Disabilità e lavoro. Una survey Inail sul fabbisogno formativo e la percezione sulla disabilità del Medico competente

Disabilità e lavoro. Una survey Inail sul fabbisogno formativo e la percezione sulla disabilità del Medico competente

Disabilità e lavoro. Una survey Inail sul fabbisogno formativo e la percezione sulla disabilità del Medico competente
Oltre la metà dei Medici competenti ritiene indispensabile il fabbisogno formativo. In presenza di lavoratori disabili, spiega in una nota l’Inail, “il Medico competente svolge un ruolo centrale sia nelle attività di sorveglianza sanitaria che in quelle di valutazione e gestione del rischio. Il suo lavoro si svolge secondo un approccio integrato e partecipato, che vede il coinvolgimento di diverse figure professionali, necessarie ad individuare e ad applicare le idonee misure di prevenzione”. L’INDAGINE.

L’Inail ha pubblicato i risultati preliminari di un’indagine conoscitiva svolta recentemente su un campione di 190 medici competenti per esaminare il fabbisogno formativo e la percezione del medico competente sul tema della disabilità nei contesti lavorativi.

La ricerca, realizzata tra luglio e ottobre 2022, è stata condotta attraverso un questionario strutturato, autosomministrato sulla piattaforma web SurveyMonkey.

Il campione oggetto della survey è costituito da medici competenti, iscritti alla Società italiana di medicina del lavoro.

In presenza di lavoratori disabili, spiega in una nota l’Inail, “il Mc svolge un ruolo centrale sia nelle attività di sorveglianza sanitaria che in quelle di valutazione e gestione del rischio. Il suo lavoro si svolge secondo un approccio integrato e partecipato, che vede il coinvolgimento di diverse figure professionali, necessarie ad individuare e ad applicare le idonee misure di prevenzione”.

Oltre la metà dei Medici competenti ritiene indispensabile il fabbisogno formativo. I dati preliminari dell’indagine rilevano che il 51,1% del personale medico intervistato ritiene la formazione uno strumento indispensabile e l’80,5% di essi si dichiara del tutto interessato a partecipare ad un corso di educazione continua in medicina (Ecm) sul tema disabilità e lavoro. “Criteri per la formulazione del giudizio di idoneità” è la tematica a cui il 79% del campione riconosce il maggior grado di utilità, seguita da “inserimento, reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro” con il 74,8% e da “valutazione della capacità lavorativa” con il 72,6%.

L’inclusione lavorativa della persona con disabilità nella percezione dei Mc. La survey analizza anche le criticità che possono costituire ostacoli potenziali all’inserimento, reinserimento e mantenimento del posto di lavoro del personale con disabilità. Secondo i Mc, “le difficoltà pratiche allo svolgimento del lavoro” risultano essere l’aspetto più critico all’inclusione lavorativa segnalato per i lavoratori con disabilità.

Tra gli aspetti imputabili alle aziende, invece, “l’impreparazione dell’azienda nell’inclusione del lavoratore disabile” costituisce la maggiore criticità da affrontare. Inoltre, per l’87,3% degli intervistati, la collaborazione tra i Mc e i datori di lavoro è ritenuta molto importante nei progetti di reinserimento personalizzato del disabile da lavoro.

Il 15% della popolazione mondiale vive una condizione di disabilità. La necessità di indagare la relazione tra disabilità e lavoro, ricorda Inail, emerge dallo scenario attuale descritto dai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità secondo cui le persone disabili sono oltre 1 miliardo, pari al 15% circa della popolazione del pianeta.

A sua volta, l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) segnala che circa 800 milioni di persone con disabilità si trovano in età lavorativa e che la loro esclusione dal mercato del lavoro e la marginalizzazione sociale hanno un costo oscillante tra il 3% e il 7% del Pil.

La disabilità in ambito lavorativo: il quadro normativo europeo e italiano. La Commissione europea, ricorda sempre Inail, con la direttiva 2000/78/CE, ha sancito un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, sottolineando il dovere di rimuovere gli ostacoli che si frappongono al regolare espletamento delle attività lavorative delle persone con disabilità.

Il recepimento italiano della direttiva suddetta avviene con il d.lgs. 216/2003 e successive integrazioni (legge 99/2013), che in virtù del principio della parità di trattamento, impone ai datori di lavoro, pubblici e privati, di apportare gli accomodamenti ragionevoli necessari a garantire ai disabili di godere ed esercitare il loro diritto al lavoro. Inoltre, l’art. 28 del decreto legislativo 81/2008 prevede la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. Da ultimo, la legge 190/2014 ha dato mandato all’Inail di occuparsi dell’integrazione lavorativa di persone con disabilità da lavoro.

03 Aprile 2023

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