Sulla sanità stop a chiacchiere e annunci

Sulla sanità stop a chiacchiere e annunci

Sulla sanità stop a chiacchiere e annunci
Sul settore occorre andare di cazzuola, ovverosia fare ciò che necessita nel più breve tempo possibile, perché nel frattempo si moltiplicano i disagi e si registrano tanti morti in più di malasanità. Meglio, di una assistenza che non c’è. E qui, entra in gioco il PNRR, che anche in sanità fa le bizze, tra un errore di ipotesi e l’altro. Tra il solito assistenzialismo politico e le vere necessità, dettate da una realtà nota a tutti.

Vietato parlare al futuro. E’ quanto occorrerebbe fare in sanità, dopo gli orrori vissuti durante il Covid. E’ assurdo dire che si faranno le cose, a Iddio piacendo. Necessiterebbe andare di cazzuola, ovverosia fare ciò che necessita nel più breve tempo possibile, perché nel frattempo si moltiplicano i disagi e si registrano tanti morti in più di malasanità. Meglio, di una assistenza che non c’è.

E qui, entra in gioco il PNRR, che anche in sanità fa le bizze, tra un errore di ipotesi e l’altro. Tra il solito assistenzialismo politico e le vere necessità, dettate da una realtà nota a tutti.

Sulla carta: a) 1350 Case della comunità – distribuite alla meno peggio secondo i vecchi metodi di accontentare la politica territoriale e senza la benché minima rilevazione del fabbisogno epidemiologico di prossimità – che saranno edificate, aperte e rese funzionanti; b) idem per i 400 ospedali di comunità, collocati de residuo, ovvero in siti lasciati scoperti dalle case di comunità, utili ad accontentare la politica locale, prescindendo dalla discontinuità assistenziale così determinata; c) 600 centrali operative territoriali concretizzate nell’immaginario collettivo, quale soluzione venduta come utile a risolvere il ricovero improprio.

Di tutto questo, messo a terra il nulla.

Insomma, con un Pnrr destinato ad offrire, per volontà UE, risultati pratici contro i vecchi problemi di disservizio sociosanitario, si è arrivati a constatare la loro perduranza. Tanta promozione fine a se stessa con le persone abbandonate a ciò che c’era prima della pandemia, con in più le paure che il Covid ha lasciato nella loro anima e le patologie da esso derivanti ancora senza soluzione assistenziale specifica.

D’altronde, cosa ci si aspettava di vedere di diverso senza la benché minima programmazione che tenesse conto delle modificate esigenze erogative dell’assistenza ospedaliera e di quella distrettuale, con in esse innestate, in via teorica, le strutture anzidette introdotte dal DM77. Senza contare che la prevenzione è rimasta come prima, inesistente sul piano della erogazione concreta. Era facile presumere che accadesse ciò, con uno Stato che ha cessato di elaborare il Piano Sanitario Nazionale dal 2006. Era il minimo che potesse capitare, nonostante la lezione dei morti da Covid sui quali ha contribuito l’inesistenza di un Piano pandemico, meglio riciclato nella copertina.

E a fronte di tutto questo un disagio super, con un Pnrr che sta dando prova della sua inutilità sul piano della concretezza.

Oltre 15 miliardi resi disponibili dalla Missione 6, a fronte dei quali solo poche decine di milioni spesi, però lo più per fare un intervento di chirurgia plastica alle case della salute esistenti. Stessa cosa con la telemedicina, rimasta incollata ai blocchi di partenza, e con le tecnologie, finanziate dalla specifica componente 2, che innovative non sono state affatto e neppure assistite dai costi di impianto e rottamazione dell’usato. Una nota dolente, questa, che in tempi di intelligenza artificiale che galoppa l’occupazione del sistema della salute, supporre di investire su ciò che sarà di qui a poco obsoleto non costituisce affatto un buon investimento.

Senza contare che per configurare il servizio sanitario nazionale necessiterà mettere a sistema sia il ricorso alla Missione 5 riferita alle infrastrutture sociali che alla Missione 4 riferita alla ricerca, quella vera però, senza la quale non si arriva da alcuna parte.

Su tutto, si renderà necessario, sulla base delle previsioni della legge di bilancio 2023, scomporre il mondo dell’assistenza sociosanitaria al fine di tirare fuori, entro il 31 dicembre di quest’anno, la griglia attualizzata dei Lea con ad essa relazionati i costi e i fabbisogni standard necessari a renderli sostenibili nel Paese, uniformemente.

Perdere tempo, il disastro erogativo non avrà mai fine.

Ettore Jorio

Ettore Jorio

14 Aprile 2023

© Riproduzione riservata

Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno
Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno

La sanità va in ‘vacanza’ lasciando aperti quasi tutti i suoi principali cantieri. E quando, tra qualche settimana, Governo, Parlamento e Regioni torneranno al lavoro, non ci sarà più molto...

Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano
Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano

Il Servizio sanitario nazionale continua a recuperare personale dopo gli anni di contrazione che hanno caratterizzato il decennio scorso. Nel 2024 gli addetti delle strutture pubbliche del Ssn raggiungono quota...

Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo
Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Agenas ha aperto la consultazione pubblica sul “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”, predisposto da un Gruppo di Lavoro istituito con delibera direttoriale n. 245...

Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”
Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un nuovo programma globale di priorità di ricerca dedicato all'intersezione tra cambiamento climatico, salute e migrazioni, con l'obiettivo di rafforzare le basi scientifiche...