Infezioni sessualmente trasmissibili. L’Oms lancia il primo database globale sulla prevalenza delle Ist

Infezioni sessualmente trasmissibili. L’Oms lancia il primo database globale sulla prevalenza delle Ist

Infezioni sessualmente trasmissibili. L’Oms lancia il primo database globale sulla prevalenza delle Ist

La nuova piattaforma ad accesso libero raccoglie dati standardizzati provenienti da 766 studi e 2.453 rilevazioni nei Paesi a basso e medio reddito. Obiettivo: rafforzare sorveglianza, ricerca e interventi mirati contro cinque principali infezioni sessualmente trasmissibili.

Lanciato il primo database globale sulla prevalenza delle infezioni sessualmente trasmissibili (Ist), una piattaforma ad accesso libero che mette a disposizione dati consolidati, standardizzati e sottoposti a controllo di qualità provenienti dai Paesi a basso e medio reddito a partire dal 2010.

Il nuovo strumento lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità nasce per colmare una delle principali criticità nella lotta alle Ist: la difficoltà di accedere a dati affidabili, comparabili e specifici per Paese e popolazione. Il database riunisce infatti in un’unica piattaforma dati pubblicati e non pubblicati provenienti da diverse fonti, offrendo un quadro più completo dell’epidemiologia delle infezioni sessualmente trasmissibili.

“Questo database rappresenta un primo importante passo avanti nella nostra capacità di comprendere l’impatto delle infezioni sessualmente trasmissibili in diverse popolazioni e contesti”, ha dichiarato Tereza Kasaeva, direttrice del Dipartimento Oms per Hiv, tubercolosi, epatite e Ist. “Rendendo questi dati liberamente accessibili, forniamo ai Paesi e ai partner le prove necessarie per progettare interventi mirati, rafforzare i sistemi di sorveglianza e accelerare i progressi verso la riduzione dell’impatto globale delle Ist”.

Attualmente il database raccoglie informazioni su cinque infezioni sessualmente trasmissibili: clamidia, gonorrea, virus dell’herpes simplex di tipo 2, sifilide e tricomoniasi. Si tratta, sottolinea l’Oms, di una risorsa dinamica destinata ad ampliarsi progressivamente con l’inclusione di nuove evidenze scientifiche e di ulteriori infezioni.

A giugno 2026 la piattaforma comprendeva dati provenienti da 766 studi e 2.453 punti dati sulla prevalenza delle Ist. Le informazioni derivano da un’ampia varietà di contesti e popolazioni, tra cui indagini campionarie sulla popolazione generale, studi su donne in gravidanza, adolescenti, popolazioni chiave, lavoratrici e lavoratori del sesso, persone che si rivolgono ai servizi dedicati alle Ist, oltre ai dati di base di studi di intervento e studi caso-controllo.

Per garantire l’affidabilità delle informazioni, l’Oms ha incluso esclusivamente studi con gruppi di popolazione chiaramente definiti, adeguata descrizione metodologica, campioni raccolti prevalentemente dal 2010 in poi e una numerosità di almeno 100 partecipanti.

Secondo l’Organizzazione, l’ampiezza delle evidenze raccolte consentirà di migliorare la conoscenza della diffusione delle Ist sia nella popolazione generale sia nei gruppi maggiormente esposti al rischio. Il database sarà aggiornato periodicamente con la pubblicazione di nuovi studi, così da riflettere le evidenze più recenti e rispondere alle nuove esigenze di salute pubblica.

La piattaforma è destinata a decisori politici, programmi nazionali, ricercatori, industria, organizzazioni della società civile e agenzie di finanziamento. L’obiettivo è favorire decisioni basate su dati solidi, sostenere le strategie nazionali di prevenzione e controllo e rafforzare le stime regionali e globali sull’incidenza e sull’evoluzione nel tempo delle infezioni sessualmente trasmissibili.

06 Luglio 2026

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