Veneto. Gottardi (Uil Fp): “Bene il sostegno ai futuri medici di famiglia, ora la politica pensi agli infermieri”

Veneto. Gottardi (Uil Fp): “Bene il sostegno ai futuri medici di famiglia, ora la politica pensi agli infermieri”

Veneto. Gottardi (Uil Fp): “Bene il sostegno ai futuri medici di famiglia, ora la politica pensi agli infermieri”

Uil Fp Veneto propone alla Regione un Piano straordinario per l’attrattività della professione infermieristica. Molinari: “Pensionamenti, dimissioni volontarie e riduzione delle immatricolazioni rischiano di aggravare una carenza già strutturale”.

La Uil Fp Veneto accoglie con favore la decisione della Regione del Veneto di incrementare il sostegno economico destinato ai medici che scelgono il Corso di formazione specifica in Medicina generale. Ma chiede che ora l’attenzione sia rivolta agli infermieri.

Quello nei confronti dei medici è “un intervento utile per rendere più attrattivo un percorso professionale fondamentale per il futuro del Servizio sanitario regionale e per garantire ai cittadini un’assistenza territoriale più vicina, continuativa e qualificata”.

“Sostenere i futuri medici di famiglia è una scelta positiva, che guarda al futuro della sanità veneta”, dichiara Stefano Gottardi, segretario generale Uil Fp Veneto. “Ora è necessario compiere un passo ulteriore e aprire una nuova stagione di investimenti anche sulla professione infermieristica. Ospedali, Case della Comunità e assistenza domiciliare possono funzionare soltanto se dispongono di tutte le professionalità necessarie”.

Le Case della Comunità, prosegue la nota della Uil Fp Veneto, “rappresentano uno degli elementi centrali della riforma dell’assistenza territoriale. Possono diventare un punto di riferimento riconoscibile per i cittadini, offrire risposte sanitarie e sociosanitarie di prossimità e contribuire a ridurre gli accessi impropri nei Pronto soccorso dei grandi ospedali. Per esprimere pienamente questo potenziale, tuttavia, non possono essere considerate soltanto nuove strutture fisiche: devono essere dotate stabilmente di medici, infermieri, operatori sociosanitari, professionisti sanitari e personale amministrativo”.

“Il medico di famiglia continuerà a rappresentare un riferimento clinico essenziale per il cittadino, ma la sanità territoriale richiede un’organizzazione multiprofessionale”, sottolinea Luca Molinari, segretario regionale Uil Fp Veneto e componente della delegazione trattante nazionale del comparto Sanità. “Se gli infermieri necessari alle nuove strutture verranno semplicemente trasferiti da ospedali, reparti e servizi già in difficoltà, non avremo risolto la carenza: l’avremo soltanto spostata da una sede all’altra”.

Pensionamenti e dimissioni: una criticità da affrontare subito
“I dati presentati il 17 luglio dal servizio regionale per la programmazione del personale sanitario mostrano una situazione che richiede decisioni tempestive”, argomenta il sindacato. “La riduzione delle immatricolazioni ai Corsi di laurea in Infermieristica, l’aumento delle dimissioni volontarie e l’imminente ricambio generazionale rischiano di compromettere la capacità del Servizio sanitario regionale di garantire continuità e qualità dell’assistenza”.

Secondo le elaborazioni del Centro Studi Uil Fp Veneto sui dati regionali, tra il 2026 e il 2040 il sistema sanitario sarà interessato da una consistente crescita delle uscite per pensionamento, con il periodo più critico concentrato tra il 2031 e il 2035.

[GRAFICO 1 – Pensionamenti infermieristici previsti nel periodo 2026-2040]


Il problema non riguarda esclusivamente il numero dei pensionamenti, precisa Molinari. “Alle uscite programmate si aggiungono le dimissioni volontarie, che rappresentano un segnale organizzativo da analizzare attentamente. Occorre intervenire sulle condizioni di lavoro, sui carichi assistenziali, sulla conciliazione tra vita e professione, sulla sicurezza e sulle opportunità di crescita”.

Le proiezioni elaborate dalla Uil Fp Veneto indicano che, mantenendo invariati gli attuali livelli di reclutamento, pensionamento e abbandono della professione, la carenza infermieristica potrebbe crescere sensibilmente entro il 2035.

[GRAFICO 2 – Evoluzione della carenza infermieristica in Veneto dal 2026 al 2035]4

Parlare ai giovani con un linguaggio nuovo
Per la Uil Fp Veneto non è sufficiente aumentare i posti disponibili nei corsi universitari. È necessario ricostruire l’attrattività sociale, professionale ed economica dell’infermieristica, utilizzando anche modalità di comunicazione capaci di raggiungere le nuove generazioni.

“Ai giovani non possiamo presentare questa professione soltanto come la possibilità di ottenere un posto di lavoro sicuro: è un modo antiquato e riduttivo di parlare del lavoro”, sottolinea Gottardi. “Scegliere la professione infermieristica significa possedere competenze elevate, assumersi responsabilità, lavorare in squadra e accompagnare le persone nei momenti più delicati della loro vita. Significa essere utili e importanti per la comunità, vedere concretamente il valore del proprio lavoro e ricevere anche grandi soddisfazioni umane e professionali”.

Per questo, secondo la Uil Fp Veneto, serve una campagna regionale moderna, riconoscibile e continuativa, costruita anche attraverso le esperienze dirette delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità. “Una campagna che mostri la realtà della professione senza nasconderne le difficoltà, ma che sappia contemporaneamente raccontarne il valore sociale, le competenze, le specializzazioni e le possibilità di sviluppo professionale”.

Un Piano straordinario per la professione infermieristica
La Uil Fp Veneto propone alla Regione l’apertura di un confronto finalizzato alla definizione di un Piano straordinario per l’attrattività e la permanenza nella professione infermieristica, fondato su interventi strutturali e duraturi.

Le priorità indicate sono:
• incremento del contributo economico regionale destinato agli studenti dei Corsi di laurea in Infermieristica;
• riduzione dei costi sostenuti dagli studenti durante il percorso universitario;
• sostegni per alloggio, trasporti, materiali didattici e tirocini;
• valorizzazione economica e professionale della carriera infermieristica;
• sviluppo degli incarichi professionali, specialistici e clinici;
• miglioramento delle condizioni organizzative e dei carichi di lavoro;
• interventi per trattenere gli infermieri nel Servizio sanitario regionale e ridurre le dimissioni volontarie.
Il confronto tra i contributi destinati ai diversi percorsi formativi evidenzia, secondo la Uil Fp Veneto, la necessità di riequilibrare gli investimenti pubblici e di sostenere maggiormente gli studenti che scelgono Infermieristica.

[GRAFICO 3 – Confronto tra costi universitari e contributi nazionali e regionali destinati alla formazione sanitaria]

“Investire sugli studenti significa programmare oggi il personale che sarà disponibile tra almeno tre anni”, conclude Molinari. “Il tempo necessario per conseguire la laurea impone di intervenire subito. Ogni anno perso nella programmazione rischia di trasformarsi domani in reparti in difficoltà, servizi territoriali incompleti e maggiori carichi di lavoro per il personale rimasto”.

“La UIL FP Veneto è disponibile a collaborare con la Regione, le Università e gli Ordini professionali per costruire un progetto credibile”, conclude Gottardi. “La carenza di personale non deve essere affrontata come un’emergenza permanente. Può diventare l’occasione per ripensare il sistema, investire sulle persone e costruire una sanità veneta più moderna, attrattiva e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini”.

28 Luglio 2026

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