Governo e Parlamento, si può fare di più per i precari della ricerca e gli specializzandi

Governo e Parlamento, si può fare di più per i precari della ricerca e gli specializzandi

Governo e Parlamento, si può fare di più per i precari della ricerca e gli specializzandi
Avendo apprezzato il fatto che sia stata avviata la procedura di stabilizzazione sarebbe quanto mai opportuno anzi doveroso che Governo e Parlamento facciano di più ricollocando nel contratto della dirigenza medica e sanitaria tutti quei ricercatori medici, biologi, psicologi oggi sottoinquadrati: è il minimo sindacale che la Repubblica possa riconoscere a questi che realmente sono gli eroi della nostra salute.

È estremamente positivo che in sede di conversione del decreto legge sia stata, finalmente, avviata la stabilizzazione del personale che negli IRCSS e negli Istituti zooprofilattici sia adibito alla ricerca sanitaria o al suo supporto.

Purtroppo, ancora, nonostante le promesse iniziali allorché fu avviato l’inquadramento contrattuale della c.d. piramide, le decine di emendamenti presentati e non accolti, gli ordini del giorno accolti e non attuati rimane non risolto il giusto e dovuto inquadramento contrattuale dei ricercatori medici, biologi, psicologi…i quali al contrario dei loro omologhi colleghi impegnati solo nella clinica e quindi inquadrati nel CCNL della dirigenza medica e sanitaria, sono ancora inquadrati nel CCNL del personale dei livelli e in tale saranno stabilizzati.

Questa menomazione di status e di inquadramento contrattuale per questi professionisti è realmente inconcebile se non offensiva: in un Paese normale il personale impegnato a tempo pieno nella ricerca sanitaria oltre che essere il valore aggiunto di qualsiasi sistema per la salute è correttamente inquadrato, valorizzato e incentivato nella sua eccezionale e fondamentale attività per il progresso scientifico strategico per una produttiva politica di tutela e promozione della salute individuale e collettiva.

Pertanto, avendo apprezzato il fatto che sia stata avviata la procedura di stabilizzazione sarebbe quanto mai opportuno anzi doveroso che Governo e Parlamento facciano di più ricollocando nel contratto della dirigenza medica e sanitaria tutti quei ricercatori medici, biologi, psicologi oggi sottoinquadrati: è il minimo sindacale che la Repubblica possa riconoscere a questi che realmente sono gli eroi della nostra salute.

È altrettanto positivo che in tale conversione in legge sia stata prevista la possibilità di assunzione sin dal secondo anno di frequenza del corso di specializzazione i medici e le altre professioni sanitarie a questo punto sarebbe quanto mai auspicabile che la norma venga riformata integralmente prevedendo che lo status dello specializzando sia quello di un dirigente medico o sanitario in formazione specialistica a cui si applica un contratto vero e proprio di formazione lavoro sin dal suo ingresso nel corso di specializzazione regolato da una specifica sezione contrattuale nel CCNL della dirigenza medica e sanitaria con i medesimi doveri e diritti normativi economici e previdenziali dei colleghi già dirigenti specialisti, ovviamente tenendo conto della particolarità del periodo di formazione specialistica: comunque una tale immissione di massa di dirigenti medici e sanitari, anche si in formazione specialistica, negli organici del SSN non potrà che avere un enorme impatto positivo in tutte le sue linee di produzione di tutela e promozione della salute.

Saverio Proia

Saverio Proia

03 Luglio 2023

© Riproduzione riservata

Verso la Manovra. La sanità chiede nuove regole: meno rigidità, più valore e risultati misurabili
Verso la Manovra. La sanità chiede nuove regole: meno rigidità, più valore e risultati misurabili

La sanità non chiede soltanto più risorse. Chiede soprattutto strumenti capaci di riconoscere il valore prodotto, aggiornarsi ai fabbisogni reali e funzionare con regole più trasparenti, prevedibili e proporzionate. È...

Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%
Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%

Dopo l’impennata degli investimenti provocata dalla pandemia di Covid-19, la spesa destinata a prevenire, preparare e affrontare le grandi minacce sanitarie globali ha cominciato a scendere. Ma soprattutto resta caratterizzata...

Se la presa in carico cominciasse prima della malattia? La proposta di una Guardia Sociosanitaria
Se la presa in carico cominciasse prima della malattia? La proposta di una Guardia Sociosanitaria

MEDSALUTE ha avuto un merito non secondario: riunire le Regioni del Mezzogiorno non per compilare ancora una volta l'elenco delle insufficienze della sanità meridionale, ma per confrontare esperienze e individuare...

Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi
Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi

Il nuovo tariffario della specialistica supera la logica dei prezzi amministrati sganciati dalla realtà. Ma apre una questione: lo stesso prezzo nazionale può davvero garantire gli stessi LEA in territori...