Nella mia inesausta richiesta di attenzione da parte del Ministero della Salute sui programmi di edilizia ospedaliera della Regione Marche, prima su queste pagine (grazie Direttore) e poi con lettere trasmesse via PEC, ho finalmente ricevuta una risposta dalla Direzione Generale della Programmazione e dell’Edilizia Sanitaria. Il contenuto di questa risposta consente la condivisione di qualche informazione e di qualche criticità su un tema così importante come la valutazione da parte del livello centrale della programmazione ospedaliera e di edilizia ospedaliera delle Regioni. Infatti, logica impone che tale verifica sia uno degli strumenti con cui il livello centrale governa il riequilibrio tra assistenza territoriale e assistenza ospedaliera.
Estrapolo dalla risposta del Ministero le informazioni di interesse più generale, avendo premesso che le mie domande riguardavano il fatto che la Regione Marche non ha un piano aggiornato di riordino degli ospedali coerente con le indicazioni del DM 70, che la situazione attuale degli ospedali delle Marche è difforme da tali indicazioni e che il programma imponente di edilizia ospedaliera della Regione che sta avanzando conferma strutturalmente questa difformità, con almeno due ospedali con DEA in più (12, ma più probabilmente 13, rispetto ai 10 da DM 70) e un ospedale di base di area disagiata con una previsione di attività chirurgica in regime ordinario incoerente con lo stesso DM. Si chiedeva poi di specificare quali dei progetti in corso relativi ai nuovi ospedali, a sei nuove palazzine DEA per altrettanti ospedali e a un rifacimento quasi completo del citato ospedale di base di area disagiata fossero stati valutati dal Nucleo di Valutazione e Verifica del Ministero della Salute.
Per quanto riguarda l’applicazione del DM 70 del 2015 nel caso della Regione Marche essa non è stata più verificata dal 2018, anno in cui la Regione Marche fece un atto di ricognizione sullo stato di tale applicazione cui sarebbero dovuti seguire gli atti per il definitivo adeguamento della rete ospedaliera al DM, atti che non sono mai stati fatti e che quindi non sono mai stati verificati. Ne deriva che la applicazione del DM 70 non viene più fatta con sistematicità dal Ministero della Salute.
Per quanto riguarda la valutazione dei programmi di edilizia ospedaliera da parte del Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti del Ministero della Salute, il Ministero ha innanzitutto chiarito che i suoi compiti, come stabilito dal regolamento adottato il 25 febbraio 2019 ed integrato in data 8 ottobre 2019, sono quelli di esprimere pareri obbligatori su:
- programma di interventi da sottoporre all’esame della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano per l’acquisizione della relativa Intesa, verificando che i contenuti dei Programmi siano coerenti con gli atti di programmazione regionali adottati o da adottare per la riorganizzazione di servizi ospedalieri, in attuazione del D.M. 2 aprile 2015, n. 70, territoriali e con le altre norme vigenti in materia;
- documenti di riprogrammazione e di rimodulazione degli interventi che perseguono obiettivi diversi da quelli originariamente previsti nella programmazione di Programmi sottoscritti, sottoposti all’attenzione dello stesso dalla Direzione Generale della Programmazione Sanitaria;
- programmi di intervento e progetti relativi agli Enti previsti dall’art. 4, comma 15, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 e successive modificazioni;
- interventi di realizzazione di nuovi ospedali e progetti di ristrutturazione ivi compresi quelli realizzati mediante capitali privati (PPP);
- programma di investimento presentato dalle Regioni nell’ambito dei Fondi previsti per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.
Su questa base il Ministero ha valutato i soli interventi programmati dalla Regione Marche inseriti in accordi di programma che utilizzano i fondi cosiddetti “ex articolo 20” o inseriti nei programmi di investimento finanziati dai Fondi previsti per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. Nel caso della Regione Marche il Nucleo ministeriale ha dunque preso in considerazione solo i progetti di due nuovi ospedali su tre, mentre non ha preso in carico la parte del programma relativa alle nuove palazzine DEA e al rifacimento dell’ospedale di base di area disagiata. I progetti di due ospedali sono stati valutati positivamente dal Nucleo che ha considerato il DM 70 applicato in base a una interpretazione sbagliata dei dati dei flussi ministeriali sulle strutture ospedaliere inviati dalla Regione Marche e quindi conteggiando solo 6 DEA anziché 12 o 13.
Ne deriva che il programma di edilizia ospedaliera della Regione Marche è stato valutato, oltretutto in modo a mio parere non corretto, dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute solo in minima parte per una evidente mancanza di chiarezza su cosa vada ricompreso nella dizione del suo regolamento “interventi di realizzazione di nuovi ospedali e progetti di ristrutturazione ivi compresi quelli realizzati mediante capitali privati”.
Ritengo urgente che il Ministero ridefinisca con chiarezza (e ne dia comunicazione alle Regioni) se il DM 70 va applicato dalle Regioni, come e da chi il DM viene eventualmente monitorato, quali sono gli investimenti edilizi da sottoporre al parere obbligatorio del Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute e con quali criteri viene formulato questo parere. Questa incertezza è stata utilizzata in modo opportunistico dalle ultime Giunte che governano le Marche ed è stata avallata oggettivamente dal Ministero (non voglio pensare malevolmente a “un occhio di riguardo” legato alla filiera Governo nazionale-Governo regionale), ma saranno i cittadini marchigiani a pagarne letteralmente le conseguenze in termini economici e di qualità dei servizi.
Claudio Maria Maffei