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Meno zuccheri e grassi in snack e biscotti. E stop alle pubblicità fuorvianti. Ministero firma protocolli con le aziende

Sono stati siglati ad Expo due importanti protocolli tra il Ministero della Salute e le associazioni del settore alimentare, della pubblicità e del commercio per favorire la  corretta alimentazione, soprattutto dei bambini. Fissate 10 raccomandazioni per una corretta comunicazione commerciale. Ma definiti anche precisi impegni del settore produttivo per il contenimento di zuccheri, grassi saturi e sale in snack, bevande, biscotti e merendine.

02 NOV - Dalla riduzione della presenza di zuccheri, grassi e sale in snack e merendine fino ai limiti che deve rispettare la filiera produttiva quando si tratta di pubblicizzare prodotti dedicati ai minori. Siglati ad Expo due importanti protocolli tra il Ministero della Salute e le associazioni del settore alimentare, della pubblicità e del commercio per favorire la  corretta alimentazione dei bambini.
 
Migliorare le caratteristiche nutrizionali. Entro il 2017 via il 100% dei grassi trans da cereali per la colazione, biscotti, merendine e gelati. Ma non solo, prevista anche la riduzione degli zuccheri aggiunti (-20% nei biscotti, - 27% in yogurt e -20% nei gelati) e l’aumento delle fibre (+125% nei cereali, +60% nei crackers e +50% nei biscotti). Questi alcuni degli impegni presi dalle aziende di categoria nel primo dei due protocolli firmati a Expo, Obiettivi condivisi per il miglioramento delle caratteristiche nutrizionale dei prodotti alimentari con particolare attenzione alla popolazione infantile (3-12anni), che definisce precisi  impegni del settore produttivo per il contenimento di zuccheri, grassi saturi e sale  e un costante sforzo per rimodulare le porzioni e ad offrire informazioni aggiuntive in etichetta, nelle seguenti tipologie merceologiche:

Area cerealicolo-dolciaria (Cereali da prima colazione, biscotti, snack salati, crakers, merendine)
Area bevande analcoliche (soft drink, nettari/succhi e polpa di frutta)
Area lattiero-casearia e gelati (yogurt, latti fermentati, gelati).

Il documento rappresenta un importante passo avanti sul piano delle strategie a favore della popolazione e in particolare della popolazione infantile. Gli impegni assunti sono importanti per il conseguimento degli obiettivi di miglioramento delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti ma è fondamentale che lo sforzo di studio e ricerca di nuove formulazioni sia costantemente perseguito, unitamente alla diffusione di una cultura che promuova stili di vita sani, a partire dalla giovane età.
 

 
Pubblicità per i bambini: dieci raccomandazioni. No ad approvazioni, richiami e raccomandazioni o attestazioni di tipo medico che si risolvono nell’attribuire caratteristiche salutistiche ai prodotti al di fuori dei casi previsti dal Regolamento CE n. 1924/2006. No alla visualizzazione di porzioni di cibo, o situazioni, che possano suggerire un consumo smodato, in contrasto con corretti comportamenti alimentari. E ancora: No ad un atteggiamento da parte di adulti che avalli comportamenti alimentari non corretti, No alla ridicolizzazione dei corretti comportamenti alimentari e No a comunicazioni che inducano esplicitamente a un consumo smodato o non equilibrato al fine di ottenere un premio o un giocattolo, ad esempio nell’ambito di una raccolta punti o di una particolare promozione.

Queste alcune delle raccomandazioni contenute nelle Linee di indirizzo per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande, a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione, in cui è prevista un’attività di monitoraggio per il tramite dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), già operante con un proprio Codice generale.

“Nonostante lo sforzo effettuato dall’industria in questi ultimi anni per migliorare dal punto di vista nutrizionale gli alimenti destinati a bambini e adolescenti, si è reso necessario agire sulla comunicazione e pervenire a modalità pubblicitarie condivise e opportune, necessarie per fornire una corretta informazione non solo ai bambini destinatari di tali alimenti, ma anche alle famiglie.  E’ di primaria importanza che le Associazioni di categoria promuovano presso le imprese associate del settore alimentare i principi alla base delle Linee di indirizzo che orientano l’attività di comunicazione con lo specifico obiettivo di tutelare i bambini nei confronti del rischio di sovrappeso e dell’obesità.

I principi e le raccomandazioni che sono parte integrante del protocollo rappresentano quindi uno strumento per rafforzare le misure nazionali già in essere per l’attività di promozione commerciale e sono suscettibili di inserirsi armonicamente nel sistema del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale il quale assicura applicazione ed effettività ai principi qui contenuti grazie agli strumenti collaudati dal sistema autodisciplinare stesso in quasi cinquant’anni di operatività. A tale riguardo, va sottolineato il “Principio di lealtà” richiamato nelle Linee di indirizzo che rappresenta il concetto fondamentale per il diritto di tutti e la leale collaborazione con le Istituzioni:  la comunicazione commerciale dei prodotti alimentari rivolta ai bambini, o suscettibile di essere da loro recepita, deve essere onesta, veritiera e corretta. Non deve contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non deve inoltre abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtà.  
I firmatari riconoscono che l’obesità e le malattie non trasmissibili sono problemi sociali complessi e sono consapevoli di avere un ruolo da giocare nella loro soluzione. Essi inoltre condividono, con le più autorevoli Istituzioni internazionali, la convinzione che la strategia più efficace di contrasto a tali fenomeni risieda nell’adozione di un approccio integrato e multifattoriale, nel quale la promozione dell’attività fisica svolge un compito essenziale: non esistono infatti cibi buoni o cattivi, ma solo stili di vita salutari”.
 
“Le 10 raccomandazioni di seguito elencate sono espresse a mero titolo esemplificativo, non esaurendo il ventaglio delle fattispecie configurabili. Esse non vanno intese come formulazione di nuove norme ma come esemplificazione di quelle già esistenti”.
 
1. I claim prestazionali devono trovare riscontro in una adeguata base scientifica.
 
2. I claim prestazionali devono rispecchiare le caratteristiche e le proprietà vantabili da un prodotto. Qualora ricadano nell’ambito delle indicazioni autorizzate in base al Regolamento CE n. 1924/2006 va usata attenzione nel declinarle in linguaggio promozionale.
 
3. No ad approvazioni, richiami e raccomandazioni o attestazioni di tipo medico che si risolvono nell’attribuire caratteristiche salutistiche ai prodotti al di fuori dei casi previsti dal Regolamento CE n. 1924/2006.
 
4. No alla visualizzazione di porzioni di cibo, o situazioni, che possano suggerire un consumo smodato, in contrasto con corretti comportamenti alimentari.
 
5. No ad un atteggiamento da parte di adulti che avalli comportamenti alimentari non corretti.
 
6. No alla ridicolizzazione dei corretti comportamenti alimentari, che possa spingere a contravvenire ad essi, o incitare ad assumere comportamenti alimentari sbagliati.
 
7. No a suggestioni che inducano a ritenere che il mancato possesso o consumo del prodotto comporti il rifiuto da parte degli amici o della comunità di appartenenza.
 
8. No a comunicazioni che inducano esplicitamente a un consumo smodato o non equilibrato al fine di ottenere un premio o un giocattolo, ad esempio nell’ambito di una raccolta punti o di una particolare promozione.
 
9. Quando vengono utilizzati segni, disegni, personaggi legati ai minori deve essere reso chiaro che si tratta di comunicazione commerciale affinché non venga confusa con l’equivalente contenuto editoriale.
 
10. No a comunicazioni che inducano a seguire uno stile di vita scorretto o a sminuire l’importanza di una vita attiva.

02 novembre 2015
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