Issirfa-Cnr. “Spesa sanitaria è diminuita. Ma la riduzione è pesata di più su Regioni in Piano di rientro” 

Issirfa-Cnr. “Spesa sanitaria è diminuita. Ma la riduzione è pesata di più su Regioni in Piano di rientro” 

Issirfa-Cnr. “Spesa sanitaria è diminuita. Ma la riduzione è pesata di più su Regioni in Piano di rientro” 
La spesa sanitaria corrente si è mediamente ridotta. La spesa farmaceutica convenzionata è diminuita quasi del 9%, 
quella per il personale dell'1,4%. Il disavanzo è sceso di oltre 500 mln ma la riduzione è pesata sulle Regioni in piano di rientro, 
mentre si è verificato un aumento in quelle a statuto speciale e nelle PA. Lo dice il “Rapporto sulle Regioni in Italia 
2013” dell'Issirfa-Cnr. 

Se la spesa sanitaria corrente si è mediamente ridotta ed è rimasta stabile in rapporto al Pil, ovvero pari al 7%, è però aumentata in regioni come Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sardegna, Trento e Bolzano per un valore oscillante tra l'1 e il 2%, mentre è calata in Liguria (3,2%), 
Basilicata, Piemonte, Toscana, Marche, Molise, Campania, Puglia. 

 
A dirlo è il “Rapporto sulle Regioni in Italia 
2013”dell'Issirfa-Cnr. Ovvero L’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie fondato nel 1971, per impulso di Massimo Severo Giannini.
 
Sempre il rapporto rifersisce che la spesa farmaceutica convenzionata è diminuita quasi del 9%, mentre quella per il personale dell'1,4%. Il disavanzo è sceso di oltre 500 
milioni (-20%) passando, in rapporto al finanziamento effettivo, dal 
6,5% del 2006 al 2% nel 2012, ma la riduzione è pesata per più di tre 
quarti sulle Regioni con piano di rientro (Piemonte, Veneto e Lazio), 
mentre si è verificato un aumento in quelle a statuto speciale e nelle
Province autonome.
 
Secondo il direttore dell'Issirfa-Cnr, Stelio Mangiameli: “le politiche socio-assistenziali risentono, forse più ancora, della crisi economica. La materia rappresenta circa il 10% della 
produzione normativa regionale ma i contenuti sono cambiati 
sensibilmente: ferma la spinta alla crescita, ci si orienta a 
garantire l'esistente'”.
 
Mangiameli afferma inoltre che “il 2012 è stato un anno di 
grande difficoltà, giacché la legge di stabilità ha stanziato per il 
Fondo nazionale politiche sociali solo 70 milioni di euro, di cui 
appena 10,7 destinati alle Regioni, molte delle quali continuano 
comunque a sostenere famiglie a basso reddito, numerose, con anziani 
e/o disabili, ad esempio Lombardia, Sicilia, Umbria, Bolzano, 
Campania, e a intervenire nell'ambito dei servizi per l'infanzia: 
Piemonte ed Emilia-Romagna, per esempio”.
 
Alcune Regioni hanno tentato di limitare l'accesso alle 
prestazioni sociali per “anzianità di residenza” sul territorio, 
criterio che la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale. 
Per quanto riguarda gli stranieri non comunitari, il numero dei 
regolari è in costante crescita e la diminuzione di nuovi ingressi è 
netta, mentre nel 2012 è in risalita la quota di italiani che si 
trasferiscono all'estero.
 
Sono moltissime, emerge inoltre dal rapporto, le Regioni che già da 
qualche anno stanno cominciando ad affrontare in modo organico la 
questione del sostegno alle famiglie a basso reddito, numerose, 
gravate dall'assistenza anziani e disabili.


 


Fonte: Regioni.it

27 Maggio 2014

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