Gioco d’azzardo. È boom tra gli italiani: nel 2012 affideranno alla sorte 130 mld

Gioco d’azzardo. È boom tra gli italiani: nel 2012 affideranno alla sorte 130 mld

Gioco d’azzardo. È boom tra gli italiani: nel 2012 affideranno alla sorte 130 mld
Il 'vizio' continua a crescere coinvolgendo fino all’80% della popolazione adulta. Il 2,2% degli italiani è a forte rischio dipendenza. Questi i numeri emersi nel corso del seminario promosso dalla Sipl, in collaborazione con Forum italiano per la sicurezza urbana e Avviso Pubblico.

Italiani sempre più poveri, ma sempre più posseduti dal demone del gioco. In periodo di crisi crollano i risparmi, calano le spese alimentari (secondo l’Istat nel 2010 il 65,35% delle famiglie ha comprato meno cibo e il 13,6% ha diminuito anche la qualità), ma cresce vertiginosamente quella per il gioco: dai 14,3 miliardi di euro del 2000, ai 24,8 del 2004, ai 47,5 del 2008, ai 79,9 miliardi del 2011. E per il 2012 si prevede che gli italiani si giocheranno una cifra parti a circa 130 miliardi. Il fenomeno è stato analizzato nel corso del seminario rivolto alle polizie municipali “Per un gioco legale e responsabile: aspetti sociali e ruolo della polizia”, promosso dalla Sipl (Scuola interregionale di polizia locale), in collaborazione con Forum italiano per la sicurezza urbana e Avviso Pubblico (Enti locali e Regioni per la formazione civile e contro le mafie).

Secondo i dati del Rapporto Eurispes 2009, il gioco d’azzardo coinvolge in Italia fino al 70-80% della popolazione adulta (circa 30 milioni di persone). Il fenomeno è più diffuso tra gli uomini di età compresa tra i 20 e 60 anni.
Nel 2011 in Italia sono stati spesi in gioco d’azzardo quasi 80 miliardi di euro, e il primo trimestre del 2012 segnala un ulteriore aumento di spesa del 28,9% rispetto al primo trimestre 2011. Nel 2011 la somma maggiore è stata giocata negli apparecchi (slot machine e videlottery), che hanno raccolto il 56,3% del fatturato totale; seguono i gratta e vinci (12,7%), il lotto (8,5%), le scommesse sportive (4,9%), il superenalotto (3%), poi bingo e scommesse ippiche.

E per qualcuno, il gioco diventa dipendenza, vera e propria malattia. Secondo una ricerca epidemiologica del Cnr, il 2,2% della popolazione italiana è a rischio o già problematica per le proprie modalità di gioco d’azzardo. E si stima che nel giro di pochi anni questi dati saranno pressoché raddoppiati.
Da sottolineare, infine, che rispetto ad altri Paesi l’Italia è molto arretrata sul riconoscimento della patologia della dipendenza da gioco, e ancora non garantisce il diritto di cura per i giocatori patologici.
 

21 Giugno 2012

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