Tumori. Scoperto nuovo biomarker predittivo dell’immunoterapia

Tumori. Scoperto nuovo biomarker predittivo dell’immunoterapia

Tumori. Scoperto nuovo biomarker predittivo dell’immunoterapia
L’immunoterapia sta rivoluzionando la cura del cancro. Intanto un gruppo di ricercatori anglo-americano ha identificato un nuovo bio-marcatore in grado di predire la risposta ai farmaci immunoterapici dei pazienti con tumore del polmone.

(Reuters Health) – Un gruppo di ricercatori inglesi e americani ha annunciato di aver scoperto un particolare marcatore cellulare del sistema immunitario in grado di predire con precisione se i pazienti con tumore possono rispondere bene alla terapia con i nuovi farmaci immunosoppressori.
 
La scoperta, riportata dalla rivista Nature Immunology, suggerisce che i medici e chi si occupa di sviluppare farmaci dovrebbero approcciare in modo “più intelligente” i pazienti che potrebbero beneficiare dei costosi farmaci innovativi che stanno rivoluzionando la cura del cancro, grazie alla loto capacità di aiutare il sistema immunitario a combattere i tumori ma che, al momento, funzionano solo in alcuni pazienti
 
L’attuale bersaglio di riferimento, ampiamente utilizzato quando si prescrive l’immunoterapia contro il cancro, è una proteina, chiamata PDL-1. Tuttavia molti esperti considerano PDL-1 come uno strumento “rozzo”, in quanto non corrisponde esattamente alla risposta farmacologica, e li ha portati a considerare altre strategie, come la qualità e la quantità delle mutazioni tumorali.
 

La scoperta
I ricercatrori dell’Università di Southampton e dell’Istituto di Immunologia de La Jolla , studiando pazienti con tumore del polmone con espressione di proteina PDL-1, ne hanno evidenziato il 34% in meno di probabilità di morire rispetto agli altri. “Dopo i primi passi con il test PDL-1 – dice Christian Ottensmeier, un ricercatore che ha partecipato alla realizzazione dello studio – possiamo e dobbiamo usare altri test. In molti tumori c’è il PDL-1, non solo in quello del polmone, per cui risponderanno all’immunoterapia, ma eseguire solo il test di questa proteina non è sufficiente”.
 
Il gruppo di ricerca prosegue le attività con ulteriori sperimentazioni cliniche per capire quanto il nuovo marcatore sia in grado di identificare pazienti che possono trarre beneficio dall’assunzione di nivolumab.
  


Fonte: Nature Immunology

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

21 Giugno 2017

© Riproduzione riservata

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