Camerae Sanitatis. Intervista a Guido Liris (FdI): “La vera sfida? Far funzionare la sanità territoriale. E il medico di medicina generale deve tornare regista”

Camerae Sanitatis. Intervista a Guido Liris (FdI): “La vera sfida? Far funzionare la sanità territoriale. E il medico di medicina generale deve tornare regista”

Camerae Sanitatis. Intervista a Guido Liris (FdI): “La vera sfida? Far funzionare la sanità territoriale. E il medico di medicina generale deve tornare regista”

Nel corso della policy conversation di Camerae Sanitatis il senatore di Fratelli d’Italia traccia il bilancio della legislatura in sanità, rivendicando l’aumento del Fsn: “Siamo arrivati a 140,6 miliardi, una cifra record”. E sulla riforma della medicina generale sottolinea: “Non deve essere un trauma per i medici di famiglia”

“Non bisogna parlare per spot ma per fatti compiuti”. E dopo quattro anni di legislatura si può ragionare con maggiore solidità sulle prospettive future. Guido Liris, senatore di Fratelli d’Italia, nel corso della policy conversation di Camerae Sanitatis traccia un bilancio dell’azione del Governo in sanità, rivendicando il livello raggiunto dal Fondo sanitario nazionale. “Siamo arrivati a 140,6 miliardi, una cifra record”, sottolinea.

Secondo Liris, però, l’aumento delle risorse rappresenta solo un punto di partenza. La vera sfida per il Servizio sanitario nazionale riguarda ora la capacità di affrontare criticità strutturali come carenza di personale, liste d’attesa, divari territoriali e crescita delle patologie croniche legate all’invecchiamento della popolazione. Insomma, di accettare la sfida della riforma.

“Il Ssn va difeso ma riorganizzato”

“La questione importante è quanto questo record raggiunto nello stanziamento del Fondo sia performante e spendibile a livello locale e cioè quanto la domanda di sanità sia capace di avere una risposta”, osserva il senatore. E dal momento che il modello universalistico italiano resta un valore da preservare, la strada da battere è quella di una profonda revisione organizzativa: “Il Servizio sanitario nazionale che abbiamo in Italia è un unicum nel suo genere. È universalistico e per rimanere tale deve fare un check, un controllo, altrimenti la tenuta dei conti pubblici diventa un tema abbastanza difficile da superare”.

A pesare sul sistema, spiega, è soprattutto il progressivo invecchiamento della popolazione. “Si vive molto più a lungo, ma vivere più a lungo significa anche caricare maggiormente le casse dello Stato e la presa in carico che la sanità deve sopportare e supportare a livello economico”.

Per questo, secondo Liris, nei prossimi mesi sarà decisivo rafforzare la sanità territoriale e migliorare la qualità della spesa sanitaria. “Oggi la sfida non è soltanto sulla quantità della spesa ma sulla qualità della spesa, sull’efficacia e sull’efficienza dello stanziamento e soprattutto sulla ricaduta che questa spesa ha sul territorio”.

Case di comunità e riforma della medicina generale

E il punto di svolta è l’attuazione del DM77 e il futuro delle Case di comunità. “La differenza la faranno le capacità che avremo, dal Ministero della Salute fino alle Regioni e alle Asl, di portare avanti il DM77 che individua non solo le strutture ma anche la capacità di dover riempire il contenitore di contenuti. E passa tutto per il medico di medicina generale”.

Da qui il sostegno alla riforma della medicina generale proposta dal ministro Schillaci, nonostante le tensioni emerse con i sindacati di categoria. “Non deve essere un trauma per i medici di medicina generale”, afferma, spiegando che il cambiamento dovrà essere accompagnato da “attenzioni, garanzie e incentivi”.

Liris evidenzia anche la diversa predisposizione al cambiamento tra le nuove generazioni di medici e quelle più vicine alla pensione: “C’è una popolazione più giovane predisposta al cambiamento e una popolazione più anziana che vorrebbe mantenere lo status quo”.

Per il senatore non si può poi ignorare il problema delle aree interne e montane, tema che collega direttamente alla sua esperienza in Abruzzo. “Ci sono zone marginali e aree interne che non hanno medici sul territorio. Spesso sono proprio quelle dove la popolazione più anziana non è assistita e dove l’unica presenza è una farmacia territoriale”.

Ecco perché secondo Liris i nuovi strumenti organizzativi e incentivi sono una carta da spendere per garantire la presenza dei professionisti anche nei territori più difficili. “Quando può scegliere, un medico di medicina generale sceglie la città o la metropoli, ma questo non può lasciare intere zone della nazione scoperte”.

Telemedicina e telemonitoraggio svolgono un ruolo strategico ma il punto centrale resta la presa in carico del paziente. “Il paziente deve essere assistito, deve essere preso in carico”.

“Il medico di famiglia deve tornare regista sul territorio”

In questo quadro il medico di medicina generale, secondo Liris, deve recuperare un ruolo centrale nella gestione sanitaria territoriale. “In parte in passato il medico di medicina generale ha abdicato a questo ruolo. Deve riprendersi la gestione del territorio, dall’Adi alle cure domiciliari”.

“Oggi sul territorio e a casa si possono fare diagnosi, terapia e follow-up spesso senza andare neanche in ospedale”, aggiunge, chiarendo però di non immaginare un ritorno al “vecchio medico di condotta”, ma una figura capace di coordinare percorsi multidisciplinari e specialistici.

“Liste d’attesa e costi sono le sfide dell’universalismo”

Nel finale Liris torna sul nodo della sostenibilità del sistema sanitario universalistico. “Costano tanto e producono liste d’attesa”, afferma riferendosi ai modelli universalistici.

E ancora una volta il rafforzamento della sanità territoriale può rappresentare una risposta concreta sia sul fronte dei costi sia su quello della qualità dell’assistenza: “Agendo sul territorio, dove tutto costa meno e dove si interviene nelle fasi più precoci della malattia, si possono combattere le sfide della sostenibilità e della qualità della spesa sanitaria”.

Ester Maragò

12 Maggio 2026

© Riproduzione riservata

Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti
Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto PA nei giorni scorsi, il provvedimento che contiene misure urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione. Tra le norme...

Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno
Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno

Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che definisce i posti disponibili per l'immatricolazione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina...

Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata
Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata

Il Ministero ha raggiunto gli obiettivi previsti per il pagamento da parte dell’Europa della IX rata del PNRR Missione salute. Si tratta dei due target relativi all’utilizzo del Fasciolo Sanitario...

Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa
Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa

Prosegue il monitoraggio delle ondate di calore e la campagna di informazione del Ministero della Salute per limitare gli effetti delle alte temperature sulla salute, in un'estate caratterizzata da ripetuti...