Sanità transfrontaliera ancora al palo. Studio Ue: “Poche informazioni su diritti pazienti, standard di cura e rimborsi”

Sanità transfrontaliera ancora al palo. Studio Ue: “Poche informazioni su diritti pazienti, standard di cura e rimborsi”

Sanità transfrontaliera ancora al palo. Studio Ue: “Poche informazioni su diritti pazienti, standard di cura e rimborsi”
Studio della commissione europea a quasi 5 anni dall’entrata in vigore della direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera. “I pazienti in Europa sono ancora generalmente inconsapevoli dei loro diritti e della possibilità di accedere ai servizi sanitari in altri Stati”. LO STUDIO

“I pazienti in Europa sono ancora generalmente inconsapevoli dei loro diritti e della possibilità di accedere ai servizi sanitari in altri Stati membri dell'UE, nonché dell'esistenza di punti di contatto nazionali (NCP) per aiutarli a esercitare i loro diritti ai sensi della direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera”. A dirlo è la Commissione europea che a distanza di 4 anni dall’ultimo rilevamento sull’applicazione direttiva 2011/24 / UE, che introdotto la possibilità per i cittadini di Ue farsi curare anche in altri stati membri, ha pubblicato oggi lo studio "Migliorare la fornitura di informazioni ai pazienti", finanziato nell'ambito del Terzo Programma sanitario dell'Ue.
 
Utilizzando una combinazione di metodi di ricerca, tra cui una revisione della letteratura, un'analisi dei testi legali, un'analisi dei siti web e sondaggi tra i pazienti, l'indagine ha rimarcato come “rispetto ai risultati dello studio di valutazione (lavoro sul campo svolto nel 2014), i PCN hanno compiuto progressi significativi in ​​questo settore” ma tutto ciò non è sufficiente. “Sebbene le informazioni disponibili per i pazienti sui siti dei Punti di contatto nazionali sono adeguate, i siti stessi necessitano però di miglioramenti, in particolare le sezioni relative ai diritti dei pazienti (per i pazienti in arrivo), gli standard di qualità e sicurezza (per i pazienti in arrivo) e il rimborso transfrontaliero dei costi sanitari (per pazienti in uscita).
 
 
L'analisi, effettuata su 36 siti dei Punti di contatto nazionale è stata eseguita a luglio 2017. Dall’indagine è emerso che “esiste una generale mancanza di consapevolezza dell'esistenza della direttiva 2011/24 / UE e NCP. I risultati dello studio mostrano che quasi cinque anni dopo l’attuazione della direttiva, la sensibilizzazione dei pazienti sui loro diritti e le possibilità di accedere ai servizi sanitari all'estero e all'esistenza dei PCN sono ancora bassi”. In questo senso è emerso che “poco meno della metà dei siti web include informazioni sulla direttiva UE 2011/24 / UE e il regolamento (CE) 883/2004, e ha fornito anche qualche forma di confronto tra questi due atti legislativi”.
 
 
Solo nel 59% dei casi poi nei siti erano presenti informazioni approfondite sul sistema sanitario degli Stati membri e i dettagli sui fornitori di assistenza sanitaria.
 
Solo un sito su 4 conteneva informazioni sui diritti dei pazienti. Carenti anche le informazioni sull’autorizzazione preventiva al fine di ricevere il rimborso delle spese sanitarie. Per questa categoria, i siti hanno ricevuto poco meno della metà dei punti disponibili, con una combinazione punteggio medio del 48%.
 
L.F.

L.F.

20 Luglio 2018

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