Rapine e furti nelle farmacie in calo per il secondo anno: nel 2015 -14,4%. Il rapporto

Rapine e furti nelle farmacie in calo per il secondo anno: nel 2015 -14,4%. Il rapporto

Rapine e furti nelle farmacie in calo per il secondo anno: nel 2015 -14,4%. Il rapporto
La contrazione nel 2014 si era attestata al 14,2%. Sono cinque, in particolare, le regioni che presentano per le farmacie indici di rischio superiori alla media nazionale: Lazio (12,1), Sicilia (9,3), Lombardia (7,5), Puglia (6,3) e Piemonte (6). A livello provinciale, invece, l’incremento più marcato si registra a Palermo (+40%, 56 rapine nel 2015). Sull’altro versante troviamo Milano (-40%). 

“Le rapine in farmacia sono in calo e questo risultato – che è stato possibile anche grazie a un Protocollo di intesa tra Federfarma e Ministero dell’Interno, che prevede l’installazione nelle farmacie di impianti di videoripresa collegati direttamente con le Questure – conferma come la collaborazione con le istituzioni sia importante per assicurare ai cittadini un servizio farmaceutico sicuro ed efficiente” osserva Annarosa Racca, presidente di Federfarma, commentando con soddisfazione i dati presentati dall’Ossif, (l’Osservatorio intersettoriale sulla criminalità predatoria dell’Associazione banche italiane al quale partecipa anche Federfarma).
 
“La speranza è che il trend prosegua, magari grazie anche all’intensificazione degli accordi con le prefetture ricalcati sul protocollo firmato da Ministero dell’Interno e Federfarma. Le rilevazioni dicono che dove queste intese vengono firmate, gli effetti si fanno subito sentire” aggiunge il vicepresidente di Federfarma, Gioacchino Nicolosi, rappresentante della Federazione nel tavolo dell’Ossif.

Nel 2015 le rapine in farmacia sono state il 14,4% in meno rispetto al 2014, quando già si era registrata una contrazione del 14,2% (la prima dopo un quadriennio di costante espansione). Piu’ in generale il quadro che emerge dal rapporto mostra diversi segnali di miglioramento in tutti i comparti monitorati (oltre alle farmacie anche banche, tabaccherie, distribuzione carburante, grande distribuzione, esercizi commerciali).

Un’analisi dei dati più dettagliata rivela in alcune parti del Paese andamenti in controtendenza. Sono cinque, in particolare, le regioni che presentano per le farmacie indici di rischio superiori alla media nazionale: Lazio (12,1), Sicilia (9,3), Lombardia (7,5), Puglia (6,3) e Piemonte (6). Tra tutte, soltanto il Lazio mostra un saldo positivo nelle rapine (182 nel 2015, in crescita del 13,8% sull’anno precedente), mentre la Lombardia è quella che registra il decremento maggiore (-33,1%, per un totale di 216 rapine nel 2015). A livello provinciale, invece, l’incremento più marcato si registra a Palermo (+40%, 56 rapine nel 2015), poi Rimini (25%, 10 rapine), Prato (16,7%) e Roma (16,2%). Sull’altro versante Milano (-40%) seguita da Catania e Monza Brianza a pari merito (-30,6%).

Buone notizie anche sul fronte dei furti: nel 2015 le farmacie ne hanno contati 974, in calo del 14,5% sull’anno precedente. Se ne ricava per il canale un indice di rischio di 5,3, in calo di un punto sul 2014 e di gran lunga inferiore ai tassi della grande distribuzione (15,1) e dei distributori di carburante (11,1). Anche qui però si registrano aree in controtendenza: in Liguria i furti in farmacia sono cresciuti del 114% rispetto al 2014, in Emilia Romagna di quasi il 21%. A livello provinciale gli incrementi più significativi si registrano a Genova (32 furti, +433%), Ravenna (13 furti, +62%) e Vicenza (27 furti, +59%).
 

30 Novembre 2016

© Riproduzione riservata

Case della Comunità. Dai medici agli infermieri fino agli specialisti: stop ai professionisti ‘solitari’ ma un’unica squadra per il paziente. Da Agenas il testo finale delle linee guida per il lavoro in équipe
Case della Comunità. Dai medici agli infermieri fino agli specialisti: stop ai professionisti ‘solitari’ ma un’unica squadra per il paziente. Da Agenas il testo finale delle linee guida per il lavoro in équipe

Le Case della Comunità dovranno diventare il luogo dove i professionisti della sanità territoriale smetteranno di lavorare ciascuno per conto proprio. Il medico di medicina generale o il pediatra, l'infermiere,...

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil
Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse. Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

A cinque anni dall'emergenza pandemica, la spesa sanitaria continua a rappresentare una quota dell'economia superiore rispetto all'era pre-Covid nella quasi totalità dell'area Ocse. È quanto emerge dai dati di OECD...

Caldo killer e inquinamento: l’Italia sempre più fragile. Il Ministero aggiorna il Piano: allarme per anziani, cronici e lavoratori. Temperature elevate e smog diventano un’unica emergenza sanitaria
Caldo killer e inquinamento: l’Italia sempre più fragile. Il Ministero aggiorna il Piano: allarme per anziani, cronici e lavoratori. Temperature elevate e smog diventano un’unica emergenza sanitaria

L'Italia entra in una nuova fase della lotta agli effetti sanitari dei cambiamenti climatici. Il Ministero della Salute ha aggiornato il Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla...

Infermieri. Eurispes: “Il problema non è solo la carenza, ma un mercato del lavoro inefficiente”. Sul tavolo anche il modello del convenzionamento
Infermieri. Eurispes: “Il problema non è solo la carenza, ma un mercato del lavoro inefficiente”. Sul tavolo anche il modello del convenzionamento

La carenza di infermieri in Italia è solo la parte più visibile di un problema molto più profondo: l'inefficienza del mercato del lavoro sanitario. È questa la tesi al centro...