Il Servizio sanitario nazionale continua a recuperare personale dopo gli anni di contrazione che hanno caratterizzato il decennio scorso. Nel 2024 gli addetti delle strutture pubbliche del Ssn raggiungono quota 727.829 unità, con un incremento dell’1,6% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto all’aumento del personale a tempo indeterminato, che arriva a 694.765 dipendenti. Restano invece 28.882 le unità di personale con rapporti di lavoro flessibili (espresse in unità annue), mentre il personale universitario impegnato nell’assistenza è pari a 10.508 unità. È quanto emerge dal Rapporto 2024 sul personale del Servizio sanitario nazionale pubblicato dal Ministero della Salute.
Nel complesso, considerando anche il personale universitario, le strutture equiparate al pubblico e le case di cura convenzionate, il sistema sanitario italiano impiega 751.146 professionisti, tra cui 116.672 medici, 297.983 infermieri, 25.571 professionisti della riabilitazione, 41.298 tecnici sanitari e 9.346 operatori dell’area della prevenzione.
Prosegue la ripresa degli organici
Il dato conferma il consolidamento dell’inversione di tendenza iniziata nel 2020. Dopo anni di riduzione degli organici, il personale a tempo indeterminato continua infatti a crescere, arrivando a sfiorare le 695 mila unità. Anche il saldo tra ingressi e uscite resta positivo: nel corso del 2024 le amministrazioni del Ssn hanno registrato 58.311 assunzioni, a fronte di 47.238 cessazioni, con oltre tre quarti delle nuove assunzioni rappresentate da ingressi “puri”, cioè derivanti da concorsi, stabilizzazioni e altre procedure di reclutamento.
Il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato rappresenta il 3,7% del totale dei dipendenti, una quota che sale al 14,6% tra i dirigenti delle professioni sanitarie e al 13,4% tra gli odontoiatri, mentre rimane inferiore al 6% nella maggior parte delle categorie professionali.
Infermieri quasi tre volte i medici
Tra il personale a tempo indeterminato risultano in servizio 107.657 medici, 278.205 infermieri, 37.521 tecnici sanitari, 22.611 professionisti della riabilitazione e 9.302 operatori della prevenzione. Gli operatori socio-sanitari sono invece 86.382.
Il rapporto tra infermieri e medici si attesta a 2,6 professionisti per ogni medico, con significative differenze territoriali: si passa da valori superiori a tre in alcune Regioni del Nord fino a circa due in Sicilia e Sardegna.
Medici più giovani rispetto al 2019, ma la fascia 60-64 anni resta la più numerosa
Per quanto riguarda la professione medica, il rapporto evidenzia segnali di ricambio generazionale. L’età media dei medici del Ssn scende infatti a 49,3 anni, rispetto ai 51,4 anni registrati nel 2019. Tuttavia la classe di età più rappresentata rimane ancora quella tra 60 e 64 anni, che raccoglie il 14,9% dei professionisti, seguita dalle fasce 35-39 anni (14,5%) e 40-44 anni (14,4%).
Le donne sono ormai maggioranza tra i medici del Ssn (54,6%) e prevalgono in tutte le classi d’età comprese tra i 39 e i 59 anni, confermando il progressivo processo di femminilizzazione della professione.
Complessivamente i medici specialisti censiti dal rapporto – comprendendo dipendenti, universitari e convenzionati – raggiungono quota 123.103. Le aree funzionali più rappresentate sono quella medica (49.155 specialisti), quella dei servizi (30.737) e quella chirurgica (26.505).
Personale ancora anziano
Nonostante il miglioramento registrato negli ultimi anni, il personale del Ssn continua a presentare un’età media elevata. Complessivamente i dipendenti hanno 48,4 anni, con punte di 55,4 anni tra i dirigenti amministrativi e quasi 55 anni tra chimici e dirigenti tecnici. Gli infermieri hanno un’età media di 46,9 anni, i tecnici sanitari di 45,7, mentre le ostetriche risultano tra le professioni più giovani con 41,7 anni.
L’anzianità media di servizio è pari a 15,4 anni. Gli infermieri registrano una permanenza media di 17,4 anni, i medici di 13,1 anni, mentre i dirigenti delle professioni sanitarie arrivano a 21,4 anni di anzianità media.
Crescono anche infermieri e professionisti della riabilitazione
Il personale infermieristico complessivo (tempo indeterminato e determinato) raggiunge 284.793 unità, pari a 4,7 infermieri ogni mille abitanti, valore che sale a 5,1 per mille considerando anche gli ospedali equiparati al pubblico.
I professionisti della riabilitazione sono 24.306, composti soprattutto da fisioterapisti (53,9%), educatori professionali (15,3%) e logopedisti (14,2%). I tecnici sanitari raggiungono 40.072 unità tra area diagnostica e assistenziale, mentre il personale della prevenzione è pari a 10.213 unità, costituito per quasi tre quarti da tecnici della prevenzione.
Il quadro delineato dal Ministero conferma quindi il rafforzamento degli organici avviato dopo la pandemia, ma evidenzia anche come il sistema sanitario continui a confrontarsi con una forza lavoro mediamente anziana e con la necessità di mantenere elevato il ritmo delle assunzioni per garantire il ricambio generazionale nei prossimi anni.