sociale sarebbe davvero un danno irrimediabile.
 
“Il Terzo settore dovrebbe diventare sempre di più la terza colonna tra Stato e mercato, guardando al welfare ma comportandosi in modo diverso rispetto al mondo del profit – afferma Stanislao Di Piazza, Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali – Accolgo con grande piacere le richieste delle Associazioni e assicuro, per quello che potrò, il mio impegno pressante per portarle avanti. A riprova della sensibilità del Governo su questo fronte, il Presidente del Consiglio dovrà convocare a breve la cabina di regia dedicata al Terzo settore, che noi tutti riteniamo una presenza fondamentale nel nostro Paese e spinta cruciale per un piano programmatico, nonché per il cambiamento delle coscienze”.

Cinque le proposte avanzate dalle Associazioni:
1. Misure di sostegno finanziario attraverso l’istituzione di fondi per la copertura delle perdite economiche dovute alla drammatica contingenza. Necessario lo sblocco dei fondi rotativi di sistema e la creazione di un finanziamento a fondo perduto che assista le organizzazioni non profit.
2. Sblocco immediato del Dpcm, pronto da mesi, che rivede la disciplina del 5 per mille. Urgente entro il mese di giugno erogare il 5 per mille 2018 e 2019, quasi un miliardo di euro già in bilancio.
3. Attuare provvedimenti volti a dare continuità alle attività di volontariato, mutuando ciò che già avviene con il Servizio Civile Nazionale, come la previsione di un assegno temporaneo di 440 euro con esenzione Irpef e previdenziale, copertura assicurativa e formazione.
4. Potenziamento del Servizio Civile universale attraverso lo stanziamento di risorse per mobilitare 80mila giovani che nell’ultimo bando non hanno trovato posto per fare servizio di volontario. Serve reperire quindi 400 milioni di risorse aggiuntive ed emanare un bando con procedure straordinarie.
5. Potenziare il fondo di non autosufficienza al fine di fronteggiare le situazioni di maggiore isolamento e rischio e aiutare con interventi concreti le persone con disabilità.
 
A questi interventi vanno aggiunte le necessarie previsioni per le imprese con agevolazioni IVA per macchinari, reagenti, fondi agli ETS, approvvigionamenti di dispositivi protettivi e la prosecuzione assolutamente centrale del processo di riforma del Terzo settore.

15 Aprile 2020

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