Ccnl Sanità, con la coda contrattuale superare i limiti che penalizzano la ricerca sanitaria pubblica

Ccnl Sanità, con la coda contrattuale superare i limiti che penalizzano la ricerca sanitaria pubblica

Ccnl Sanità, con la coda contrattuale superare i limiti che penalizzano la ricerca sanitaria pubblica

Gentile Direttore, il 29 luglio scorso è stata sottoscritta da tutte le sigle sindacali l’ipotesi di Ccnl del Comparto Sanità per il triennio 2025-2027, un risultato per il quale Arsi desidera esprimere il proprio apprezzamento. Ma l’Associazione sostiene da tempo la necessità di un percorso evolutivo dell’inquadramento contrattuale che conduca al riconoscimento della Dirigenza della ricerca sanitaria, e al riconoscimento formale del titolo di PhD nella ricerca sanitaria

Gentile Direttore,

il 29 luglio scorso è stata sottoscritta da tutte le sigle sindacali l’ipotesi di Ccnl del Comparto Sanità per il triennio 2025-2027, un risultato per il quale Arsi desidera esprimere il proprio apprezzamento.

Arsi ha altresì accolto con particolare favore la Dichiarazione congiunta n. 1 contenuta nell’ipotesi di Ccnl, relativa all’apertura, entro settembre 2026, di una specifica sessione negoziale dedicata alla revisione della disciplina applicabile al personale della ricerca sanitaria.

Apprendiamo quindi con soddisfazione la convocazione, da parte di Aran, dei rappresentanti delle sigle sindacali per il 22 settembre p.v. finalizzata proprio alla prosecuzione della trattativa per il rinnovo del Ccnl relativo al Personale del Comparto Sanità 2025-2027 – Sezione del personale del ruolo della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria.

Nell’ambito di questa “coda contrattuale” dovranno essere affrontati sia il limite finanziario delle risorse destinate agli istituti economici gestiti a livello aziendale, sia la definizione della quota di risorse del nuovo Ccnl da destinare al personale della ricerca sanitaria (Ricercatori e Collaboratori) operante negli Irccs pubblici e negli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS).

Arsi ha sempre evidenziato come l’attuale collocazione nel comparto sanità non risulti affatto coerente con l’elevato livello di qualificazione richiesto, con i titoli posseduti, con la complessità delle competenze esercitate e con le responsabilità assunte da questi professionisti. Per tali ragioni, l’Associazione sostiene da tempo la necessità di un percorso evolutivo dell’inquadramento contrattuale che conduca al riconoscimento della Dirigenza della ricerca sanitaria, e al riconoscimento formale del titolo di PhD nella ricerca sanitaria.

La fondatezza di queste istanze è stata riconosciuta anche dal Ministero della Salute, che ne ha sostenuto la necessità attraverso la proposta di modifica del decreto di riordino degli Irccs, iniziativa che – purtroppo – non è andata a buon fine.

Come noto, dopo un percorso normativo e amministrativo lungo e complesso – sul quale Arsi è intervenuta più volte anche attraverso Quotidiano Sanità – il personale della ricerca sanitaria è stato ricondotto al Ccnl del Comparto Sanità. A questa collocazione, di per sé inadeguata, non è neanche seguita la piena e uniforme attuazione degli istituti contrattuali previsti, che avrebbero dovuto assicurare un primo accenno di valorizzazione professionale ed economica.

A confermarlo è la survey condotta da Arsi nell’aprile 2026 su 32 Istituti (22 Irccs pubblici su 24 totali, e 10 IZS su 10, per gli anni 2024-2025). I dati evidenziano una grave e diffusa inesigibilità degli Istituti contrattuali accessori per il personale della ricerca negli Irccs e, in misura ancora più marcata, negli IZS:

  • Incarichi di funzione (Art. 18): La mancata attribuzione degli incarichi (sia per Collaboratori che per Ricercatori) raggiunge il 91% negli Irccs e registra una inesigibilità totale (100%) negli IZS.
  • Differenziali Economici di Professionalità – DEP (Art. 18) per i collaboratori: Negli IRCCS risultano inesigibili nel 32% dei casi, percentuale che sale all’80% negli IZS.
  • Produttività (Art. 17): Non liquidata nel 30% degli IRCCS e nel 60% degli IZS.
  • Straordinari (Art. 18): Non riconosciuti nel 70% degli IZS e nel 18% degli Irccs.

Il risultato è una condizione di marcata disparità rispetto al restante personale del comparto: ricercatori sanitari e collaboratori di ricerca sono assoggettati ai vincoli di tale area contrattuale senza poter beneficiare, in misura effettiva, delle opportunità di valorizzazione garantite agli altri dipendenti tramite fondi strutturati. Emerge, globalmente, che la negoziazione decentrata sconti un’inerzia amministrativa che ignora come Irccs e IZS esistano in quanto luoghi di ricerca, non assimilabili ad ospedali/istituti assistenziali ordinari.

Alla base di questa situazione vi sono soprattutto: 1) l’assenza di un obbligo sufficientemente vincolante per la costituzione e l’utilizzo dei fondi a livello locale, 2) la mancanza di fondi contrattuali dedicati alla ricerca e 3) un limite finanziario (Art 18) strutturalmente inadeguato per il trattamento accessorio.

In molte realtà, le risorse per incarichi, premialità, straordinari e indennità risultano così insufficienti o meramente residuali. Ne derivano un appiattimento delle carriere e la perdita di efficacia degli strumenti contrattuali nel valorizzare competenze, responsabilità e risultati.

La ‘coda contrattuale’ che si aprirà il 22 settembre, pertanto, rappresenta un impegno rilevante perché, per la prima volta, individua un percorso negoziale definito, una tempistica precisa e due nodi concreti sui quali intervenire per superare le principali criticità che da anni limitano l’applicazione del contratto.

Arsi chiede di affrontare con pragmatismo le vere priorità del contratto, superandone i limiti di applicabilità che oggi penalizzano fortemente i ricercatori/collaboratori di ricerca della sanità pubblica. Nello specifico:

  1. ampliare in modo strutturale e adeguato il limite finanziario dei fondi destinati al personale della ricerca sanitaria, assicurando la necessaria capienza economica e rendendo concretamente applicabili gli istituti contrattuali oggi non riconosciuti o solo parzialmente attuati;
  2. rafforzare il sistema delle relazioni sindacali e i relativi strumenti di garanzia, affinché la costituzione, la definizione e l’utilizzo delle risorse siano effettivamente oggetto della contrattazione integrativa aziendale e non risultino condizionati da interpretazioni difformi o da eccessivi margini di discrezionalità applicativa decentrata.

Arsi desidera ringraziare l’Aran tutte le organizzazioni sindacali e il Ministero della Salute per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nel riconoscere la specificità e la centralità della ricerca sanitaria pubblica.

L’impegno assunto è un primo segnale concreto per professionisti che attendono da tempo un riconoscimento giuridico, economico e professionale all’altezza del loro ruolo nel Ssn. La coda contrattuale dovrà ora tradurre questo impegno in soluzioni effettive e uniformi in tutti gli Istituti.

Ci attendiamo che questo sia solo il primo passo verso la dirigenza, misura indispensabile per arginare la fuga dei ricercatori dal Ssn.

Figura: Stato di inesigibilià degli istituti contrattuali accessori CCNL Ricerca Sanitaria (monitoraggio anni 2024-2025). Dati aggregati, raccolti da 22 IRCCS pubblici su 24 totali, e dai 10 IZS.

Il Consiglio Direttivo di ARSI

Associazione Ricercatori in Sanità, Italia

17 Settembre 2026

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