Contenimento della spesa pubblica, contrasto agli sprechi e allineamento ai tetti medi nazionali, mantenendo come priorità assoluta la tutela sociale delle fasce più fragili della popolazione. Sono questi gli obiettivi della delibera approvata dalla Giunta regionale della Basilicata che introduce una quota di compartecipazione pari a 2,50 euro a ricetta per la sola spesa farmaceutica convenzionata. Una misura che, spiega la Regione in una nota, non toccherà in alcun modo i cittadini più vulnerabili. Il provvedimento, infatti, esclude totalmente dal pagamento tutte le categorie esenti appartenenti alle fasce più deboli della comunità lucana. L’intervento entrerà in vigore dal primo settembre 2026 per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici e delle farmacie, anche se il pagamento effettivo della compartecipazione, ha precisato successivamente l’assessore alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, partirà da ottobre.
Il provvedimento, come si legge nelle premesse, nasce anche dalla presa d’atto che nell’anno 2025, i dati della spesa pubblicati da AIFA nel monitoraggio relativo al periodo Gennaio – Dicembre 2025, rilevano, per la Regione Basilicata, un impatto della spesa farmaceutica convenzionata pari al 7,45% del FSR, con uno scostamento rispetto al tetto del 6,80 %, che in valore assoluto ammonta a circa 8 ml di euro.
“La quota minima di compartecipazione – spiega Cosimo Latronico – è concepita come misura di contenimento e razionalizzazione per contrastare gli sprechi e indirizzare la spesa verso comportamenti più appropriati e sostenibili. Lavoriamo per consolidare il principio dell’appropriatezza prescrittiva, un obiettivo prioritario per offrire ai cittadini un servizio sanitario sempre migliore. Si tratta di uno sforzo necessario, richiesto dal ministero della Salute e previsto dalle normative nazionali per le Regioni che superano i tetti di spesa. La Basilicata è tra le ultime Regioni italiane ad applicare la quota di compartecipazione che è già realtà nella maggior parte del territorio nazionale. Era nostro preciso dovere intervenire per garantire l’equilibrio finanziario e difendere l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza”.
Non verseranno alcuna quota i pazienti affetti da malattie croniche, invalidanti o rare per i farmaci correlati alla propria patologia, con una tutela assoluta garantita ai pazienti oncologici, così come ai soggetti in terapia del dolore cronico e agli infortunati sul lavoro. La gratuità totale viene assicurata anche a tutti gli invalidi civili, di guerra, del lavoro e per servizio, ai ciechi, ai sordomuti, alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie o trasfusioni. Infine, l’esenzione totale salvaguarda pienamente le fasce sociali ed economiche più esposte come: i minori di sei anni e gli over 65 appartenenti al codice E01, i disoccupati, i titolari di assegno sociale o di pensione al minimo e tutti i cittadini con un reddito inferiore alla soglia prevista dalla fascia E05, oltre a stranieri già esenti, detenuti, internati e tutte le categorie di esezione previste dal Sistema Tessera Sanitaria.
“Nessun costo aggiuntivo – spiega Latronico – è previsto per i farmaci erogati direttamente dalle strutture ospedaliere e dalle farmacie delle Aziende Sanitarie. Questo canale pubblico è escluso dal provvedimento e stiamo lavorando per potenziarlo ulteriormente, così da assicurare ai pazienti forniture tracciate e interamente gratuite, proseguendo nel nostro piano di efficientamento della sanità regionale”.
L’assessore evidenzia inoltre i risultati già ottenuti grazie alle riforme strutturali avviate. “Il percorso di contenimento sta facendo registrare i primi risultati grazie alla spinta sull’adozione dei farmaci biosimilari e all’accordo di collaborazione con la centrale acquisti della Regione Piemonte. Questa sinergia ci sta consentendo di acquistare farmaci a prezzi decisamente più vantaggiosi, generando risparmi reali. Accanto alla centralizzazione degli acquisti, l’introduzione di questa quota minima, che monitoreremo e valuteremo semestralmente – conclude Latronico – concorre a un impegno comune per far sì che le risorse siano ottimizzate al meglio, mantenendo la totale gratuità delle cure per chi si trova in condizioni di vulnerabilità sanitaria, economica o sociale”.
Latronico risponde anche alle preoccupazioni e polemiche sollevate dal provvedimento. “Nessuna rincorsa caotica e, soprattutto, nessuna disattenzione verso i cittadini”, dichiara in una successiva nota.
“Voglio rassicurare prima di tutto i lucani sui tempi di avvio – spiega Latronico – poiché l’applicazione effettiva della compartecipazione minima di 2,50 euro a ricetta per i cittadini non esenti partirà ufficialmente dal 1° ottobre 2026. La data del 1° settembre, richiamata nel testo della delibera, ha un valore esclusivamente organizzativo e procedurale per dare un mese di tempo ai responsabili, alle aziende sanitarie e alle farmacie per adottare gli adempimenti tecnici e informatici necessari in modo ordinato, evitando disagi”.
L’assessore risponde anche sul tema dell’equità sociale. “Parlare di colpo alle fasce deboli è una lettura totalmente distorta della delibera, che al contrario erige uno scudo totale a protezione di chi vive in condizioni di fragilità economica o sanitaria. Non pagheranno un solo centesimo tutti i soggetti rientranti nelle macrocategorie dei codici di esenzione così come individuate nell’ambito del Sistema Tessera Sanitaria, con particolare riferimento agli esenti per condizione, malattia oncologica, malattia rara, patologia, reddito e invalidi di guerra. La nostra – conclude Latronico – è una misura di contenimento e razionalizzazione per contrastare gli sprechi e allineare la Basilicata ai parametri richiesti dal ministero della Salute, seguendo la strada dell’appropriatezza prescrittiva per un servizio pubblico migliore. Le fasce deboli non si toccano”.
Di seguito, nel dettaglio, l’elenco fornito dalla Regione in merito ai cittadini esclusi dal provvedimento:
a. esenti per patologia cronica e invalidante o per malattia rara come individuate dal DPCM 12 gennaio 2017, relativamente ai farmaci correlati alla patologia secondo quanto attestato dal medico mediante la prescrizione;
b. esenti per la terapia del dolore cronico e infortunati sul lavoro, relativamente ai farmaci correlati alla patologia secondo quanto attestato dal medico mediante la prescrizione; c. invalidi civili, di guerra, del lavoro, per servizio;
d. ciechi e sordomuti;
e. danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati;
f. vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari;
g. con meno di 6 anni o più di 65 anni, con codice di esenzione E01;
h. disoccupati – e loro familiari a carico, con codice di esenzione E02;
i. titolari di assegno sociale – e loro familiari a carico, con codice di esenzione E03;
j. titolari di pensione al minimo, con più di 60 anni e loro familiari a carico, con codice di esenzione E04;
k. soggetti con reddito del nucleo fiscale inferiore alla soglia individuata, con codice di esenzione E05;
k. cittadini stranieri già in possesso di esenzione ticket;
l. cittadini detenuti o internati;
comunque tutti quelli rientranti nelle macrocategorie dei codici di esenzione così come individuate nell’ambito del Sistema Tessera Sanitaria; in particolare gli esenti per: condizione, malattia rara, patologia, reddito, invalidi di guerra.