PS al limite: solo l’11% ha un organico medico sufficiente. L’indagine istantanea Simeu

PS al limite: solo l’11% ha un organico medico sufficiente. L’indagine istantanea Simeu

PS al limite: solo l’11% ha un organico medico sufficiente. L’indagine istantanea Simeu

L'indagine istantanea di SIMEU, condotta il 5 maggio in occasione del Congresso Nazionale di Napoli, fotografa un sistema di emergenza-urgenza sotto pressione: accessi in crescita, boarding cronico, integrazione territoriale quasi inesistente.

Un dato su tutti racconta lo stato dei Pronto Soccorso italiani: solo l’11% delle strutture dispone di un organico medico sufficiente a garantire il servizio senza alcuna integrazione esterna. Il restante 89% sopravvive ricorrendo a prestazioni aggiuntive dei dirigenti medici o a contratti libero-professionali stipulati a livello aziendale. E non è tutto: il 29% delle strutture continua ad affidarsi ad agenzie di servizi, nonostante le indicazioni contrarie del Ministero della Salute.

È la fotografia scattata da SIMEU (Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza) attraverso un’indagine istantanea condotta il 5 maggio 2026, in occasione del suo Congresso Nazionale di Napoli, su un campione di Pronto Soccorso italiani corrispondente a circa 3 milioni di accessi nel corso del 2025.

Il quadro si aggrava se si considera la traiettoria della domanda: SIMEU registra un incremento degli accessi al Pronto Soccorso di circa il 3% tra il 2024 e il 2025. Rapportato ai dati del 2023, l’aumento supera il 6%. Una pressione crescente che si scarica su un sistema già strutturalmente a corto di personale.

Il boarding: un problema quotidiano per 7 strutture su 10

Il 70% delle strutture interpellate dichiara di dover fronteggiare ogni giorno il fenomeno del boarding, ovvero pazienti in barella in attesa di un posto letto. Solo il 30% afferma di non avere questo problema. Tra chi lo segnala, il tempo medio di attesa per il ricovero in reparti di area medica è di circa 23 ore.

“Il boarding non è più accettabile, perché lede il diritto del cittadino all’accesso alle cure e danneggia il sistema stesso, essendo causa di abbandoni dall’emergenza-urgenza per un vero e proprio danno morale sugli operatori”, dichiara Alessandro Riccardi, Presidente di Simeu. “Qualsiasi soluzione deve essere intrapresa per evitare lo stazionamento in barella in Pronto Soccorso di malati destinati a un ricovero.”

La percentuale di pazienti ricoverati dopo l’accesso si conferma intorno al 13%, in linea con le rilevazioni precedenti.

Il buco nero dell’integrazione territoriale

Uno dei dati più inediti e preoccupanti dell’indagine riguarda la continuità operativa tra i Pronto Soccorso e le strutture territoriali come ospedali di comunità, RSA, lungodegenze, case di riposo, che dovrebbero accogliere i pazienti con bisogni assistenziali a bassa intensità.

Il 38% del campione non è in grado di fornire dati certi su questo flusso, o dichiara direttamente zero ricoveri in strutture territoriali. Le strutture che riescono a quantificarlo indicano un valore pari allo 0,7% del totale degli accessi nel 2025: una cifra che testimonia quanto la rete territoriale sia di fatto quasi assente come valvola di sfogo per il sistema dell’emergenza.

Il dialogo con la sanità territoriale è reale e costante, basato su protocolli aziendali e gestione congiunta, solo per il 36% delle strutture. Per il restante 64% è saltuario o del tutto assente. Sul fronte dei servizi sociali la situazione è spaccata a metà: il 50% dei Pronto Soccorso dichiara una cooperazione efficace, l’altra metà vive in condizione di isolamento operativo.

“L’integrazione tra Pronto Soccorso e strutture socio-assistenziali è il pilastro su cui deve reggersi il futuro del Ssn – sottolinea Riccardi – Senza una reale continuità assistenziale, la pressione sulle aree di emergenza è destinata a diventare insostenibile.”

Simeu precisa che i dati presentati hanno il valore di un campione e dovranno essere ulteriormente approfonditi, in particolare per quanto riguarda gli indicatori di integrazione tra emergenza e socio-assistenzialità, per i quali è necessario definire sistemi di rilevazione più accurati e condivisi.

07 Maggio 2026

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