Lavoro, famiglia e benefici: ecco l’Italia dei congedi parentali e degli assegni di sostegno

Lavoro, famiglia e benefici: ecco l’Italia dei congedi parentali e degli assegni di sostegno

Lavoro, famiglia e benefici: ecco l’Italia dei congedi parentali e degli assegni di sostegno
Un quadro preciso di chi, nel 2015, ha potuto contare su assegni di sostegno familiare o di giorni lontano dal lavoro per assistere una persona cara o per festeggiare una nascita. Si tratta di benefici economici che vengono concessi a diverse categorie lavorative. Ma ogni settore ha le sue peculiarità . Ecco la statistica dell’Inps. IL REPORT

Assegni familiari, permessi parentali, maternità, ma anche congedo di paternità. Sono tutti benefici che lo Stato offre ai lavoratori italiani per permettere di trascorre del tempo con i propri cari, per situazioni di malattia o per godere della presenza di un nuovo arrivato. E’stato il coordinamento generale statistico dell'Inps a passare al setaccio tutti gli aiuti di cui hanno usufruito, nel 2015, le più svariate categorie lavorative. La fotografia è totalmente eterogenea, la situazione cambia a seconda dei lavori svolti, del sesso e, soprattutto delle zone geografiche.

Donne con un figlio a carico. E' questo l'identikit dei lavoratori dipendenti del settore privato che, nel 2015, hanno ricevuto almeno un assegno di sostegno familiare. Il numero totale è rimasto pressoché invariato rispetto al 2014: l'aumento è stato dello 0, 1%, con un importo medio annuo di 1.092 euro. Ma se si allarga l'orizzonte di osservazione, nell’arco dei cinque anni precedenti, si può notare che i beneficiari di sesso femminile sono aumentati di circa 12 punti percentuali, mentre gli uomini sono diminuiti del 7,3%. 

Questo studio ha permesso anche di evidenziare come le famiglie siano sempre meno numerose: il 39,8% del totale è rappresentato da nuclei composti da tre persone, a 30 punti percentuali ci sono quelli composti da genitori con due figli, le famiglie formate da cinque componenti occupano una fetta del 6,9%. Il Nord resta il luogo di Italia che offre maggiori possibilità lavorative, infatti, la metà di chi ha percepito l'assegno ha lavorato nelle regioni settentrionali. Ma se al sud, l'aiuto è arrivato soltanto per il 22,8% del totale, è proprio qui che l'importo medio annuo è stato più elevato: 1.218 euro .
Situazione completamente diversa, invece, per coloro che lavoravano nel settore privato, ma che ora sono pensionati. In cinque anni i beneficiari sono calati del 21%, con un importo medio annuo di 570 euro. Meno numerose le quote rosa al 36,3%, contro il 63,7% dei maschi. Ma se le donne sono di meno, almeno percepiscono più soldi: la loro media annua è di 708 euro, 216 in più degli uomini. La maggior parte di questi ha diritto a pensione di vecchiaia ( il 56%,),seguiti da superstiti e invalidi.

I numeri si ribaltano completamente per i dipendenti agricoli. Qui in testa alla classifica c’è il sud con il 49% degli assegni erogati. Torna il testa il nord, invece, nella graduatoria dei lavoratori domestici che, con un importo medio annuo di 1.100 euro, sono concentrati per il 42% delle zone settentrionali. Calo drastico, di 25 punti percentuali in 5 anni, per i pensionati delle gestioni dei lavoratori autonomi. Per loro il sostegno è in media 10 euro al mese.

Non sorprende, considerando la diminuzione delle nascite che, in 12 mesi, siano diminuite le richieste di maternità: 4,9% in meno dal 2015 al 2014. Aumento di 5 punti, invece, per le richieste di congedo parentale. Sono aumentati soprattutto i padri che hanno chiesto dei giorni lontano dal lavoro da poter trascorrere accanto ai loro figli, 40% in cinque anni. Poco richiesto, forse per disinformazione, il congedo obbligatorio e facoltativo di paternità introdotto dalla legge Fornero. Aumentati i permessi per la legge 104, concessi ai lavoratori dipendenti che prestando assistenza a familiari con disabilità grave.

16 Dicembre 2016

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