Covid. I posti in più di terapia intensiva non bastano. Rapporto Altems: “Sette Regioni hanno già occupato tutti i letti aggiuntivi”. Ma la letalità del virus è scesa allo 0,27% contro il 6% di marzo

Covid. I posti in più di terapia intensiva non bastano. Rapporto Altems: “Sette Regioni hanno già occupato tutti i letti aggiuntivi”. Ma la letalità del virus è scesa allo 0,27% contro il 6% di marzo

Covid. I posti in più di terapia intensiva non bastano. Rapporto Altems: “Sette Regioni hanno già occupato tutti i letti aggiuntivi”. Ma la letalità del virus è scesa allo 0,27% contro il 6% di marzo
I posti di Ti implementati col Dl Rilancio (in totale ne sono stati attivati 1.449 sui 3.500 finanziati) non sembrano sufficienti a contenere la seconda ondata dell’epidemia. Un terzo delle Regioni infatti li ha già occupati tutti e stanno usando quelli in dotazione strutturale. Si tratta del Piemonte, delle Marche, dell’Emilia Romagna, dell’Abruzzo, della Toscana, della Lombardia e della Calabria.  IL REPORT

La letalità del SARS-CoV-2 in Italia sembra essersi notevolmente ridotta da marzo: infatti, la letalità apparente del COVID-19 nelle Regioni italiane (14-20 ottobre 2020) – ovvero il rapporto tra pazienti Covid deceduti e totale dei positivi – è pari a una media nazionale dello 0,27%.


Il dato viene oggi rilevato dai ricercatori Altems (anche se non ancora inserito nel report allegato) che sottolineano come nello stesso periodo il dato più elevato si registra nella Provincia Autonoma di Trento pari a 0,44%.


Se andiamo invece ai giorni caldi della prima fase, tra il 18 e il 24 marzo 2020, la letalità grezza apparente, a livello nazionale, era stata pari al 6%.


 


Ma non è questo l'unico dato rilevante di queta nuova edizione del report. Dai dati emerge infatti che sono sette le regioni che hanno già esaurito i posti in più di terapia intensiva attivati (in totale 1.449 sui 3.500 finanziati) con il Dl Rilancio. Si tratta del Piemonte, delle Marche, dell’Emilia Romagna, dell’Abruzzo, della Toscana, della Lombardia e della Calabria. Risultano essere quasi al limite la Campania (92%) e la Sardegna (88%). Inoltre, è da attenzionare anche la situazione del Lazio, della Sicilia e della Puglia che hanno occupato più di due terzi della capacità aggiuntiva: rispettivamente 73%, 69% e 68%.
 
“Le restanti regioni italiane – si precisa – non presentano al momento particolari criticità. Si segnala che l’indicatore in questione non è stato calcolato per l’Umbria che al momento non ha implementato alcun posto aggiuntivo”.
 
Il grafico inoltre, mostra che sono sette le regioni che stanno utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati COVID -19. Per la precisione, si tratta di Umbria (29%), Piemonte (10%), Marche (6%), Emilia Romagna (4%), Abruzzo (3%), Toscana (1%) e Lombardia (1%).

 
Per quanto riguarda la situazione generale. Le Regioni con il tasso di saturazione delle terapie intensive più alto sono: Valle d’Aosta, Sardegna, Umbria, Campania e Lazio. In particolare, se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il 50% dei posti letto di terapia intensiva in Valle D’Aosta, il 26,9% in Sardegna, il 29% in Umbria, il 25,4 in Campania e il 22,6 in Lazio sono occupati da pazienti Covid – 19. Le suddette percentuali scendono rispettivamente al 27,8%, 15,8%, 15,7%, 15,5 e 15,3% se prendiamo in considerazione la dotazione prevista in risposta ai dettami del 34/2020.
 
Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 18,1% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 11,0% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 7,6 (situazione PRE DL 34) o 4,6 (situazione POST DL 34) punti percentuali.
 
Per quanto riguarda l’incremento del tasso di saturazione rispetto all’aggiornamento della settimana precedente, le percentuali più alte si registrano in Valle d’Aosta, Piemonte, Umbria ed Emilia Romagna. Unica regione a registrare una riduzione del tasso di saturazione è l’Abruzzo.

23 Ottobre 2020

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