Il farmaco contro l’obesità: un cavallo di Troia molto pericoloso

Il farmaco contro l’obesità: un cavallo di Troia molto pericoloso

Il farmaco contro l’obesità: un cavallo di Troia molto pericoloso

Gentile Direttore, secondo il più recente rapporto Osmed, gli analoghi del GLP-1 registrano una spesa di valore pro-capite in aumento del 16,6% rispetto al 2023, dovuta a un incremento dei consumi del +18,7%, aumento che sale al 78,7% per quanto riguarda la spesa a carico del cittadino. Siamo sicuri che il valore dell’appropriatezza sia rispettato dai decisori politici, e non solo?

Gentile Direttore, secondo il più recente rapporto Osmed – Osservatorio nazionale sull’uso dei medicinali – pubblicato da AIFA e relativo al 2024, gli analoghi del GLP-1 registrano una spesa di valore pro-capite in aumento del 16,6% rispetto al 2023, dovuta a un incremento dei consumi del +18,7%, aumento che sale al 78,7% per quanto riguarda la spesa a carico del cittadino.

Siamo sicuri che il valore dell’appropriatezza sia rispettato dai decisori politici, e non solo?

Una questione recente mi ha enormemente preoccupata, si tratta della quick weight loss e riguarda l’avere risultati veloci nel controllo del peso utilizzando farmaci: se parliamo di cittadini che sono in sovrappeso, spesso per scorretta alimentazione e sedentarietà, cioè stili di vita che potrebbero essere corretti modificando alcuni comportamenti, e arriva un farmaco che promette di far dimagrire senza troppo sforzo, è naturale che ci sia una rincorsa a questa soluzione comoda, senza però pensare a quanto un’azione simile pesi poi sulla collettività, e agli effetti collaterali che si possono riscontrare.

L’efficacia degli analoghi del GLP-1 nel trattamento del diabete di tipo 2 è ampiamente dimostrata e altrettanto ampiamente regolamentata in termini clinici, formali e di appropriatezza, ma è appurata anche la loro efficacia anche nelle situazioni di obesità, area in cui vengono spesso adoperati.

In termini di rimborsabilità, attualmente il SSN prevede che essa possa essere applicata esclusivamente nel caso di trattamento del diabete, in linea con la Nota AIFA 100, ma cosa accade quando i farmaci vengono impiegati per il trattamento dell’obesità o, come fin troppo spesso accade, per dimagrire velocemente e senza sofrzi?

Nel caso del trattamento del peso il costo, peraltro importante, è a carico dell’utente. Talvolta con delle agevolazioni.

Regione Lombardia, infatti, con la Deliberazione N. XII/ 5589 del 30 dicembre 2025, ha attivato una convenzione per l’approvvigionamento dei farmaci da parte dei cittadini a prezzo calmierato attraverso il meccanismo del co-pagamento e quindi senza oneri per Regione stessa.

Se il provvedimento ben si inserisce nel piano di contrasto all’obesità, che in Lombardia secondo i dati ISTAT riguarda 880mila adulti, sorge il dubbio che in termini di prescrittibilità vi siano azioni che assumono un carattere fin troppo discrezionale.  Robert Giovanni Nisticò, Presidente AIFA, aveva lanciato già lo scorso anno un monito rispetto alle prescrizioni facili, ma il farmaco scaccia sacrifici sembra far gola a molti, e la cosiddetta Ozempic face sembra essere particolarmente attraente anche per i giovanissimi.

È importante ricordare che, in Italia, la legge Pella riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, che le prestazioni sono inserite nei LEA, e che vengono stanziati dei fondi appositi per programmi di prevenzione con focus sulle scuole e sui corretti stili di vita.

I farmaci no, non sono attualmente rimborsabili, e pur non volendone demonizzare l’utilizzo che è, in taluni casi, un salvavita, occorre riflettere come in termini di sostenibilità sia finanziaria sia di capitale umano, questo meccanismo d’acquisto serva in questo momento ad arricchire certe tasche e a svuotarne altre, sorvolando sul necessario intervento a favore di un’educazione alimentare che non è, e sono i dati a dirlo, più rimandabile.

Nel lungo periodo la strategia dovrebbe essere diversa, e puntare su programmi di prevenzione parrebbe l’unica strada corretta per scongiurare conseguenze che a oggi non sono ancora del tutto chiare. Certamente non sono sufficienti erogazioni una tantum, e certamente le regioni dovrebbero investire in azioni diffuse e continuative nel tempo, che dovrebbero intervenire tanto sui ragazzi – e sulle loro famiglie -, quanto sugli adulti.

Più impegnativo, difficile e più costoso, dunque, ma evidentemente più sano. Il prezzo diversamente sarà alto, e non solo per il portafogli. Dispiace vedere come alcuni, permettano ad altri, aziende produttrici e politici in cerca di voti facili, di speculare sulla salute degli italiani. Così non va bene.

Rosaria Iardino

Presidente Fondazione the Bridge

13 Maggio 2026

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