Indagine Anaao Giovani. Per il 70% dei giovani medici la situazione lavorativa è peggiorata negli ultimi anni. E il 90% non crede che in futuro andrà meglio

Indagine Anaao Giovani. Per il 70% dei giovani medici la situazione lavorativa è peggiorata negli ultimi anni. E il 90% non crede che in futuro andrà meglio

Indagine Anaao Giovani. Per il 70% dei giovani medici la situazione lavorativa è peggiorata negli ultimi anni. E il 90% non crede che in futuro andrà meglio
Inoltre, il 40% dichiara di aver dovuto dimettere un paziente a causa delle criticità organizzative. Notevole la percezione delle diseguaglianze in salute: oltre il 60% sostiene di aver avuto pazienti che non seguono le cure per motivi economici. Significativa anche la percentuale di chi ritiene che i fenomeni di corruzione siano diffusi in sanità (65%). Questi alcuni dati dell'indagine realizzata su un campione di oltre 1600 intervistati. L'INDAGINE

I tagli alla sanità pesano anche sui medici. Dis-organizzazione del lavoro, meno sicurezza delle cure e degli ospedali, dis-equità, corruzione, appropriatezza popolano gli incubi di una categoria che si sente sempre di più bersaglio di contini attacchi da parte di chi, con leggi e provvedimenti, "continua a impoverire il Ssn e a negare ogni valore a questa professione".

Anaao Giovani propone i risultati di una survey che ha voluto indagare la percezione della qualità ed equità del Ssn e mettere a fuoco i principali problemi visti dalla parte di chi indossa il camice bianco. E i risultati confermano le attese più pessimistiche: su un campione di oltre 1.600 intervistati in tutta Italia, il 70% ritiene che la situazione sia molto peggiorata negli ultimi 5-6 anni e quasi la totalità (91,74%) è rassegnato al fatto che anche per il futuro non ci saranno miglioramenti. A questo si aggiunge che il 40% dichiara di aver dovuto dimettere un paziente condizionato anche dalle criticità organizzative, dal sovraffollamento dei reparti o dal rispetto della durata di degenza media.
 

E’ stato anche sondato il punto di vista del medico sulla necessità di riorganizzare l’offerta ospedaliera in relazione al tema della sicurezza. Ben l’83.74% non sceglierebbe e/o non consiglierebbe ad una parente di partorire in una struttura con meno di 500 parti/anno e ben l’83.15% preferirebbe per se stesso un pronto soccorso dotato di guardia cardiologica. Una risposta ancor più significativa dal momento che viene data da chi conosce bene i rischi e i limiti del sistema dove lavora.
 
La percezione delle diseguaglianze in salute è poi evidente quando ben il 60.92% dei medici sostiene di aver avuto pazienti che non seguono le cure per motivi economici. Concordemente a questo, più dei 2/3 degli intervistati non è stupito di fronte ai dati secondo cui l’accesso all’intervento per by pass-aorto coronarico risulta del 40% inferiore tra i meno abbienti di sesso maschile, rispetto ai benestanti. Le cause di questa mancanza di equità nell’accesso alle cure vengono attribuite per il 62,9% ad una carente organizzazione delle cure primarie territoriali e per 26.90% a condizioni culturali ed educative, in accordo con il fatto che mano a mano che si scende lungo la scala sociale tutti gli indicatori di salute peggiorano.
 
I protagonisti della sanità ritengono nel 65,85% delle risposte che i fenomeni di corruzione e abuso
della posizione di potere siano un sistema diffuso nella sanità. Tale percezione risulta più elevata al sud (71,79%) e nelle isole (76,87%).

 
In tema di medicina difensiva, il 52% degli intervistati sostiene che, sia tra le cause principali degli sprechi di risorse in sanità, conseguente al preoccupante ed esponenziale aumento del contenzioso in sanità e ritiene quindi necessario un intervento normativo per limitare anche il ricorso ad esami e procedure.
 
Ma nonostante le attuali ed evidenti difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale (Ssn), progressivamente depauperato da piani di rientro e tagli lineari, il 46.75% dà un giudizio più che positivo del nostro sistema “salute” e solo il 3.74% dà invece un voto pessimo. Disaggregando i dati per area geografica, i medici del Nord si dimostrano mediamente più soddisfatti della qualità del Ssn (57,8%), a fronte di un Sud molto più deluso (24,8%).
 
Il 59,2% degli intervistati è infine convinto che il sindacato si stia occupando di difendere l’equità in salute e debba continuare a farlo, opponendosi ai tagli e contrastando la crescita esponenziale del privato, anche accreditato.
 
E l’opposizione del sindacato non si fa attendere e trova in questi risultati una ragione in più a sostegno dello sciopero del 16 dicembre. "Saremo in prima fila a difendere i diritti e il valore della nostra professione".

10 Dicembre 2015

© Riproduzione riservata

Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno
Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno

La sanità va in ‘vacanza’ lasciando aperti quasi tutti i suoi principali cantieri. E quando, tra qualche settimana, Governo, Parlamento e Regioni torneranno al lavoro, non ci sarà più molto...

Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano
Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano

Il Servizio sanitario nazionale continua a recuperare personale dopo gli anni di contrazione che hanno caratterizzato il decennio scorso. Nel 2024 gli addetti delle strutture pubbliche del Ssn raggiungono quota...

Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo
Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Agenas ha aperto la consultazione pubblica sul “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”, predisposto da un Gruppo di Lavoro istituito con delibera direttoriale n. 245...

Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”
Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un nuovo programma globale di priorità di ricerca dedicato all'intersezione tra cambiamento climatico, salute e migrazioni, con l'obiettivo di rafforzare le basi scientifiche...